TRA IL VOLTO E LA MASCHERA

Ho fotografato castelli per moltissimi anni. Muri di pietra che nascondono storie. Poi ho capito: anche noi siamo castelli. Anche noi abbiamo muri. Anche noi nascondiamo. Le maschere che indossiamo sono le nostre mura. Ma le crepe? Le crepe sono dove entra la verità.

È lì, in quelle crepe, che vivono i protagonisti dei miei thriller:

📖 𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐃𝐈𝐂𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐄 𝐒𝐄𝐓𝐓𝐄 𝐋𝐔𝐂𝐈 – Dove le vite passate sono maschere che nascondono chi sei davvero, finché le crepe non rivelano tutto

📖 𝐎𝐋𝐓𝐑𝐄 𝐋’𝐎𝐌𝐁𝐑𝐀 – Dove l’ossessione frantuma ogni maschera e ti costringe a guardare ciò che hai sempre nascosto

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🎭 Thriller psicologici dove le maschere cadono e la verità fa male. Ma è l’unica cosa che può salvarti.

𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐎𝐋𝐔𝐂𝐄

𝑁𝑒𝑙 𝑞𝑢𝑎𝑑𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑜𝑙𝑒 𝑢𝑛 𝑔𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑠𝑖 𝑑𝑖𝑠𝑠𝑜𝑙𝑣𝑒.
𝐿’𝑜𝑚𝑏𝑟𝑎 𝑒̀ 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑛𝑖𝑡𝑖𝑑𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑐𝑜𝑟𝑝𝑜
𝑓𝑜𝑟𝑠𝑒 𝑒̀ 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑟𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑛𝑜𝑖:
𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑎𝑔𝑜𝑚𝑎 𝑠𝑐𝑢𝑟𝑎, 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑙𝑢𝑐𝑒 𝑐𝑖 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑎.

𝑃ℎ𝑜𝑡𝑜𝑔𝑟𝑎𝑝ℎ𝑒𝑟 & 𝑊𝑟𝑖𝑡𝑒𝑟: © 𝐶𝑎𝑟𝑙𝑜 𝑂𝑟𝑖𝑎𝑛𝑖

Una sera al RAB con MisterNessuno

Quando l’arte incontra l’inclusione

Ci sono serate che ti entrano dentro e non ti lasciano più. Momenti in cui capisci che stai partecipando a qualcosa di più grande di un semplice evento, qualcosa che ha a che fare con l’autenticità delle connessioni umane, con la bellezza che nasce quando l’arte si mette al servizio di una causa giusta.

La sera al RAB di Milano è stata una di quelle serate.

Il RAB: questo non è un bar

Prima di raccontarvi dell’evento, devo parlarvi del luogo che lo ha ospitato. Perché il RAB non è semplicemente un locale. È un manifesto di inclusione, un progetto sociale che ha il coraggio di mettere in pratica ciò che molti si limitano a teorizzare.

Situato in Corso San Gottardo 41, in zona Navigli, il RAB è gestito dal Gruppo L’Impronta. La mission è tanto semplice quanto potente: inserire al lavoro persone con fragilità ed essere uno spazio di aggregazione e socialità per il quartiere. Qui lavorano fianco a fianco ragazzi e ragazze con disabilità insieme a operatori, in un ambiente che rifiuta l’etichetta di “bar” per essere qualcosa di più profondo: un luogo di incontro, di cultura, di vera umanità.

Le pareti del RAB raccontano storie. Articoli di giornale, foto, manifesti di eventi passati si sovrappongono creando un palinsesto visivo che è testimonianza di una comunità viva. È su una di queste pareti che ho appoggiato la mia Leica per catturare l’atmosfera della serata, creando quella doppia esposizione che vedete in apertura: Alice che si sovrappone agli articoli sul locale, presente e passato che si fondono in un’unica narrazione.

MisterNessuno: un libro, tante cause

Roberto Florindi ha scritto “MisterNessuno” attingendo dalla sua profonda esperienza nel mondo del nuoto paralimpico, dove da anni accompagna atleti straordinari nelle loro sfide quotidiane. Ma questo romanzo va oltre la semplice testimonianza sportiva: è un viaggio nell’animo umano attraverso quarant’anni di vita di Alessandro, un uomo che si è sempre sentito “fuori posto”, alla ricerca di un filo conduttore tra esperienze disparate che lo hanno portato dalla piccola Melegnano alle terre remote dell’Etiopia, dall’Inghilterra all’India, fino alle piscine dove ha finalmente iniziato a trovare sé stesso.

