Sirmione: quando i castelli diventano specchi dell’anima

Quando la mia macchina fotografica mi ha fatto scoprire la location perfetta per raccontare l’ossessione

Chi mi conosce sa che amo fotografare castelli. Ma quando ho iniziato a scrivere “Oltre l’Ombra”, cercavo qualcosa di più di un semplice sfondo suggestivo. Cercavo un luogo che fosse esso stesso un personaggio, che riflettesse il tema del romanzo: l’ossessione, la bellezza che nasconde l’ombra, la fragilità sotto la pietra.

E l’ho trovato a Sirmione.

Il Castello Scaligero non è solo uno dei castelli meglio conservati d’Italia. È una fortezza che emerge dall’acqua, circondata dal lago da tutti i lati. Una bellezza apparente che nasconde stanze buie, corridoi stretti, prigioni sotterranee. Esattamente come Luca: un fotografo di successo che nasconde dentro di sé ferite profonde e sensi di colpa che lo divorano.

Quando ho visitato Sirmione per la prima volta con la mia Leica, ho capito immediatamente che era il posto giusto. I vicoli stretti del borgo medievale dove puoi sentirti osservato ad ogni angolo. Le luci soffuse che filtrano tra le case di pietra. Il lago che riflette tutto, ma distorce le immagini.

Nel romanzo, Sirmione non è solo dove Luca si rifugia dopo aver perso tutto. È il luogo dove cerca di ricominciare, dove incontra Martina e Scarlett, dove pensa di poter finalmente trovare pace. Ma è anche dove Priscilla lo ritrova, trasformando questo borgo da cartolina in una trappola claustrofobica.

Da fotografo, amo il contrasto tra la bellezza turistica di Sirmione di giorno e l’atmosfera inquietante che assume la sera, quando i turisti se ne vanno e rimangono solo le ombre e i gatti randagi. È in queste ore che ho ambientato le scene più intense del romanzo.

Il castello diventa nel libro il luogo della mostra fotografica di Luca, l’evento che dovrebbe segnare il suo ritorno alla vita. Ma diventa anche il teatro dello scontro finale con Priscilla, dove la bellezza si trasforma in incubo.

Ogni volta che fotografo un castello, cerco di catturarne l’anima oltre l’architettura. Con Sirmione, ho catturato qualcosa di più: ho trovato il setting perfetto per raccontare come anche i luoghi più belli possano nascondere ombre oscure.

Se volete scoprire come Sirmione diventa teatro di un incubo psicologico, “Oltre l’Ombra” è disponibile su Amazon sia in versione cartacea che in eBook. Nel prossimo articolo vi racconterò di Luca, il fotografo che vive nell’ombra del proprio passato.

𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐎𝐋𝐔𝐂𝐄

𝑁𝑒𝑙 𝑞𝑢𝑎𝑑𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑜𝑙𝑒 𝑢𝑛 𝑔𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑠𝑖 𝑑𝑖𝑠𝑠𝑜𝑙𝑣𝑒.
𝐿’𝑜𝑚𝑏𝑟𝑎 𝑒̀ 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑛𝑖𝑡𝑖𝑑𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑐𝑜𝑟𝑝𝑜
𝑓𝑜𝑟𝑠𝑒 𝑒̀ 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑟𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑛𝑜𝑖:
𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑎𝑔𝑜𝑚𝑎 𝑠𝑐𝑢𝑟𝑎, 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑙𝑢𝑐𝑒 𝑐𝑖 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑎.

𝑃ℎ𝑜𝑡𝑜𝑔𝑟𝑎𝑝ℎ𝑒𝑟 & 𝑊𝑟𝑖𝑡𝑒𝑟: © 𝐶𝑎𝑟𝑙𝑜 𝑂𝑟𝑖𝑎𝑛𝑖

Una sera al RAB con MisterNessuno

Quando l’arte incontra l’inclusione

Ci sono serate che ti entrano dentro e non ti lasciano più. Momenti in cui capisci che stai partecipando a qualcosa di più grande di un semplice evento, qualcosa che ha a che fare con l’autenticità delle connessioni umane, con la bellezza che nasce quando l’arte si mette al servizio di una causa giusta.

