TRA IL VOLTO E LA MASCHERA

Ho fotografato castelli per moltissimi anni. Muri di pietra che nascondono storie. Poi ho capito: anche noi siamo castelli. Anche noi abbiamo muri. Anche noi nascondiamo. Le maschere che indossiamo sono le nostre mura. Ma le crepe? Le crepe sono dove entra la veritร .

รˆ lรฌ, in quelle crepe, che vivono i protagonisti dei miei thriller:

๐Ÿ“– ๐ˆ๐‹ ๐‚๐Ž๐ƒ๐ˆ๐‚๐„ ๐ƒ๐„๐‹๐‹๐„ ๐’๐„๐“๐“๐„ ๐‹๐”๐‚๐ˆ – Dove le vite passate sono maschere che nascondono chi sei davvero, finchรฉ le crepe non rivelano tutto

๐Ÿ“– ๐Ž๐‹๐“๐‘๐„ ๐‹’๐Ž๐Œ๐๐‘๐€ – Dove l’ossessione frantuma ogni maschera e ti costringe a guardare ciรฒ che hai sempre nascosto

๐Ÿ“š Amazon: Cartaceo, eBook, GRATIS con Kindle Unlimited

๐ŸŽญ Thriller psicologici dove le maschere cadono e la veritร  fa male. Ma รจ l’unica cosa che puรฒ salvarti.

Sirmione: quando i castelli diventano specchi dell’anima

Quando la mia macchina fotografica mi ha fatto scoprire la location perfetta per raccontare l’ossessione

Chi mi conosce sa che amo fotografare castelli. Ma quando ho iniziato a scrivere “Oltre l’Ombra”, cercavo qualcosa di piรน di un semplice sfondo suggestivo. Cercavo un luogo che fosse esso stesso un personaggio, che riflettesse il tema del romanzo: l’ossessione, la bellezza che nasconde l’ombra, la fragilitร  sotto la pietra.

E l’ho trovato a Sirmione.

Il Castello Scaligero non รจ solo uno dei castelli meglio conservati d’Italia. รˆ una fortezza che emerge dall’acqua, circondata dal lago da tutti i lati. Una bellezza apparente che nasconde stanze buie, corridoi stretti, prigioni sotterranee. Esattamente come Luca: un fotografo di successo che nasconde dentro di sรฉ ferite profonde e sensi di colpa che lo divorano.

Quando ho visitato Sirmione per la prima volta con la mia Leica, ho capito immediatamente che era il posto giusto. I vicoli stretti del borgo medievale dove puoi sentirti osservato ad ogni angolo. Le luci soffuse che filtrano tra le case di pietra. Il lago che riflette tutto, ma distorce le immagini.

Nel romanzo, Sirmione non รจ solo dove Luca si rifugia dopo aver perso tutto. รˆ il luogo dove cerca di ricominciare, dove incontra Martina e Scarlett, dove pensa di poter finalmente trovare pace. Ma รจ anche dove Priscilla lo ritrova, trasformando questo borgo da cartolina in una trappola claustrofobica.

Da fotografo, amo il contrasto tra la bellezza turistica di Sirmione di giorno e l’atmosfera inquietante che assume la sera, quando i turisti se ne vanno e rimangono solo le ombre e i gatti randagi. รˆ in queste ore che ho ambientato le scene piรน intense del romanzo.

Il castello diventa nel libro il luogo della mostra fotografica di Luca, l’evento che dovrebbe segnare il suo ritorno alla vita. Ma diventa anche il teatro dello scontro finale con Priscilla, dove la bellezza si trasforma in incubo.

Ogni volta che fotografo un castello, cerco di catturarne l’anima oltre l’architettura. Con Sirmione, ho catturato qualcosa di piรน: ho trovato il setting perfetto per raccontare come anche i luoghi piรน belli possano nascondere ombre oscure.

Se volete scoprire come Sirmione diventa teatro di un incubo psicologico, “Oltre l’Ombra” รจ disponibile su Amazon sia in versione cartacea che in eBook. Nel prossimo articolo vi racconterรฒ di Luca, il fotografo che vive nell’ombra del proprio passato.