Non è solo letteratura: è uno specchio in cui ognuno può riconoscersi, un mosaico di piccole e grandi vittorie, di fallimenti che si trasformano in nuove opportunità, di dignità che si conquista vasca dopo vasca. Perché il vero talento, come ci insegna questa storia con disarmante onestà, non è ciò che ci rende eccezionali agli occhi degli altri, ma quello che ci fa sentire finalmente a casa dentro noi stessi.

Ma quello che rende davvero speciale questo progetto è il modello benefico che lo accompagna. A ogni evento, a ogni presentazione, Roberto sceglie un’associazione diversa che si occupa di disabilità e inclusione, e tutto il ricavato delle vendite va a sostenere quella realtà specifica. Non è beneficenza generica: è un sostegno mirato, pensato, che cambia a seconda del territorio e delle necessità.

Per la serata al RAB, la scelta era naturale: il ricavato è andato al Gruppo L’Impronta, la cooperativa sociale che gestisce il locale e che da anni lavora per l’inclusione di persone con fragilità. Ma sono tantissime le associazioni che Roberto ha sostenuto e continuerà a sostenere attraverso questo tour. Ogni tappa è un nuovo incontro, una nuova storia, un nuovo modo di fare la differenza.

Una sera di musica, parole e connessioni autentiche

L’evento al RAB è stato curato nei minimi dettagli. Alice Kavalla, amica e scrittrice, ha moderato la serata con quella sensibilità che la caratterizza. Fulvio Felisi, invece, ha gestito l’organizzazione con professionalità, mentre Mauro Trentini e Sara Iacubino ci hanno regalato momenti di musica dal vivo che hanno dato respiro alle parole, creando quella sospensione emotiva che solo la musica live sa creare.

Io ero lì con la mia macchina fotografica, a catturare volti, sguardi, sorrisi. A fermare quei momenti in cui vedi che qualcosa di vero sta accadendo. Perché questa è la fotografia che mi interessa: non quella patinata delle location perfette, ma quella che cattura l’essenza delle connessioni umane.

Il pubblico era un mix meraviglioso: amici di Roberto venuti a sostenerlo, curiosi attratti dal progetto, frequentatori abituali del RAB che hanno scoperto con sorpresa quanto può essere potente un libro quando dietro ha una storia autentica. C’erano anche alcuni fratelli Alpini di Roberto, testimonianza di quanto i legami veri attraversino gli ambiti più diversi della vita.

Fotografia e inclusione: lo stesso sguardo

Mentre fotografavo la serata, mi sono reso conto di quanto la mia passione per la fotografia e questo progetto di Roberto abbiano in comune. Entrambi cerchiamo di catturare l’essenza delle persone al di là delle etichette, delle categorie, delle semplificazioni. Io lo faccio attraverso il bianco e nero che elimina il superfluo per concentrarsi sull’emozione pura. Roberto lo fa attraverso le sue storie che raccontano persone, non disabilità.

La mia passione per il mondo medievale, che emerge dalle fotografie di castelli e dalle mostre che curo, nasce dalla stessa ricerca: trovare l’umanità dietro le pietre, le storie dietro le architetture. E il RAB, con le sue pareti che parlano e i suoi spazi che accolgono, è esattamente questo: un luogo dove l’umanità emerge in tutta la sua complessità e bellezza.

Il team: quando la collaborazione diventa magia

Questo progetto non sarebbe possibile senza un team affiatato. Roberto porta la sua esperienza e la sua sensibilità verso il mondo della disabilità. Alice porta la sua capacità di tessere narrazioni e guidare conversazioni. Fulvio porta l’organizzazione che tiene insieme tutti i pezzi. Io porto il mio occhio fotografico, quella capacità di catturare momenti che altrimenti andrebbero perduti.