La sera al RAB di Milano è stata una di quelle serate.

Il RAB: questo non è un bar

Prima di raccontarvi dell’evento, devo parlarvi del luogo che lo ha ospitato. Perché il RAB non è semplicemente un locale. È un manifesto di inclusione, un progetto sociale che ha il coraggio di mettere in pratica ciò che molti si limitano a teorizzare.

Situato in Corso San Gottardo 41, in zona Navigli, il RAB è gestito dal Gruppo L’Impronta. La mission è tanto semplice quanto potente: inserire al lavoro persone con fragilità ed essere uno spazio di aggregazione e socialità per il quartiere. Qui lavorano fianco a fianco ragazzi e ragazze con disabilità insieme a operatori, in un ambiente che rifiuta l’etichetta di “bar” per essere qualcosa di più profondo: un luogo di incontro, di cultura, di vera umanità.

Le pareti del RAB raccontano storie. Articoli di giornale, foto, manifesti di eventi passati si sovrappongono creando un palinsesto visivo che è testimonianza di una comunità viva. È su una di queste pareti che ho appoggiato la mia Leica per catturare l’atmosfera della serata, creando quella doppia esposizione che vedete in apertura: Alice che si sovrappone agli articoli sul locale, presente e passato che si fondono in un’unica narrazione.

MisterNessuno: un libro, tante cause

Roberto Florindi ha scritto “MisterNessuno” attingendo dalla sua profonda esperienza nel mondo del nuoto paralimpico, dove da anni accompagna atleti straordinari nelle loro sfide quotidiane. Ma questo romanzo va oltre la semplice testimonianza sportiva: è un viaggio nell’animo umano attraverso quarant’anni di vita di Alessandro, un uomo che si è sempre sentito “fuori posto”, alla ricerca di un filo conduttore tra esperienze disparate che lo hanno portato dalla piccola Melegnano alle terre remote dell’Etiopia, dall’Inghilterra all’India, fino alle piscine dove ha finalmente iniziato a trovare sé stesso.

Non è solo letteratura: è uno specchio in cui ognuno può riconoscersi, un mosaico di piccole e grandi vittorie, di fallimenti che si trasformano in nuove opportunità, di dignità che si conquista vasca dopo vasca. Perché il vero talento, come ci insegna questa storia con disarmante onestà, non è ciò che ci rende eccezionali agli occhi degli altri, ma quello che ci fa sentire finalmente a casa dentro noi stessi.

Ma quello che rende davvero speciale questo progetto è il modello benefico che lo accompagna. A ogni evento, a ogni presentazione, Roberto sceglie un’associazione diversa che si occupa di disabilità e inclusione, e tutto il ricavato delle vendite va a sostenere quella realtà specifica. Non è beneficenza generica: è un sostegno mirato, pensato, che cambia a seconda del territorio e delle necessità.

Per la serata al RAB, la scelta era naturale: il ricavato è andato al Gruppo L’Impronta, la cooperativa sociale che gestisce il locale e che da anni lavora per l’inclusione di persone con fragilità. Ma sono tantissime le associazioni che Roberto ha sostenuto e continuerà a sostenere attraverso questo tour. Ogni tappa è un nuovo incontro, una nuova storia, un nuovo modo di fare la differenza.

Una sera di musica, parole e connessioni autentiche

L’evento al RAB è stato curato nei minimi dettagli. Alice Kavalla, amica e scrittrice, ha moderato la serata con quella sensibilità che la caratterizza. Fulvio Felisi, invece, ha gestito l’organizzazione con professionalità, mentre Mauro Trentini e Sara Iacubino ci hanno regalato momenti di musica dal vivo che hanno dato respiro alle parole, creando quella sospensione emotiva che solo la musica live sa creare.