OLTRE L’OMBRA

Un romanzo che distrugge gli stereotipi sulla violenza

Sabato 15 novembre, ore 14:00 – BookCity Milano
Presentazione con Carlo Oriani


“Se non posso averti io, non ti avrร  nessun’altra.”

Quando queste parole vengono pronunciate da un uomo, l’opinione pubblica insorge. I media gridano allo scandalo, la societร  si mobilita, la giustizia interviene. Ma quando a pronunciarle รจ una donna?

Silenzio.

“Oltre l’Ombra” di Carlo Oriani รจ il romanzo che in pochi osano scrivere, la storia che nessuno vuole ascoltare: quella di un uomo vittima di stalking e violenza psicologica.

Luca Bernardi รจ un fotografo affermato, padre di due figli. La sua vita sembra perfetta dall’esterno. Ma dentro le mura domestiche si consuma una persecuzione silenziosa, invisibile, devastante.

Luca non รจ un uomo perfetto. Anche lui commette errori, prende decisioni sbagliate, tradisce la fiducia di chi gli sta accanto. Ma nessun errore, nessun tradimento, nessuna colpa puรฒ mai giustificare la violenza che subisce.

Quando un uomo chiede aiuto, la risposta รจ sempre la stessa: “Ma dai, cosa puรฒ farti una donna? Stai esagerando.”

Grazie ai media, l’opinione pubblica รจ stata educata a una narrazione univoca: l’uomo รจ sempre il lupo cattivo, la donna sempre la vittima innocente. E quando i ruoli si invertono? La societร  volta lo sguardo dall’altra parte. Basta accendere la tv o andare al cinema per capirlo: le scene di donne che picchiano mariti o compagni vengono trattate con ilaritร , come momenti di leggerezza comica. Schiaffi, oggetti lanciati, umiliazioni pubbliche: se la vittima รจ un uomo, diventa intrattenimento. Se fosse il contrario, sarebbe scandalo nazionale. E cosรฌ si giustifica la violenza femminile, trasformandola in qualcosa di accettabile, comprensibile, persino meritato. Un uomo non puรฒ davvero soffrire. Le sue denunce sono meno credibili. Il suo dolore vale meno.

“Chi starร  mai dalla mia parte?” si chiede Luca mentre tutto crolla intorno a lui: la carriera, la reputazione, la serenitร  dei suoi figli, la sua stessa sicurezza.

Nel romanzo, assistiamo al paradosso terribile di un sistema che dovrebbe proteggere le vittime ma che, di fronte a uno stereotipo rotto, si paralizza. Le denunce vengono ignorate. Le controquerele diventano armi. La vittima diventa sospettata.

Come scrive Alice Kavalla nella potente prefazione: “Lo stalking รจ una realtร  dolorosa e spesso invisibile, che troppo di frequente viene ignorata o ridotta a un’ombra silenziosa quando la vittima รจ un uomo.”

MA QUESTO ROMANZO GRIDA UNA VERITร€ SCOMODA:

LA VIOLENZA NON HA GENERE

Non ha colore di pelle. Non ha orientamento politico. Non ha giustificazioni.

La violenza รจ violenza. Punto.

In una societร  che ha trasformato la lotta contro la violenza in una battaglia di genere, “Oltre l’Ombra” compie un atto di coraggio radicale: racconta la veritร  senza filtri.

Racconta di un uomo che viene deriso quando denuncia. Di un padre che teme per i suoi figli. Di una vittima a cui nessuno crede perchรฉ “non รจ credibile” che un uomo possa avere paura.

Racconta dell’ipocrisia devastante di una societร  che predica uguaglianza ma pratica discriminazione al contrario.

Perchรฉ se davvero crediamo nell’uguaglianza, allora ogni vittima merita giustizia.

Sempre. Senza distinzione di genere. Non in modo selettivo, non per chi ha la voce piรน forte o il volto che corrisponde allo stereotipo mediatico, ma per chiunque soffra.