Ma la vera magia della serata al RAB è stata Simona Tonani. Lei e tutto il suo staff non hanno semplicemente ospitato un evento: hanno abbracciato un’idea, l’hanno fatta propria, le hanno dato vita. Hanno messo a disposizione non solo uno spazio fisico, ma un’atmosfera, un’energia, una comunità. Perché questo è il RAB: un luogo dove le idee trovano terreno fertile e i progetti diventano realtà grazie a persone come Simona che ci credono davvero.

Un tour che cambia territorio per territorio

Il #MisterNessunoTour non è una semplice tournée di presentazioni. È un viaggio attraverso l’Italia delle buone pratiche, delle associazioni che ogni giorno lavorano per l’inclusione, dei progetti che meritano di essere conosciuti e sostenuti. Ogni tappa è diversa perché diverso è il tessuto sociale di ogni città, diverse sono le realtà che operano sul territorio, diverse sono le storie che meritano di essere raccontate.

Roberto ha scelto questo modello proprio per moltiplicare l’impatto del suo libro. Non un unico grande gesto, ma tanti piccoli sostegni mirati che, somma dopo somma, creano una rete di solidarietà concreta. È un approccio che dice molto sulla sua visione: l’inclusione non si fa con i grandi proclami, ma con l’attenzione quotidiana, con la scelta consapevole di essere dove serve, quando serve.

Ci vediamo a BookCity Milano

Il #MisterNessunoTour prosegue il suo viaggio, e il 13 novembre Roberto sarà a BookCity Milano per una nuova tappa.

Ma c’è un’altra data che voglio segnalarvi: venerdì 15 novembre alle ore 14:00, sempre a BookCity, Alice Kavalla ed io saremo presenti per presentare i nostri rispettivi ultimi libri. Sarà l’occasione per ritrovarci, per parlare di scrittura, fotografia e di come le storie possano attraversare media diversi mantenendo la stessa anima.

Ogni tappa del tour non è solo la presentazione di un libro: è un momento di incontro, di costruzione di una comunità che crede nell’inclusione. È un invito a chiedersi: cosa posso fare io per rendere questo mondo più accogliente?

UN INVITO:

Se questa storia vi ha toccato:

Visitate il RAB: Corso San Gottardo 41, Milano. Prendete un caffè, parlate con chi ci lavora. Scoprirete che “questo non è un bar” è una promessa mantenuta.

Seguite il tour: Ogni libro acquistato sostiene un’associazione diversa. Seguite #MisterNessunoTour per le prossime tappe.

Ci vediamo a BookCity: 13 novembre per Roberto, 15 novembre ore 14:00 per Alice e me. Sarà l’occasione per conoscerci e scoprire le nostre storie.


Il Guardiano di Pietra

Forte di Bard, Valle d’Aosta

Nelle viscere di pietra dove l’eco è memoria, cammino tra le ombre di chi non si arrese. Maggio 1800: cannoni contro il cielo, quattrocento anime contro un impero.

Napoleone guardava dal basso questo scoglio ostinato, questa spina conficcata nella gola delle Alpi. Quindici giorni di assedio, quindici giorni in cui il tempo si fermò.

Oggi attraverso questi corridoi bui dove la luce filtra come allora, quando ogni raggio era speranza o condanna. Le silhouette dei difensori ancora danzano contro i muri anneriti dalla polvere da sparo.

Mi volto: dietro di me, il passato. Davanti, un quadrato di luce incerta. Tra queste mura Bonaparte imparò che esistono fortezze che non si conquistano, solo si aggirano, si evitano, si temono.

Il forte cadde, sì. Ma prima resistette. E nella resistenza trovò l’immortalità.

Io cammino ancora qui, dove ogni passo è un tributo, dove ogni ombra racconta di chi scelse di essere roccia quando il mondo voleva farsi marea.

Photographer & Writer: © Carlo Oriani

Il Forte di Bard fu l’unico ostacolo significativo che Napoleone incontrò nella sua discesa in Italia durante la Campagna d’Italia del 1800. Distrutto per rappresaglia, fu ricostruito dai Savoia tra il 1830 e il 1838.

