Una sera al RAB con MisterNessuno

Quando l’arte incontra l’inclusione

Ci sono serate che ti entrano dentro e non ti lasciano più. Momenti in cui capisci che stai partecipando a qualcosa di più grande di un semplice evento, qualcosa che ha a che fare con l’autenticità delle connessioni umane, con la bellezza che nasce quando l’arte si mette al servizio di una causa giusta.

La sera al RAB di Milano è stata una di quelle serate.

Il RAB: questo non è un bar

Prima di raccontarvi dell’evento, devo parlarvi del luogo che lo ha ospitato. Perché il RAB non è semplicemente un locale. È un manifesto di inclusione, un progetto sociale che ha il coraggio di mettere in pratica ciò che molti si limitano a teorizzare.

Situato in Corso San Gottardo 41, in zona Navigli, il RAB è gestito dal Gruppo L’Impronta. La mission è tanto semplice quanto potente: inserire al lavoro persone con fragilità ed essere uno spazio di aggregazione e socialità per il quartiere. Qui lavorano fianco a fianco ragazzi e ragazze con disabilità insieme a operatori, in un ambiente che rifiuta l’etichetta di “bar” per essere qualcosa di più profondo: un luogo di incontro, di cultura, di vera umanità.

Le pareti del RAB raccontano storie. Articoli di giornale, foto, manifesti di eventi passati si sovrappongono creando un palinsesto visivo che è testimonianza di una comunità viva. È su una di queste pareti che ho appoggiato la mia Leica per catturare l’atmosfera della serata, creando quella doppia esposizione che vedete in apertura: Alice che si sovrappone agli articoli sul locale, presente e passato che si fondono in un’unica narrazione.

MisterNessuno: un libro, tante cause

Roberto Florindi ha scritto “MisterNessuno” attingendo dalla sua profonda esperienza nel mondo del nuoto paralimpico, dove da anni accompagna atleti straordinari nelle loro sfide quotidiane. Ma questo romanzo va oltre la semplice testimonianza sportiva: è un viaggio nell’animo umano attraverso quarant’anni di vita di Alessandro, un uomo che si è sempre sentito “fuori posto”, alla ricerca di un filo conduttore tra esperienze disparate che lo hanno portato dalla piccola Melegnano alle terre remote dell’Etiopia, dall’Inghilterra all’India, fino alle piscine dove ha finalmente iniziato a trovare sé stesso.

Non è solo letteratura: è uno specchio in cui ognuno può riconoscersi, un mosaico di piccole e grandi vittorie, di fallimenti che si trasformano in nuove opportunità, di dignità che si conquista vasca dopo vasca. Perché il vero talento, come ci insegna questa storia con disarmante onestà, non è ciò che ci rende eccezionali agli occhi degli altri, ma quello che ci fa sentire finalmente a casa dentro noi stessi.

Ma quello che rende davvero speciale questo progetto è il modello benefico che lo accompagna. A ogni evento, a ogni presentazione, Roberto sceglie un’associazione diversa che si occupa di disabilità e inclusione, e tutto il ricavato delle vendite va a sostenere quella realtà specifica. Non è beneficenza generica: è un sostegno mirato, pensato, che cambia a seconda del territorio e delle necessità.

Per la serata al RAB, la scelta era naturale: il ricavato è andato al Gruppo L’Impronta, la cooperativa sociale che gestisce il locale e che da anni lavora per l’inclusione di persone con fragilità. Ma sono tantissime le associazioni che Roberto ha sostenuto e continuerà a sostenere attraverso questo tour. Ogni tappa è un nuovo incontro, una nuova storia, un nuovo modo di fare la differenza.

Una sera di musica, parole e connessioni autentiche

L’evento al RAB è stato curato nei minimi dettagli. Alice Kavalla, amica e scrittrice, ha moderato la serata con quella sensibilità che la caratterizza. Fulvio Felisi, invece, ha gestito l’organizzazione con professionalità, mentre Mauro Trentini e Sara Iacubino ci hanno regalato momenti di musica dal vivo che hanno dato respiro alle parole, creando quella sospensione emotiva che solo la musica live sa creare.

Io ero lì con la mia macchina fotografica, a catturare volti, sguardi, sorrisi. A fermare quei momenti in cui vedi che qualcosa di vero sta accadendo. Perché questa è la fotografia che mi interessa: non quella patinata delle location perfette, ma quella che cattura l’essenza delle connessioni umane.

Il pubblico era un mix meraviglioso: amici di Roberto venuti a sostenerlo, curiosi attratti dal progetto, frequentatori abituali del RAB che hanno scoperto con sorpresa quanto può essere potente un libro quando dietro ha una storia autentica. C’erano anche alcuni fratelli Alpini di Roberto, testimonianza di quanto i legami veri attraversino gli ambiti più diversi della vita.