“Oltre l’Ombra” non รจ solo un thriller psicologico che vi terrร  con il fiato sospeso. รˆ un atto di denuncia contro la narrazione tossica che ha reso invisibili migliaia di vittime solo perchรฉ “del genere sbagliato”.

รˆ un appello alla vera giustizia: quella che protegge tutti, non solo chi entra nello stereotipo della “vittima perfetta”.

Sabato 15 novembre alle ore 14:00 a BookCity Milano, Carlo Oriani presenterร  questo romanzo coraggioso e necessario.

Un appuntamento per chiunque creda che la giustizia debba essere cieca, anche davanti al genere di chi soffre.

Perchรฉ la libertร  di ogni persona deve essere protetta, in ogni momento e in ogni forma.


OLTRE L’OMBRA – Carlo Oriani

Per vedere la luce, devi prima affrontare l’ombra.

BookCity Milano
Sabato 15 novembre 2024, ore 14:00
Palazzo Castiglioni (Veranda)
Corso Venezia, 47 – Milano


“Che la giustizia ci sia. Sempre. Per ogni uomo, come per ogni donna, che non ha potuto parlare, che ha avuto paura di farlo o che ha taciuto per paura di non essere creduto.”
โ€” Alice Kavalla, dalla Prefazione

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Una sera al RAB con MisterNessuno

Quando l’arte incontra l’inclusione

Ci sono serate che ti entrano dentro e non ti lasciano piรน. Momenti in cui capisci che stai partecipando a qualcosa di piรน grande di un semplice evento, qualcosa che ha a che fare con l’autenticitร  delle connessioni umane, con la bellezza che nasce quando l’arte si mette al servizio di una causa giusta.

La sera al RAB di Milano รจ stata una di quelle serate.

Il RAB: questo non รจ un bar

Prima di raccontarvi dell’evento, devo parlarvi del luogo che lo ha ospitato. Perchรฉ il RAB non รจ semplicemente un locale. รˆ un manifesto di inclusione, un progetto sociale che ha il coraggio di mettere in pratica ciรฒ che molti si limitano a teorizzare.

Situato in Corso San Gottardo 41, in zona Navigli, il RAB รจ gestito dal Gruppo L’Impronta. La mission รจ tanto semplice quanto potente: inserire al lavoro persone con fragilitร  ed essere uno spazio di aggregazione e socialitร  per il quartiere. Qui lavorano fianco a fianco ragazzi e ragazze con disabilitร  insieme a operatori, in un ambiente che rifiuta l’etichetta di “bar” per essere qualcosa di piรน profondo: un luogo di incontro, di cultura, di vera umanitร .

Le pareti del RAB raccontano storie. Articoli di giornale, foto, manifesti di eventi passati si sovrappongono creando un palinsesto visivo che รจ testimonianza di una comunitร  viva. รˆ su una di queste pareti che ho appoggiato la mia Leica per catturare l’atmosfera della serata, creando quella doppia esposizione che vedete in apertura: Alice che si sovrappone agli articoli sul locale, presente e passato che si fondono in un’unica narrazione.

MisterNessuno: un libro, tante cause

Roberto Florindi ha scritto “MisterNessuno” attingendo dalla sua profonda esperienza nel mondo del nuoto paralimpico, dove da anni accompagna atleti straordinari nelle loro sfide quotidiane. Ma questo romanzo va oltre la semplice testimonianza sportiva: รจ un viaggio nell’animo umano attraverso quarant’anni di vita di Alessandro, un uomo che si รจ sempre sentito “fuori posto”, alla ricerca di un filo conduttore tra esperienze disparate che lo hanno portato dalla piccola Melegnano alle terre remote dell’Etiopia, dall’Inghilterra all’India, fino alle piscine dove ha finalmente iniziato a trovare sรฉ stesso.

Non รจ solo letteratura: รจ uno specchio in cui ognuno puรฒ riconoscersi, un mosaico di piccole e grandi vittorie, di fallimenti che si trasformano in nuove opportunitร , di dignitร  che si conquista vasca dopo vasca. Perchรฉ il vero talento, come ci insegna questa storia con disarmante onestร , non รจ ciรฒ che ci rende eccezionali agli occhi degli altri, ma quello che ci fa sentire finalmente a casa dentro noi stessi.