Il Forte di Bard: Un Incontro tra Passioni

30 agosto 2025

Ci sono momenti in cui senti che devi fermarti. Non per stanchezza, ma per necessità dell’anima. Prima di riprendere il lavoro dopo le ferie estive, ho deciso di concedermi qualche giorno per coltivare le mie due grandi passioni: la fotografia in bianco e nero e la scoperta di castelli ed edifici storici. E quale meta migliore del Forte di Bard, in Valle d’Aosta?

Partendo da Melegnano al mattino presto, ho sentito quella familiare eccitazione che provo sempre quando so che mi attende un luogo ricco di storia e di fascino fotografico. Il viaggio verso la Valle d’Aosta è sempre emozionante, ma quando arrivi a Bard e vedi quella massiccia fortezza che sbarra letteralmente la valle, capisci subito di essere di fronte a qualcosa di straordinario.

La Prima Impressione

Il Forte di Bard è uno di quei luoghi che ti toglie il fiato. Non per la bellezza romantica – quella la trovi altrove – ma per la sua imponenza, per quella presenza scenica che ha fatto la storia. Questa fortezza ottocentesca, ricostruita dai Savoia tra il 1830 e il 1838 sulle rovine di un castello precedente, è un capolavoro di architettura militare.

Mentre montavo la mia Leica, ho pensato a quanto questo luogo sia perfetto per il bianco e nero. Le linee geometriche degli edifici, i contrasti tra le ombre profonde e la pietra chiara, la verticalità drammatica della roccia… tutto qui parla il linguaggio che amo di più in fotografia.

La Storia che Rivive

Camminando per i tre corpi principali del forte – l’Opera Ferdinando in basso, l’Opera Vittorio al centro e l’Opera Carlo Alberto in cima – ho ripercorso mentalmente la storia di questo luogo straordinario. Già nel VI secolo d.C. qui c’era una guarnigione di sessanta uomini che proteggeva le “Clausuræ Augustanæ”, il sistema difensivo dell’Impero Romano.

Ma è la storia del maggio 1800 che mi ha colpito di più. Napoleone con la sua Armée de réserve di 40.000 uomini si trovò bloccato qui per ben sedici giorni da una guarnigione austriaca di appena 400 soldati. Il generale corso, abituato alle vittorie fulminee, dovette ingegnarsi per superare questo ostacolo, facendo trasportare nottetempo i cannoni lungo sentieri impervi, con le ruote avvolte nella paglia per attutire i rumori.

L’Occhio del Fotografo

Ogni angolo del forte offre uno scorcio interessante. La Piazza d’Armi nell’Opera Carlo Alberto, con il suo porticato che crea giochi di luci e ombre perfetti per il mio stile fotografico. Le antiche prigioni, con quelle celle anguste che raccontano storie di prigionia e resistenza. I camminamenti lungo le mura, da cui si domina tutta la bassa Valle d’Aosta.

Ho trascorso ore a studiare la luce, aspettando il momento giusto per ogni scatto. Il forte cambia completamente aspetto durante la giornata: austero e minaccioso al mattino, quasi teatrale nel pomeriggio, misterioso al tramonto quando le prime ombre si allungano sui bastioni.

Il Borgo Medievale

Non si può visitare il forte senza esplorare anche il piccolo borgo di Bard ai suoi piedi. Questo antico insediamento medievale, attraversato dalla Via Francigena, conserva ancora oggi il fascino di un tempo che fu. Le case in pietra, gli antichi portali, i vicoli stretti… tutto qui respira storia.

È incredibile pensare che questo piccolo passaggio tra la Dora Baltea e le pareti rocciose sia stato per secoli la porta d’ingresso della Valle d’Aosta. Mercanti, pellegrini, eserciti, tutti sono passati di qui, lasciando tracce che ancora oggi possiamo leggere nelle pietre.

Un Polo Culturale Moderno

Quello che più mi ha colpito è la trasformazione del forte in un moderno polo culturale. Dopo decenni di abbandono e utilizzo come deposito militare, la Regione Valle d’Aosta ha saputo restituire vita a questo luogo attraverso un restauro esemplare. Oggi il forte ospita il Museo delle Alpi, mostre temporanee di alto livello e numerosi eventi culturali.