Io ero lì con la mia macchina fotografica, a catturare volti, sguardi, sorrisi. A fermare quei momenti in cui vedi che qualcosa di vero sta accadendo. Perché questa è la fotografia che mi interessa: non quella patinata delle location perfette, ma quella che cattura l’essenza delle connessioni umane.

Il pubblico era un mix meraviglioso: amici di Roberto venuti a sostenerlo, curiosi attratti dal progetto, frequentatori abituali del RAB che hanno scoperto con sorpresa quanto può essere potente un libro quando dietro ha una storia autentica. C’erano anche alcuni fratelli Alpini di Roberto, testimonianza di quanto i legami veri attraversino gli ambiti più diversi della vita.

Fotografia e inclusione: lo stesso sguardo

Mentre fotografavo la serata, mi sono reso conto di quanto la mia passione per la fotografia e questo progetto di Roberto abbiano in comune. Entrambi cerchiamo di catturare l’essenza delle persone al di là delle etichette, delle categorie, delle semplificazioni. Io lo faccio attraverso il bianco e nero che elimina il superfluo per concentrarsi sull’emozione pura. Roberto lo fa attraverso le sue storie che raccontano persone, non disabilità.

La mia passione per il mondo medievale, che emerge dalle fotografie di castelli e dalle mostre che curo, nasce dalla stessa ricerca: trovare l’umanità dietro le pietre, le storie dietro le architetture. E il RAB, con le sue pareti che parlano e i suoi spazi che accolgono, è esattamente questo: un luogo dove l’umanità emerge in tutta la sua complessità e bellezza.

Il team: quando la collaborazione diventa magia

Questo progetto non sarebbe possibile senza un team affiatato. Roberto porta la sua esperienza e la sua sensibilità verso il mondo della disabilità. Alice porta la sua capacità di tessere narrazioni e guidare conversazioni. Fulvio porta l’organizzazione che tiene insieme tutti i pezzi. Io porto il mio occhio fotografico, quella capacità di catturare momenti che altrimenti andrebbero perduti.

Ma la vera magia della serata al RAB è stata Simona Tonani. Lei e tutto il suo staff non hanno semplicemente ospitato un evento: hanno abbracciato un’idea, l’hanno fatta propria, le hanno dato vita. Hanno messo a disposizione non solo uno spazio fisico, ma un’atmosfera, un’energia, una comunità. Perché questo è il RAB: un luogo dove le idee trovano terreno fertile e i progetti diventano realtà grazie a persone come Simona che ci credono davvero.

Un tour che cambia territorio per territorio

Il #MisterNessunoTour non è una semplice tournée di presentazioni. È un viaggio attraverso l’Italia delle buone pratiche, delle associazioni che ogni giorno lavorano per l’inclusione, dei progetti che meritano di essere conosciuti e sostenuti. Ogni tappa è diversa perché diverso è il tessuto sociale di ogni città, diverse sono le realtà che operano sul territorio, diverse sono le storie che meritano di essere raccontate.

Roberto ha scelto questo modello proprio per moltiplicare l’impatto del suo libro. Non un unico grande gesto, ma tanti piccoli sostegni mirati che, somma dopo somma, creano una rete di solidarietà concreta. È un approccio che dice molto sulla sua visione: l’inclusione non si fa con i grandi proclami, ma con l’attenzione quotidiana, con la scelta consapevole di essere dove serve, quando serve.

Ci vediamo a BookCity Milano

Il #MisterNessunoTour prosegue il suo viaggio, e il 13 novembre Roberto sarà a BookCity Milano per una nuova tappa.

Ma c’è un’altra data che voglio segnalarvi: venerdì 15 novembre alle ore 14:00, sempre a BookCity, Alice Kavalla ed io saremo presenti per presentare i nostri rispettivi ultimi libri. Sarà l’occasione per ritrovarci, per parlare di scrittura, fotografia e di come le storie possano attraversare media diversi mantenendo la stessa anima.