Fotografia e inclusione: lo stesso sguardo

Mentre fotografavo la serata, mi sono reso conto di quanto la mia passione per la fotografia e questo progetto di Roberto abbiano in comune. Entrambi cerchiamo di catturare l’essenza delle persone al di là delle etichette, delle categorie, delle semplificazioni. Io lo faccio attraverso il bianco e nero che elimina il superfluo per concentrarsi sull’emozione pura. Roberto lo fa attraverso le sue storie che raccontano persone, non disabilità.

La mia passione per il mondo medievale, che emerge dalle fotografie di castelli e dalle mostre che curo, nasce dalla stessa ricerca: trovare l’umanità dietro le pietre, le storie dietro le architetture. E il RAB, con le sue pareti che parlano e i suoi spazi che accolgono, è esattamente questo: un luogo dove l’umanità emerge in tutta la sua complessità e bellezza.

Il team: quando la collaborazione diventa magia

Questo progetto non sarebbe possibile senza un team affiatato. Roberto porta la sua esperienza e la sua sensibilità verso il mondo della disabilità. Alice porta la sua capacità di tessere narrazioni e guidare conversazioni. Fulvio porta l’organizzazione che tiene insieme tutti i pezzi. Io porto il mio occhio fotografico, quella capacità di catturare momenti che altrimenti andrebbero perduti.

Ma la vera magia della serata al RAB è stata Simona Tonani. Lei e tutto il suo staff non hanno semplicemente ospitato un evento: hanno abbracciato un’idea, l’hanno fatta propria, le hanno dato vita. Hanno messo a disposizione non solo uno spazio fisico, ma un’atmosfera, un’energia, una comunità. Perché questo è il RAB: un luogo dove le idee trovano terreno fertile e i progetti diventano realtà grazie a persone come Simona che ci credono davvero.

Un tour che cambia territorio per territorio

Il #MisterNessunoTour non è una semplice tournée di presentazioni. È un viaggio attraverso l’Italia delle buone pratiche, delle associazioni che ogni giorno lavorano per l’inclusione, dei progetti che meritano di essere conosciuti e sostenuti. Ogni tappa è diversa perché diverso è il tessuto sociale di ogni città, diverse sono le realtà che operano sul territorio, diverse sono le storie che meritano di essere raccontate.

Roberto ha scelto questo modello proprio per moltiplicare l’impatto del suo libro. Non un unico grande gesto, ma tanti piccoli sostegni mirati che, somma dopo somma, creano una rete di solidarietà concreta. È un approccio che dice molto sulla sua visione: l’inclusione non si fa con i grandi proclami, ma con l’attenzione quotidiana, con la scelta consapevole di essere dove serve, quando serve.

Ci vediamo a BookCity Milano

Il #MisterNessunoTour prosegue il suo viaggio, e il 13 novembre Roberto sarà a BookCity Milano per una nuova tappa.

Ma c’è un’altra data che voglio segnalarvi: venerdì 15 novembre alle ore 14:00, sempre a BookCity, Alice Kavalla ed io saremo presenti per presentare i nostri rispettivi ultimi libri. Sarà l’occasione per ritrovarci, per parlare di scrittura, fotografia e di come le storie possano attraversare media diversi mantenendo la stessa anima.

Ogni tappa del tour non è solo la presentazione di un libro: è un momento di incontro, di costruzione di una comunità che crede nell’inclusione. È un invito a chiedersi: cosa posso fare io per rendere questo mondo più accogliente?

UN INVITO:

Se questa storia vi ha toccato:

Visitate il RAB: Corso San Gottardo 41, Milano. Prendete un caffè, parlate con chi ci lavora. Scoprirete che “questo non è un bar” è una promessa mantenuta.

Seguite il tour: Ogni libro acquistato sostiene un’associazione diversa. Seguite #MisterNessunoTour per le prossime tappe.

Ci vediamo a BookCity: 13 novembre per Roberto, 15 novembre ore 14:00 per Alice e me. Sarà l’occasione per conoscerci e scoprire le nostre storie.


Valle di Lys

Valle di Lys

Dalle finestre della Regina antica, dove il tempo sospeso ancora dimora, la valle si apre, solenne e pudica, tra vette che il cielo abbraccia e adora.

Le nuvole danzano sopra il granito, bianche viandanti di un cielo severo, mentre il sentiero, quieto e infinito, serpeggia nel bosco, custode sincero.

I larici vegliano, scuri giganti, su giardini di pietra e fiori alpini, dove l’eco sussurra canti distanti di regine sole e destini divini.

Tra ombra e luce il contrasto rivela la forza del monte, la pace del piano, dove ogni roccia una storia cela e il cuore si perde in un sogno lontano.