Il contrasto tra l’antica funzione militare e la nuova vocazione culturale è affascinante e offre spunti fotografici unici. Le sale moderne che ospitano installazioni multimediali all’interno di mura ottocentesche creano un dialogo tra passato e presente che ho cercato di catturare nei miei scatti.

Non posso non menzionare che il forte ha anche conquistato il cinema internazionale: proprio qui sono state girate molte scene di “Avengers: Age of Ultron” del 2014. Camminando per i cortili e i bastioni, immaginavo le riprese hollywoodiane che hanno trasformato questa antica fortezza in una base segreta degli Hydra. Il fascino cinematografico si aggiunge così a quello storico, rendendo il forte un luogo che parla contemporaneamente al passato e al futuro.

Riflessioni di Fine Giornata

Mentre scendevo dal forte al tramonto, con la macchina fotografica piena di immagini e la mente piena di suggestioni, ho deciso di non tornare subito a Melegnano. Ho trovato sistemazione in un piccolo albergo immerso in un borgo medievale lì vicino, uno di quei luoghi dove il tempo sembra essersi fermato.

La serata l’ho trascorsa nella quiete del borgo, continuando a lavorare al mio nuovo libro, un thriller psicologico a cui sto dedicando le mie energie creative tra un progetto fotografico e l’altro. C’è qualcosa di magico nello scrivere in un ambiente così carico di storia: le pietre antiche, il silenzio rotto solo dal rumore dei passi sui selciati, l’atmosfera medievale che ancora si respira in ogni angolo.

Il Forte di Bard non è solo un monumento da visitare, è un’esperienza da vivere. È storia che si fa presente, è architettura che diventa poesia, è un luogo dove il tempo sembra sospeso tra le nebbie della valle e le rocce millenarie.

Questi giorni dedicati alle mie passioni sono stati un dono che ho fatto a me stesso. In un mondo che corre sempre più veloce, fermarsi per contemplare la bellezza e la storia di luoghi come il Forte di Bard è un atto necessario. È un modo per ricaricare le batterie dell’anima e ritrovare quell’equilibrio che solo l’arte e la storia sanno dare.

Le fotografie che porterò con me non sono solo immagini, sono frammenti di un’esperienza che mi ha arricchito profondamente. Sono la testimonianza di un incontro tra le mie passioni e un luogo che le sa accogliere e valorizzare. Il bianco e nero restituirà alla perfezione l’atmosfera di questo luogo senza tempo, l’essenza di una fortezza che ha attraversato i secoli mantenendo intatto il suo fascino.

Il Forte di Bard rimarrà per sempre nei miei ricordi e, presto, anche nelle mie stampe in camera oscura. Perché alcuni luoghi, una volta incontrati, non ti lasciano più. Ti entrano dentro, diventano parte di te, della tua visione del mondo e della tua arte.


Carlo Oriani, fotografo – Melegnano, agosto 2025

Il Codice delle Sette Luci

“Mi muovo nell’ombra alla maniera di un gatto sui tetti di Parigi, scivolando tra i comignoli che vomitano fumo nero nel cielo invernale. Il lucernario del palazzo è socchiuso, proprio come avevo previsto – lo aprono per far uscire il fumo delle stufe. L’adrenalina pulsa nelle mie vene […]”

“𝐈𝐥 𝐂𝐨𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐒𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐋𝐮𝐜𝐢” è ora disponibile su Amazon in versione cartacea e eBook: https://amzn.eu/d/aJcgHbk

Un thriller esoterico che ti porterà attraverso secoli di misteri.

𝐈𝐥 𝐏𝐨𝐫𝐭𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐁𝐞𝐜𝐜𝐨

Nel vicolo stretto, dove i lampioni non arrivavano, si muoveva una figura silenziosa. Pietro aveva scelto di indossare la maschera del medico della peste per il festival medievale della città, ma ora, mentre tornava a casa sotto una pioggia sottile, si sentiva stranamente osservato.

I mattoni umidi delle vecchie mura sembravano sussurrare storie di epidemie passate, quando figure simili a lui percorrevano questi stessi vicoli portando rimedi inefficaci e false speranze.

Si fermò improvvisamente. Qualcosa brillava tra le fessure dei ciottoli: una piccola pietra blu brillante, quasi luminescente nel buio. La raccolse, sentendola stranamente calda al tatto, e la infilò nella tasca senza pensarci troppo.