Ogni tappa del tour non è solo la presentazione di un libro: è un momento di incontro, di costruzione di una comunità che crede nell’inclusione. È un invito a chiedersi: cosa posso fare io per rendere questo mondo più accogliente?

UN INVITO:

Se questa storia vi ha toccato:

Visitate il RAB: Corso San Gottardo 41, Milano. Prendete un caffè, parlate con chi ci lavora. Scoprirete che “questo non è un bar” è una promessa mantenuta.

Seguite il tour: Ogni libro acquistato sostiene un’associazione diversa. Seguite #MisterNessunoTour per le prossime tappe.

Ci vediamo a BookCity: 13 novembre per Roberto, 15 novembre ore 14:00 per Alice e me. Sarà l’occasione per conoscerci e scoprire le nostre storie.


Valle di Lys

Valle di Lys

Dalle finestre della Regina antica, dove il tempo sospeso ancora dimora, la valle si apre, solenne e pudica, tra vette che il cielo abbraccia e adora.

Le nuvole danzano sopra il granito, bianche viandanti di un cielo severo, mentre il sentiero, quieto e infinito, serpeggia nel bosco, custode sincero.

I larici vegliano, scuri giganti, su giardini di pietra e fiori alpini, dove l’eco sussurra canti distanti di regine sole e destini divini.

Tra ombra e luce il contrasto rivela la forza del monte, la pace del piano, dove ogni roccia una storia cela e il cuore si perde in un sogno lontano.

Photographer & Writer: © Carlo Oriani

Il Forte di Bard: Un Incontro tra Passioni

30 agosto 2025

Ci sono momenti in cui senti che devi fermarti. Non per stanchezza, ma per necessità dell’anima. Prima di riprendere il lavoro dopo le ferie estive, ho deciso di concedermi qualche giorno per coltivare le mie due grandi passioni: la fotografia in bianco e nero e la scoperta di castelli ed edifici storici. E quale meta migliore del Forte di Bard, in Valle d’Aosta?

Partendo da Melegnano al mattino presto, ho sentito quella familiare eccitazione che provo sempre quando so che mi attende un luogo ricco di storia e di fascino fotografico. Il viaggio verso la Valle d’Aosta è sempre emozionante, ma quando arrivi a Bard e vedi quella massiccia fortezza che sbarra letteralmente la valle, capisci subito di essere di fronte a qualcosa di straordinario.

La Prima Impressione

Il Forte di Bard è uno di quei luoghi che ti toglie il fiato. Non per la bellezza romantica – quella la trovi altrove – ma per la sua imponenza, per quella presenza scenica che ha fatto la storia. Questa fortezza ottocentesca, ricostruita dai Savoia tra il 1830 e il 1838 sulle rovine di un castello precedente, è un capolavoro di architettura militare.

Mentre montavo la mia Leica, ho pensato a quanto questo luogo sia perfetto per il bianco e nero. Le linee geometriche degli edifici, i contrasti tra le ombre profonde e la pietra chiara, la verticalità drammatica della roccia… tutto qui parla il linguaggio che amo di più in fotografia.

La Storia che Rivive

Camminando per i tre corpi principali del forte – l’Opera Ferdinando in basso, l’Opera Vittorio al centro e l’Opera Carlo Alberto in cima – ho ripercorso mentalmente la storia di questo luogo straordinario. Già nel VI secolo d.C. qui c’era una guarnigione di sessanta uomini che proteggeva le “Clausuræ Augustanæ”, il sistema difensivo dell’Impero Romano.

Ma è la storia del maggio 1800 che mi ha colpito di più. Napoleone con la sua Armée de réserve di 40.000 uomini si trovò bloccato qui per ben sedici giorni da una guarnigione austriaca di appena 400 soldati. Il generale corso, abituato alle vittorie fulminee, dovette ingegnarsi per superare questo ostacolo, facendo trasportare nottetempo i cannoni lungo sentieri impervi, con le ruote avvolte nella paglia per attutire i rumori.