Ma quello che rende davvero speciale questo progetto รจ il modello benefico che lo accompagna. A ogni evento, a ogni presentazione, Roberto sceglie un’associazione diversa che si occupa di disabilitร  e inclusione, e tutto il ricavato delle vendite va a sostenere quella realtร  specifica. Non รจ beneficenza generica: รจ un sostegno mirato, pensato, che cambia a seconda del territorio e delle necessitร .

Per la serata al RAB, la scelta era naturale: il ricavato รจ andato al Gruppo L’Impronta, la cooperativa sociale che gestisce il locale e che da anni lavora per l’inclusione di persone con fragilitร . Ma sono tantissime le associazioni che Roberto ha sostenuto e continuerร  a sostenere attraverso questo tour. Ogni tappa รจ un nuovo incontro, una nuova storia, un nuovo modo di fare la differenza.

Una sera di musica, parole e connessioni autentiche

L’evento al RAB รจ stato curato nei minimi dettagli. Alice Kavalla, amica e scrittrice, ha moderato la serata con quella sensibilitร  che la caratterizza. Fulvio Felisi, invece, ha gestito l’organizzazione con professionalitร , mentre Mauro Trentini e Sara Iacubino ci hanno regalato momenti di musica dal vivo che hanno dato respiro alle parole, creando quella sospensione emotiva che solo la musica live sa creare.

Io ero lรฌ con la mia macchina fotografica, a catturare volti, sguardi, sorrisi. A fermare quei momenti in cui vedi che qualcosa di vero sta accadendo. Perchรฉ questa รจ la fotografia che mi interessa: non quella patinata delle location perfette, ma quella che cattura l’essenza delle connessioni umane.

Il pubblico era un mix meraviglioso: amici di Roberto venuti a sostenerlo, curiosi attratti dal progetto, frequentatori abituali del RAB che hanno scoperto con sorpresa quanto puรฒ essere potente un libro quando dietro ha una storia autentica. C’erano anche alcuni fratelli Alpini di Roberto, testimonianza di quanto i legami veri attraversino gli ambiti piรน diversi della vita.

Fotografia e inclusione: lo stesso sguardo

Mentre fotografavo la serata, mi sono reso conto di quanto la mia passione per la fotografia e questo progetto di Roberto abbiano in comune. Entrambi cerchiamo di catturare l’essenza delle persone al di lร  delle etichette, delle categorie, delle semplificazioni. Io lo faccio attraverso il bianco e nero che elimina il superfluo per concentrarsi sull’emozione pura. Roberto lo fa attraverso le sue storie che raccontano persone, non disabilitร .

La mia passione per il mondo medievale, che emerge dalle fotografie di castelli e dalle mostre che curo, nasce dalla stessa ricerca: trovare l’umanitร  dietro le pietre, le storie dietro le architetture. E il RAB, con le sue pareti che parlano e i suoi spazi che accolgono, รจ esattamente questo: un luogo dove l’umanitร  emerge in tutta la sua complessitร  e bellezza.

Il team: quando la collaborazione diventa magia

Questo progetto non sarebbe possibile senza un team affiatato. Roberto porta la sua esperienza e la sua sensibilitร  verso il mondo della disabilitร . Alice porta la sua capacitร  di tessere narrazioni e guidare conversazioni. Fulvio porta l’organizzazione che tiene insieme tutti i pezzi. Io porto il mio occhio fotografico, quella capacitร  di catturare momenti che altrimenti andrebbero perduti.

Ma la vera magia della serata al RAB รจ stata Simona Tonani. Lei e tutto il suo staff non hanno semplicemente ospitato un evento: hanno abbracciato un’idea, l’hanno fatta propria, le hanno dato vita. Hanno messo a disposizione non solo uno spazio fisico, ma un’atmosfera, un’energia, una comunitร . Perchรฉ questo รจ il RAB: un luogo dove le idee trovano terreno fertile e i progetti diventano realtร  grazie a persone come Simona che ci credono davvero.