Photographer & Writer: © Carlo Oriani

𝐈𝐥 𝐏𝐨𝐫𝐭𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐁𝐞𝐜𝐜𝐨

Nel vicolo stretto, dove i lampioni non arrivavano, si muoveva una figura silenziosa. Pietro aveva scelto di indossare la maschera del medico della peste per il festival medievale della città, ma ora, mentre tornava a casa sotto una pioggia sottile, si sentiva stranamente osservato.

I mattoni umidi delle vecchie mura sembravano sussurrare storie di epidemie passate, quando figure simili a lui percorrevano questi stessi vicoli portando rimedi inefficaci e false speranze.

Si fermò improvvisamente. Qualcosa brillava tra le fessure dei ciottoli: una piccola pietra blu brillante, quasi luminescente nel buio. La raccolse, sentendola stranamente calda al tatto, e la infilò nella tasca senza pensarci troppo.

Fu solo arrivato a casa che notò come il suo respiro, dietro la maschera, fosse diventato più pesante. E come le voci, quelle che credeva provenissero dalle mura, ora sembrassero sussurrare direttamente nella sua mente.

Guardò la sua immagine riflessa nello specchio dell’ingresso: non era più lui che indossava una maschera, ma la maschera che aveva indossato lui. E mentre la nebbia calava sulla città, altre figure con becchi neri cominciarono a emergere dalle ombre, tutte alla ricerca di chi portava con sé quella particolare pietra.

Photographer & Writer: © Carlo Oriani

DOMANI

Domani, dolce domani, le promesse danzano leggere come piume, ci ritroveremo, ti sussurrerò il tuo nome, sotto un firmamento dai toni mutevoli. Cammineremo, mano nella mano, domani, lungo i sentieri intrecciati dall’amore, ti svelerò i segreti del mio cuore, quando l’orologio scandirà il nostro momento. Domani, ti svelerò, quanto sei inestimabile per me, forse l’amore sboccerà tra noi, o forse lo perderemo in un sorso di caffè. Domani, nutriamo speranze, dimenticando l’incertezza che porta un nuovo giorno, che le voci care possono spegnersi, e il “Domani” può scivolare via come sabbia tra le dita. I bambini, domani, perderanno la loro innocenza, i genitori diverranno ombre sfumate, e il “Domani” si disperderà nel soffio del vento. Domani, il giorno cederà il passo alla notte, l’impotenza avvolgerà il velo dell’oscurità, il sorriso si dissolverà in un lamento, e la vita si ridurrà a un ricordo delicato.

(Carlo Oriani)

Uno Sguardo sul Medioevo

“Uno sguardo sul Medioevo”, un viaggio parallelo tra presente e passato attraverso le straordinarie immagini del fotografo Carlo Oriani e le parole evocative della scrittrice Alice Kavalla. Un’occasione unica per ammirare dettagli intricati, magnifiche architetture e scenari suggestivi di quell’epoca affascinante quanto misteriosa. Le parole di Alice vi guideranno attraverso le trame avvincenti e i personaggi eroici che si nascondono dietro a ogni scatto. Non mancate a questo straordinario evento che unisce arte visiva e narrativa, in un’atmosfera davvero unica. Vi aspettiamo numerosi nella splendida cornice della Sala Imperatore del Castello Mediceo di Melegnano il 24 e 25 giugno, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 20:00.

HANG UP THE GLOVES

Ph: © Carlo Oriani

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Hang Up The Gloves

Do I hang up my gloves or do I not hang up my gloves? That is a question.

ALBERTO RADIUS – FORMULA 3

ALBERTO RADIUS – ROBY CANTAFIO

Live a Vizzolo Predabissi 06/11/2022

h 21:00 Il rocker Roby Cantafio e la sua band, composta di musicisti di grandissimo calibro; Luca Ballabio, Mao Granata, Steve Ferrovecchio, ha aperto questa splendida serata con un repertorio di brani originali magicamente suonati e interpretati. La formazione ha il rock nelle vene e nelle mani e crea l’atmosfera perfetta per introdurre lo show del Maestro Radius.

h 22:00 Alberto Radius sale sul palco, comincia a suonare e sembra che gli anni che ha siano improvvisamente diventati trenta di meno. Con i suoi musicisti regala al pubblico una carrellata di evergreen dal repertorio Formula 3, la band che accompagnava Lucio Battisti nel suo repertorio più rock; “questo folle sentimento”, “il tempo di morire”, “con il nastro rosa”, “un’avventura”.

Una serata indimenticabile.

Ph: © Carlo Oriani

SOTTO UN VELO DI NEBBIA

Può piacere o non piacere, la nebbia.

Può aiutarti a renderti invisibile e muoverti libero per le via di una città oppure impedirti di progredire assieme alle tue paure.

Può rendere tutto silenzioso o diventare maledettamente rumorosa.

La nebbia, un velo che si appoggia delicatamente e sempre delicatamente svanisce lasciandoci in balia di noi stessi.

È lì che scopriremo noi stessi, finalmente.

Writing: Alice Kavalla

Photographer: Carlo Oriani