L’Occhio del Fotografo

Ogni angolo del forte offre uno scorcio interessante. La Piazza d’Armi nell’Opera Carlo Alberto, con il suo porticato che crea giochi di luci e ombre perfetti per il mio stile fotografico. Le antiche prigioni, con quelle celle anguste che raccontano storie di prigionia e resistenza. I camminamenti lungo le mura, da cui si domina tutta la bassa Valle d’Aosta.

Ho trascorso ore a studiare la luce, aspettando il momento giusto per ogni scatto. Il forte cambia completamente aspetto durante la giornata: austero e minaccioso al mattino, quasi teatrale nel pomeriggio, misterioso al tramonto quando le prime ombre si allungano sui bastioni.

Il Borgo Medievale

Non si può visitare il forte senza esplorare anche il piccolo borgo di Bard ai suoi piedi. Questo antico insediamento medievale, attraversato dalla Via Francigena, conserva ancora oggi il fascino di un tempo che fu. Le case in pietra, gli antichi portali, i vicoli stretti… tutto qui respira storia.

È incredibile pensare che questo piccolo passaggio tra la Dora Baltea e le pareti rocciose sia stato per secoli la porta d’ingresso della Valle d’Aosta. Mercanti, pellegrini, eserciti, tutti sono passati di qui, lasciando tracce che ancora oggi possiamo leggere nelle pietre.

Un Polo Culturale Moderno

Quello che più mi ha colpito è la trasformazione del forte in un moderno polo culturale. Dopo decenni di abbandono e utilizzo come deposito militare, la Regione Valle d’Aosta ha saputo restituire vita a questo luogo attraverso un restauro esemplare. Oggi il forte ospita il Museo delle Alpi, mostre temporanee di alto livello e numerosi eventi culturali.

Il contrasto tra l’antica funzione militare e la nuova vocazione culturale è affascinante e offre spunti fotografici unici. Le sale moderne che ospitano installazioni multimediali all’interno di mura ottocentesche creano un dialogo tra passato e presente che ho cercato di catturare nei miei scatti.

Non posso non menzionare che il forte ha anche conquistato il cinema internazionale: proprio qui sono state girate molte scene di “Avengers: Age of Ultron” del 2014. Camminando per i cortili e i bastioni, immaginavo le riprese hollywoodiane che hanno trasformato questa antica fortezza in una base segreta degli Hydra. Il fascino cinematografico si aggiunge così a quello storico, rendendo il forte un luogo che parla contemporaneamente al passato e al futuro.

Riflessioni di Fine Giornata

Mentre scendevo dal forte al tramonto, con la macchina fotografica piena di immagini e la mente piena di suggestioni, ho deciso di non tornare subito a Melegnano. Ho trovato sistemazione in un piccolo albergo immerso in un borgo medievale lì vicino, uno di quei luoghi dove il tempo sembra essersi fermato.

La serata l’ho trascorsa nella quiete del borgo, continuando a lavorare al mio nuovo libro, un thriller psicologico a cui sto dedicando le mie energie creative tra un progetto fotografico e l’altro. C’è qualcosa di magico nello scrivere in un ambiente così carico di storia: le pietre antiche, il silenzio rotto solo dal rumore dei passi sui selciati, l’atmosfera medievale che ancora si respira in ogni angolo.

Il Forte di Bard non è solo un monumento da visitare, è un’esperienza da vivere. È storia che si fa presente, è architettura che diventa poesia, è un luogo dove il tempo sembra sospeso tra le nebbie della valle e le rocce millenarie.

Questi giorni dedicati alle mie passioni sono stati un dono che ho fatto a me stesso. In un mondo che corre sempre più veloce, fermarsi per contemplare la bellezza e la storia di luoghi come il Forte di Bard è un atto necessario. È un modo per ricaricare le batterie dell’anima e ritrovare quell’equilibrio che solo l’arte e la storia sanno dare.