Un tour che cambia territorio per territorio

Il #MisterNessunoTour non รจ una semplice tournรฉe di presentazioni. รˆ un viaggio attraverso l’Italia delle buone pratiche, delle associazioni che ogni giorno lavorano per l’inclusione, dei progetti che meritano di essere conosciuti e sostenuti. Ogni tappa รจ diversa perchรฉ diverso รจ il tessuto sociale di ogni cittร , diverse sono le realtร  che operano sul territorio, diverse sono le storie che meritano di essere raccontate.

Roberto ha scelto questo modello proprio per moltiplicare l’impatto del suo libro. Non un unico grande gesto, ma tanti piccoli sostegni mirati che, somma dopo somma, creano una rete di solidarietร  concreta. รˆ un approccio che dice molto sulla sua visione: l’inclusione non si fa con i grandi proclami, ma con l’attenzione quotidiana, con la scelta consapevole di essere dove serve, quando serve.

Ci vediamo a BookCity Milano

Il #MisterNessunoTour prosegue il suo viaggio, e il 13 novembre Roberto sarร  a BookCity Milano per una nuova tappa.

Ma c’รจ un’altra data che voglio segnalarvi: venerdรฌ 15 novembre alle ore 14:00, sempre a BookCity, Alice Kavalla ed io saremo presenti per presentare i nostri rispettivi ultimi libri. Sarร  l’occasione per ritrovarci, per parlare di scrittura, fotografia e di come le storie possano attraversare media diversi mantenendo la stessa anima.

Ogni tappa del tour non รจ solo la presentazione di un libro: รจ un momento di incontro, di costruzione di una comunitร  che crede nell’inclusione. รˆ un invito a chiedersi: cosa posso fare io per rendere questo mondo piรน accogliente?

UN INVITO:

Se questa storia vi ha toccato:

Visitate il RAB: Corso San Gottardo 41, Milano. Prendete un caffรจ, parlate con chi ci lavora. Scoprirete che “questo non รจ un bar” รจ una promessa mantenuta.

Seguite il tour: Ogni libro acquistato sostiene un’associazione diversa. Seguite #MisterNessunoTour per le prossime tappe.

Ci vediamo a BookCity: 13 novembre per Roberto, 15 novembre ore 14:00 per Alice e me. Sarร  l’occasione per conoscerci e scoprire le nostre storie.


Valle di Lys

Valle di Lys

Dalle finestre della Regina antica, dove il tempo sospeso ancora dimora, la valle si apre, solenne e pudica, tra vette che il cielo abbraccia e adora.

Le nuvole danzano sopra il granito, bianche viandanti di un cielo severo, mentre il sentiero, quieto e infinito, serpeggia nel bosco, custode sincero.

I larici vegliano, scuri giganti, su giardini di pietra e fiori alpini, dove l’eco sussurra canti distanti di regine sole e destini divini.

Tra ombra e luce il contrasto rivela la forza del monte, la pace del piano, dove ogni roccia una storia cela e il cuore si perde in un sogno lontano.

Photographer & Writer: ยฉ Carlo Oriani

Il Guardiano di Pietra

Forte di Bard, Valle d’Aosta

Nelle viscere di pietra dove l’eco รจ memoria, cammino tra le ombre di chi non si arrese. Maggio 1800: cannoni contro il cielo, quattrocento anime contro un impero.

Napoleone guardava dal basso questo scoglio ostinato, questa spina conficcata nella gola delle Alpi. Quindici giorni di assedio, quindici giorni in cui il tempo si fermรฒ.

Oggi attraverso questi corridoi bui dove la luce filtra come allora, quando ogni raggio era speranza o condanna. Le silhouette dei difensori ancora danzano contro i muri anneriti dalla polvere da sparo.

Mi volto: dietro di me, il passato. Davanti, un quadrato di luce incerta. Tra queste mura Bonaparte imparรฒ che esistono fortezze che non si conquistano, solo si aggirano, si evitano, si temono.

Il forte cadde, sรฌ. Ma prima resistette. E nella resistenza trovรฒ l’immortalitร .