Fu solo arrivato a casa che notò come il suo respiro, dietro la maschera, fosse diventato più pesante. E come le voci, quelle che credeva provenissero dalle mura, ora sembrassero sussurrare direttamente nella sua mente.

Guardò la sua immagine riflessa nello specchio dell’ingresso: non era più lui che indossava una maschera, ma la maschera che aveva indossato lui. E mentre la nebbia calava sulla città, altre figure con becchi neri cominciarono a emergere dalle ombre, tutte alla ricerca di chi portava con sé quella particolare pietra.

Photographer & Writer: © Carlo Oriani

DOMANI

Domani, dolce domani, le promesse danzano leggere come piume, ci ritroveremo, ti sussurrerò il tuo nome, sotto un firmamento dai toni mutevoli. Cammineremo, mano nella mano, domani, lungo i sentieri intrecciati dall’amore, ti svelerò i segreti del mio cuore, quando l’orologio scandirà il nostro momento. Domani, ti svelerò, quanto sei inestimabile per me, forse l’amore sboccerà tra noi, o forse lo perderemo in un sorso di caffè. Domani, nutriamo speranze, dimenticando l’incertezza che porta un nuovo giorno, che le voci care possono spegnersi, e il “Domani” può scivolare via come sabbia tra le dita. I bambini, domani, perderanno la loro innocenza, i genitori diverranno ombre sfumate, e il “Domani” si disperderà nel soffio del vento. Domani, il giorno cederà il passo alla notte, l’impotenza avvolgerà il velo dell’oscurità, il sorriso si dissolverà in un lamento, e la vita si ridurrà a un ricordo delicato.

(Carlo Oriani)

capitolo 1 – L’ALBA

#L‘ALBA
Nel cuore della pittoresca città di Sirmione, la notte si dissolse lentamente, lasciando spazio alle sfumature rosate dell’alba. Le prime luci del giorno danzavano sulle strade acciottolate, e una brezza leggera accarezzava le foglie degli alberi secolari.

Carlo, stava ancora dormendo profondamente quando da una finestra socchiusa della sua camera da letto entrò un filo di luce dorata che lo colpì sul viso e lo risvegliò. La testa era un po’ ovattata a causa di una sonora sbronza che si era preso la sera prima. Carlo si stiracchiò energicamente prima di alzarsi dal letto e nel farlo urtò la schiena della ragazza che dormiva al suo fianco.

La ragazza aveva una pelle completamente abbronzata, un’evidente testimonianza dei suoi bagni di sole, che lasciavano intravedere il suo amore per il calore del sole e la sua predilezione per la libertà di sentirsi completamente nuda sotto i raggi solari. I suoi capelli, lunghi e mossi, si tingevano di un affascinante colore rosso castano, un mix di sfumature che li rendeva unici e affascinanti.

Carlo, pur osservando con attenzione la sua figura distesa, non riusciva a scorgere il suo volto poiché la ragazza gli voltava le spalle, addormentata e rilassata nell’abbraccio di un soffice cuscino. Tuttavia, l’aura di mistero che la circondava l’aveva resa ancora più intrigante per lui, e si chiese quali segreti si nascondessero dietro quei capelli rossi danzanti e la pelle baciata dal sole.

La curiosità era tanta, eppure rispettò il sonno della ragazza, non volendo disturbare la sua quiete. Decise di lasciare intatta quella scena, conservando l’immagine di lei nel suo stato naturale e selvaggio. Carlo sentiva che c’era una connessione speciale con quella ragazza, anche se i dettagli della serata precedente sembravano sfuggire alla sua mente annebbiata dalla sbornia.

Carlo, infatti, non ricordava molto della sera precedente. Si ricordava solo che era uscito con degli amici a bere una birra e nel locale avevano fatto amicizia con delle ragazze. Si ricordava anche che la ragazza con cui aveva chiacchierato di fotografia per tutta la sera era bionda e aveva i capelli a caschetto. Quindi non si capacitava di chi fosse la rossa nel suo letto. Comunque avrebbe rimandato la soluzione dell’enigma a più tardi. Ora voleva approfittare del fatto di essersi svegliato così presto. Era l’alba e quale momento migliore per fotografare il castello della sua amata città.