Le fotografie che porterò con me non sono solo immagini, sono frammenti di un’esperienza che mi ha arricchito profondamente. Sono la testimonianza di un incontro tra le mie passioni e un luogo che le sa accogliere e valorizzare. Il bianco e nero restituirà alla perfezione l’atmosfera di questo luogo senza tempo, l’essenza di una fortezza che ha attraversato i secoli mantenendo intatto il suo fascino.

Il Forte di Bard rimarrà per sempre nei miei ricordi e, presto, anche nelle mie stampe in camera oscura. Perché alcuni luoghi, una volta incontrati, non ti lasciano più. Ti entrano dentro, diventano parte di te, della tua visione del mondo e della tua arte.


Carlo Oriani, fotografo – Melegnano, agosto 2025

Battito Accelerato e Gratitudine: La Mia Prima come Scrittore

Ieri sera sono salito sul palco con il cuore che batteva a mille 💓 perché era la mia 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞. La Sala Consiliare del Comune di Vizzolo Predabissi (MI) non era completamente piena, e ci sta, l’avevo messo in conto, ma quello che ho trovato è stato ancora più prezioso: un gruppo di persone davvero interessate e coinvolte.

Vedere i vostri volti attenti, le vostre domande, il dibattito che si è acceso… mi ha fatto capire che ne è valsa davvero la pena! A volte la qualità dell’ascolto vale più della quantità dei presenti.

Grazie a tutti quelli che hanno partecipato alla presentazione de “𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐃𝐈𝐂𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐄 𝐒𝐄𝐓𝐓𝐄 𝐋𝐔𝐂𝐈”. L’interesse che avete mostrato per i temi del libro – dalle vite passate alla Società del Tempo Eterno, dai misteri delle pietre blu alle verità nascoste che attraversano la storia – mi ha emozionato più di quanto potessi immaginare.

Ogni scrittore si fa sempre la stessa domanda: “Ma interesserà davvero a qualcuno quello che ho scritto?” Ieri sera ho avuto la mia risposta ✨

Un ringraziamento speciale va ad Alice Kavalla, la mia socia d’arte, che ha moderato la serata con la sua solita eleganza e sensibilità, e a Ilaria Castelli per aver arricchito il dibattito con la sua competenza in astrologia ed energia karmica – perfetta sintonia con i temi del libro!

Per chi si fosse perso la presentazione di ieri sera, ci sarà una nuova occasione: 𝐬𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟏𝟒 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝟐𝟏.𝟎𝟎 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐢𝐥 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐁𝐫𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐝𝐢 𝐌𝐞𝐥𝐞𝐠𝐧𝐚𝐧𝐨. Vi aspetto numerosi!

Grazie di cuore! 📚❤️

“𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐃𝐈𝐂𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐄 𝐒𝐄𝐓𝐓𝐄 𝐋𝐔𝐂𝐈”

🌟 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐄𝐍𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐓𝐎𝐔𝐑 🌟

“𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐃𝐈𝐂𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐄 𝐒𝐄𝐓𝐓𝐄 𝐋𝐔𝐂𝐈” – il mio 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐎 𝐑𝐎𝐌𝐀𝐍𝐙𝐎 – arriva per la prima volta dal vivo!

📅 𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟖 𝐆𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨, 𝐨𝐫𝐞 𝟐𝟏:𝟎𝟎

📍 𝐕𝐢𝐳𝐳𝐨𝐥𝐨 𝐏𝐫𝐞𝐝𝐚𝐛𝐢𝐬𝐬𝐢 – 𝐒𝐚𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐞

🏛️𝐂𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐏𝐚𝐭𝐫𝐨𝐜𝐢𝐧𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐕𝐢𝐳𝐳𝐨𝐥𝐨 𝐏𝐫𝐞𝐝𝐚𝐛𝐢𝐬𝐬𝐢

Un evento speciale per celebrare il mio debutto letterario con due ospiti d’eccezione: 𝐈𝐥𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢, giornalista pubblicista e operatrice olistica specializzata in astrologia karmica e benessere interiore, e 𝐀𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐊𝐚𝐯𝐚𝐥𝐥𝐚, scrittrice che modererà l’incontro guidandoci attraverso i misteri del romanzo.