Io cammino ancora qui, dove ogni passo รจ un tributo, dove ogni ombra racconta di chi scelse di essere roccia quando il mondo voleva farsi marea.

Photographer & Writer: ยฉ Carlo Oriani

Il Forte di Bard fu l’unico ostacolo significativo che Napoleone incontrรฒ nella sua discesa in Italia durante la Campagna d’Italia del 1800. Distrutto per rappresaglia, fu ricostruito dai Savoia tra il 1830 e il 1838.

Il Forte di Bard: Un Incontro tra Passioni

30 agosto 2025

Ci sono momenti in cui senti che devi fermarti. Non per stanchezza, ma per necessitร  dell’anima. Prima di riprendere il lavoro dopo le ferie estive, ho deciso di concedermi qualche giorno per coltivare le mie due grandi passioni: la fotografia in bianco e nero e la scoperta di castelli ed edifici storici. E quale meta migliore del Forte di Bard, in Valle d’Aosta?

Partendo da Melegnano al mattino presto, ho sentito quella familiare eccitazione che provo sempre quando so che mi attende un luogo ricco di storia e di fascino fotografico. Il viaggio verso la Valle d’Aosta รจ sempre emozionante, ma quando arrivi a Bard e vedi quella massiccia fortezza che sbarra letteralmente la valle, capisci subito di essere di fronte a qualcosa di straordinario.

La Prima Impressione

Il Forte di Bard รจ uno di quei luoghi che ti toglie il fiato. Non per la bellezza romantica โ€“ quella la trovi altrove โ€“ ma per la sua imponenza, per quella presenza scenica che ha fatto la storia. Questa fortezza ottocentesca, ricostruita dai Savoia tra il 1830 e il 1838 sulle rovine di un castello precedente, รจ un capolavoro di architettura militare.

Mentre montavo la mia Leica, ho pensato a quanto questo luogo sia perfetto per il bianco e nero. Le linee geometriche degli edifici, i contrasti tra le ombre profonde e la pietra chiara, la verticalitร  drammatica della roccia… tutto qui parla il linguaggio che amo di piรน in fotografia.

La Storia che Rivive

Camminando per i tre corpi principali del forte โ€“ l’Opera Ferdinando in basso, l’Opera Vittorio al centro e l’Opera Carlo Alberto in cima โ€“ ho ripercorso mentalmente la storia di questo luogo straordinario. Giร  nel VI secolo d.C. qui c’era una guarnigione di sessanta uomini che proteggeva le “Clausurรฆ Augustanรฆ”, il sistema difensivo dell’Impero Romano.

Ma รจ la storia del maggio 1800 che mi ha colpito di piรน. Napoleone con la sua Armรฉe de rรฉserve di 40.000 uomini si trovรฒ bloccato qui per ben sedici giorni da una guarnigione austriaca di appena 400 soldati. Il generale corso, abituato alle vittorie fulminee, dovette ingegnarsi per superare questo ostacolo, facendo trasportare nottetempo i cannoni lungo sentieri impervi, con le ruote avvolte nella paglia per attutire i rumori.

L’Occhio del Fotografo

Ogni angolo del forte offre uno scorcio interessante. La Piazza d’Armi nell’Opera Carlo Alberto, con il suo porticato che crea giochi di luci e ombre perfetti per il mio stile fotografico. Le antiche prigioni, con quelle celle anguste che raccontano storie di prigionia e resistenza. I camminamenti lungo le mura, da cui si domina tutta la bassa Valle d’Aosta.

Ho trascorso ore a studiare la luce, aspettando il momento giusto per ogni scatto. Il forte cambia completamente aspetto durante la giornata: austero e minaccioso al mattino, quasi teatrale nel pomeriggio, misterioso al tramonto quando le prime ombre si allungano sui bastioni.

Il Borgo Medievale

Non si puรฒ visitare il forte senza esplorare anche il piccolo borgo di Bard ai suoi piedi. Questo antico insediamento medievale, attraversato dalla Via Francigena, conserva ancora oggi il fascino di un tempo che fu. Le case in pietra, gli antichi portali, i vicoli stretti… tutto qui respira storia.