Affacciandosi alla finestra con uno sguardo languido, lasciò che la luce dorata dell’alba accarezzasse il suo viso stanco. Mentre cercava di raccogliere più indizi possibili riguardo alla ragazza misteriosa, pensava a quanto tutto fosse surreale: la bellezza del paesaggio che lo circondava, il mistero della ragazza nel suo letto e l’emozione di trovarsi in una città così affascinante.

Si sentì grato per essere stato svegliato da quel raggio di sole, poiché gli diede l’opportunità di assaporare la magia dell’alba e catturare la bellezza del castello con la sua macchina fotografica. Eppure, non poteva fare a meno di domandarsi come sarebbe continuata quella giornata e come si sarebbe svolta la scoperta dell’identità della ragazza dai capelli rossi.

Con la mente piena di interrogativi e la voglia di scoprire l’enigma che gli si era presentato, decise di affrontare la giornata con curiosità e intraprendenza, consapevole che avrebbe presto svelato
i segreti di quella notte misteriosa e magica a Sirmione.

(Carlo Oriani)

AI – Intelligenza Artificiale

Perché utilizzare l’intelligenza artificiale per modificare una foto o crearne una dal nulla?

Ci sono diversi motivi per cui poter considerare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per modificare o creare immagini. Ecco alcuni vantaggi:

• Efficienza: L’intelligenza artificiale può automatizzare il processo di modifica delle immagini, rendendolo più veloce ed efficiente. Gli algoritmi possono eseguire azioni come il ritaglio, il miglioramento dei colori o la rimozione di elementi indesiderati in modo rapido e preciso.

• Creatività: L’intelligenza artificiale può essere utilizzata per generare nuove immagini o combinazioni creative. Ad esempio, è possibile utilizzare reti neurali generative per creare opere d’arte uniche o per trasformare foto in stili artistici specifici.

• Correzione e miglioramento: Se hai una foto che potrebbe beneficiare di miglioramenti, l’intelligenza artificiale può aiutarti a correggere problemi come l’esposizione errata, il rumore o l’instabilità dell’immagine. Gli algoritmi possono ottimizzare le immagini per ottenere risultati visivamente più attraenti.

• Restauro: Se hai vecchie foto danneggiate o sbiadite, l’intelligenza artificiale può aiutarti a ripristinarle. Gli algoritmi di restauro possono rimuovere graffi, riparare lacune o migliorare la nitidezza dell’immagine, restituendo loro l’aspetto originale o persino migliorandolo.

• Esplorazione creativa: L’utilizzo dell’intelligenza artificiale per generare immagini dal nulla può essere un’opportunità per esplorare nuove idee e concetti visivi. Puoi sperimentare con l’interazione tra input e output, ottenendo risultati sorprendenti e inaspettati.

Tuttavia, esistono anche degli aspetti negativi:

• Privacy: L’utilizzo diffuso dell’intelligenza applicata alle immagini solleva preoccupazioni sulla privacy. La raccolta e l’analisi di immagini possono consentire la sorveglianza invasiva delle persone, soprattutto se non viene gestita in modo etico o senza il consenso delle persone coinvolte.

• Errori di interpretazione: Gli algoritmi di visione artificiale possono commettere errori nell’interpretazione delle immagini, specialmente in situazioni complesse o poco chiare. Ciò può portare a decisioni errate o a conclusioni sbagliate se basate esclusivamente sull’analisi delle immagini.

• Bias e discriminazione: Se non viene prestata attenzione all’adeguata rappresentazione dei dati di addestramento, gli algoritmi di visione artificiale possono riflettere e amplificare i pregiudizi presenti nella società. Ciò potrebbe portare a discriminazione razziale o di genere nelle decisioni basate sull’interpretazione delle immagini.

In conclusione, l’intelligenza applicata alle immagini offre una serie di vantaggi significativi, tra cui l’automazione dei processi, l’efficienza migliorata e un aumento della sicurezza. Tuttavia, è importante affrontare con attenzione le questioni di privacy, errori di interpretazione e potenziale bias per garantire un utilizzo responsabile e etico di questa tecnologia in continuo sviluppo.