“𝑁𝑜𝑛 𝑠𝑒𝑖 𝑡𝑢 𝑎 𝑠𝑐𝑒𝑔𝑙𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑖𝑒𝑡𝑟𝑎. 𝐸̀ 𝑙𝑎 𝑝𝑖𝑒𝑡𝑟𝑎 𝑎 𝑠𝑐𝑒𝑔𝑙𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑡𝑒. 𝑆𝑒𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑛𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑣𝑒𝑟𝑖𝑡𝑎̀?”

✨ Questa è solo la prima tappa del nostro viaggio! Il tour continuerà il 𝟏𝟒 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 presso il 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐁𝐫𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐝𝐢 𝐌𝐞𝐥𝐞𝐠𝐧𝐚𝐧𝐨.

🎟️ 𝐈𝐍𝐆𝐑𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐋𝐈𝐁𝐄𝐑𝐎 – Seguiranno firmacopie

Venite a scoprire i misteri nascosti nel mio primo Codice e lasciatevi trasportare in un mondo dove realtà e magia si intrecciano…

Il Codice delle Sette Luci

“Mi muovo nell’ombra alla maniera di un gatto sui tetti di Parigi, scivolando tra i comignoli che vomitano fumo nero nel cielo invernale. Il lucernario del palazzo è socchiuso, proprio come avevo previsto – lo aprono per far uscire il fumo delle stufe. L’adrenalina pulsa nelle mie vene […]”

“𝐈𝐥 𝐂𝐨𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐒𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐋𝐮𝐜𝐢” è ora disponibile su Amazon in versione cartacea e eBook: https://amzn.eu/d/aJcgHbk

Un thriller esoterico che ti porterà attraverso secoli di misteri.

DOMANI

Domani, dolce domani, le promesse danzano leggere come piume, ci ritroveremo, ti sussurrerò il tuo nome, sotto un firmamento dai toni mutevoli. Cammineremo, mano nella mano, domani, lungo i sentieri intrecciati dall’amore, ti svelerò i segreti del mio cuore, quando l’orologio scandirà il nostro momento. Domani, ti svelerò, quanto sei inestimabile per me, forse l’amore sboccerà tra noi, o forse lo perderemo in un sorso di caffè. Domani, nutriamo speranze, dimenticando l’incertezza che porta un nuovo giorno, che le voci care possono spegnersi, e il “Domani” può scivolare via come sabbia tra le dita. I bambini, domani, perderanno la loro innocenza, i genitori diverranno ombre sfumate, e il “Domani” si disperderà nel soffio del vento. Domani, il giorno cederà il passo alla notte, l’impotenza avvolgerà il velo dell’oscurità, il sorriso si dissolverà in un lamento, e la vita si ridurrà a un ricordo delicato.

(Carlo Oriani)

Soncino Fantasy

Benvenuti alla presentazione di Soncino Fantasy, una collezione di fotografie in bianco e nero che vi faranno immergere nel magico mondo di Soncino, una piccola città medievale situata in Lombardia. Queste fotografie vi permetteranno di esplorare l’atmosfera misteriosa e suggestiva di Soncino, catturando i dettagli, le linee e le sfumature che rendono questo luogo affascinante. Le immagini in bianco e nero amplificano la bellezza delle strutture architettoniche, creando un senso di intimità, mistero e atemporalità. Vi invito a passeggiare tra le strade del Castello di Soncino, scoprendo angoli segreti e tesori nascosti, e che vi trasporteranno in un viaggio emotivo attraverso la storia e la tradizione di questa città. Questa collezione vi offre un’esperienza visiva coinvolgente, avvolgendosi in un’atmosfera suggestiva e suscitando intense emozioni. Le fotografie in bianco e nero permettono, infatti, di apprezzare la bellezza intramontabile di Soncino lasciandovi affascinati e affezionati a questa città medievale.