รˆ incredibile pensare che questo piccolo passaggio tra la Dora Baltea e le pareti rocciose sia stato per secoli la porta d’ingresso della Valle d’Aosta. Mercanti, pellegrini, eserciti, tutti sono passati di qui, lasciando tracce che ancora oggi possiamo leggere nelle pietre.

Un Polo Culturale Moderno

Quello che piรน mi ha colpito รจ la trasformazione del forte in un moderno polo culturale. Dopo decenni di abbandono e utilizzo come deposito militare, la Regione Valle d’Aosta ha saputo restituire vita a questo luogo attraverso un restauro esemplare. Oggi il forte ospita il Museo delle Alpi, mostre temporanee di alto livello e numerosi eventi culturali.

Il contrasto tra l’antica funzione militare e la nuova vocazione culturale รจ affascinante e offre spunti fotografici unici. Le sale moderne che ospitano installazioni multimediali all’interno di mura ottocentesche creano un dialogo tra passato e presente che ho cercato di catturare nei miei scatti.

Non posso non menzionare che il forte ha anche conquistato il cinema internazionale: proprio qui sono state girate molte scene di “Avengers: Age of Ultron” del 2014. Camminando per i cortili e i bastioni, immaginavo le riprese hollywoodiane che hanno trasformato questa antica fortezza in una base segreta degli Hydra. Il fascino cinematografico si aggiunge cosรฌ a quello storico, rendendo il forte un luogo che parla contemporaneamente al passato e al futuro.

Riflessioni di Fine Giornata

Mentre scendevo dal forte al tramonto, con la macchina fotografica piena di immagini e la mente piena di suggestioni, ho deciso di non tornare subito a Melegnano. Ho trovato sistemazione in un piccolo albergo immerso in un borgo medievale lรฌ vicino, uno di quei luoghi dove il tempo sembra essersi fermato.

La serata l’ho trascorsa nella quiete del borgo, continuando a lavorare al mio nuovo libro, un thriller psicologico a cui sto dedicando le mie energie creative tra un progetto fotografico e l’altro. C’รจ qualcosa di magico nello scrivere in un ambiente cosรฌ carico di storia: le pietre antiche, il silenzio rotto solo dal rumore dei passi sui selciati, l’atmosfera medievale che ancora si respira in ogni angolo.

Il Forte di Bard non รจ solo un monumento da visitare, รจ un’esperienza da vivere. รˆ storia che si fa presente, รจ architettura che diventa poesia, รจ un luogo dove il tempo sembra sospeso tra le nebbie della valle e le rocce millenarie.

Questi giorni dedicati alle mie passioni sono stati un dono che ho fatto a me stesso. In un mondo che corre sempre piรน veloce, fermarsi per contemplare la bellezza e la storia di luoghi come il Forte di Bard รจ un atto necessario. รˆ un modo per ricaricare le batterie dell’anima e ritrovare quell’equilibrio che solo l’arte e la storia sanno dare.

Le fotografie che porterรฒ con me non sono solo immagini, sono frammenti di un’esperienza che mi ha arricchito profondamente. Sono la testimonianza di un incontro tra le mie passioni e un luogo che le sa accogliere e valorizzare. Il bianco e nero restituirร  alla perfezione l’atmosfera di questo luogo senza tempo, l’essenza di una fortezza che ha attraversato i secoli mantenendo intatto il suo fascino.

Il Forte di Bard rimarrร  per sempre nei miei ricordi e, presto, anche nelle mie stampe in camera oscura. Perchรฉ alcuni luoghi, una volta incontrati, non ti lasciano piรน. Ti entrano dentro, diventano parte di te, della tua visione del mondo e della tua arte.


Carlo Oriani, fotografo – Melegnano, agosto 2025

Il Codice delle Sette Luci: dietro le quinte

Come ho costruito un mondo narrativo tra storia reale e fantasia esoterica

Quando ho iniziato a scrivere “Il Codice delle Sette Luci”, mi sono subito reso conto che creare un thriller esoterico basato sulla reincarnazione richiedeva una ricerca storica meticolosa. Il mio background di fotografo di luoghi medievali mi aveva giร  abituato a documentarmi sui periodi storici che ritraevo, ma per il romanzo dovevo andare molto piรน in profonditร .

