BASTA CHIUDERE GLI OCCHI PER INIZIARE AD IMMAGINARE

DSC_9489-ModificaFinalmente è arrivata l’estate.

Dopo un anno di problemi vari un po’ di meritato riposo ci vuole proprio.

Basta che io chiuda gli occhi e subito posso immaginare cosa potrebbe accadere…

 

Ci sono voluti anni e anni di sacrifici ma finalmente sono riuscito a far felice mia figlia:Un viaggio a San Francisco.

Già m’immagino le mille cose che potremmo fare…

Per iniziare bene la giornata cosa c’è di più rilassante che fare colazione sul molo, in qualche bar con i tavolini all’aperto, mentre si osserva il panorama e si ascolta il garrito dei gabbiani? Il tutto, magari, accompagnato da qualche piacevole nota che esce dal sax di un artista di strada.

Poi via tutti a visitare la città e quale modo migliore di usare il Cable Car, lo storico tram di San Francisco?

Come potremmo non passare da Lombard Street, una delle vie più caratteristiche della città che sorge su un’importante collina della città?

Potremmo fare moltissime altre cose… Visitare Alcatraz, l’isola che in passato ospitava un carcere, oppure il Fisherman’s Wharf, punto in cui si possono trovare moltissimi ristoranti, locali, e negozi tipici.

Mi stavo dimenticando di un punto importantissimo… un’icona che simboleggia San Francisco e che si può trovare in moltissimi film… il Golden Gate…

Quante cose potremmo fare.

Purtroppo però…

Purtroppo basta che io riapra gli occhi per ripiombare nella realtà… una dura e spiacevole realtà.

Un anno fa, a causa di questa crisi, che nessuno sembra voglia provare a risolvere, la mia azienda è andata in crisi. Per un po’ sembrava riuscissimo a stare a galla poi la grande notizia… “CHIUSURA”.

Alla veneranda età di quarantasette anni mi sono trovato senza lavoro e con poche probabilità di trovarne un altro.

Non so se ve ne siete accorti, ma in Italia moltissime Aziende stanno andando all’aria. Tutti a dire “bisogna fare questo… bisogna fare quello”… ma nessuno che faccia qualche cosa di concreto.

Comunque, ritornando a me, per un po’ sono riuscito a tamponare la falla della barca in cui mi trovavo, ma alla fine non c’è stato più niente da fare. La barca è colata a picco.

Dapprima sono iniziati i problemi con mia moglie… Forse la tensione del periodo o forse chissà cosa il rapporto ha iniziato ad andare in frantumi… Fino a quando si è portata via mia figlia e mi ha lasciato in asso…

Il colpo finale/mortale me lo ha inferto la banca. Ho iniziato ad essere insolvente e, nonostante avessi regolarmente pagato il mutuo per quasi tredici anni e me ne mancassero poco più di due, la Banca ha deciso di prendersi la casa.

Vi domanderete dove sono ora…

Su una scomoda panchina di un parco… panchina che è diventata il mio giaciglio, oltre ad essere un posto in cui posso sedermi e pranzare (sempre che riesca a recuperare qualche cosa)… in pratica ora è la mia casa.

Questa crisi mi ha tolto tutto… Lavoro, casa, famiglia, dignità… ma una cosa non è riuscita a togliermi… la fantasia… basta, infatti, che io chiuda gli occhi per immaginare mille situazioni e mille posti diversi in cui potermi ritrovare.

Carlo Oriani

 

P.S.

Fortunatamente tutto questo non mi è ancora capitato ma, in questo momento, da qualche parte in Italia, tutto questo potrebbe essere la cruda realtà di qualche mio connazionale.

Per il nostro bene spero veramente che chi è al Governo smetta di prendere tempo,  accusandosi l’un l’altro di incompetenza, e decida di attuare tutte quelle misure necessarie alla ripresa dell’economia del nostro paese. Paese che rappresenta e che ha giurato di difendere.

 

 

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