Ogni vita passata di Sasha doveva essere credibile, ambientata in un contesto storico accurato. Non potevo permettermi anacronismi che avrebbero compromesso la verosimiglianza della narrazione. Quando Sasha rivive i ricordi di Sรฉbastien sui tetti di Parigi nel 1932, ogni dettaglio doveva essere autentico: dai materiali di costruzione delle case agli odori delle strade, dal modo di vestirsi alla tecnologia disponibile.

La ricerca รจ stata affascinante quanto impegnativa. Per ricostruire le diverse epoche – dalla Parigi del XX secolo alla Rivoluzione Francese, fino all’Italia del XVI secolo dove Giuliana viene bruciata come strega – ho dovuto consultare archivi digitali, studiare mappe d’epoca e analizzare documenti storici per dare autenticitร  a ogni dettaglio. Dall’abbigliamento ai prezzi del cibo, tutto doveva essere coerente con il periodo.

Il mio approccio da fotografo mi ha aiutato enormemente. La mia formazione mi ha insegnato l’importanza dei dettagli e come catturare l’essenza di un’epoca. Per ogni vita passata ho seguito un processo simile a quello fotografico: inquadratura generale del contesto storico, piano medio della vita quotidiana, primi piani sui dettagli specifici che danno autenticitร .

Quando descrivo James nel sommergibile durante la Prima Guerra Mondiale, ho studiato i veri progetti dei sottomarini dell’epoca, le condizioni di vita a bordo, i rumori che si sentivano sott’acqua. Quando racconto la morte di Antoine durante la Rivoluzione Francese, ho ricercato i veri eventi storici, i luoghi precisi dove si svolgevano le esecuzioni, persino il modo in cui le persone parlavano in quel periodo.

Ma il fascino di questo genere letterario sta nel bilanciare elementi reali con pura invenzione. Le societร  esoteriche del XIX secolo esistevano davvero, cosรฌ come l’interesse per la reincarnazione in certi ambienti intellettuali dell’epoca. Su questa base storica reale ho costruito la Societร  del Tempo Eterno e la sua nemesi, la Luna Nera.

Descrivere Milano attraverso i secoli ha beneficiato enormemente del mio lavoro fotografico. Conoscendo la cittร  e i suoi palazzi storici, sapevo quali edifici esistevano giร  in epoche passate e come tracciare percorsi credibili per i miei personaggi. Ho utilizzato mappe storiche, guide architettoniche e documentazione fotografica d’epoca per creare l’atmosfera autentica che permea tutto il romanzo.

La Pinacoteca di Brera, la Biblioteca Braidense, le catacombe sotto San Lorenzo: tutti luoghi reali che ho potuto visitare e fotografare, assorbendone l’atmosfera prima di trasformarli in scenari per la storia. Questa conoscenza diretta si sente nella scrittura: quando la professoressa Rossi cammina per i corridoi della Braidense, sto descrivendo spazi che conosco intimamente.

Le sette pietre blu, invece, nascono inizialmente da pura fantasia narrativa. Ho scelto il numero e il colore istintivamente, senza pensarci troppo. Solo dopo la pubblicazione, diverse lettrici appassionate di discipline esoteriche mi hanno fatto notare coincidenze affascinanti: il numero sette corrisponde ai chakra della tradizione orientale, mentre il colore blu รจ collegato al respiro e alla comunicazione. Considerando che io stesso ho problemi respiratori, forse il mio subconscio ha guidato queste scelte piรน di quanto pensassi.

Prima di scrivere la prima riga, ho passato mesi a raccogliere materiale, creando schede dettagliate per ogni periodo storico. Questo lavoro preparatorio รจ stato fondamentale per costruire un mondo credibile, anche se poi ho imparato a nascondere la ricerca dietro dettagli apparentemente casuali. Non volevo che il romanzo diventasse un saggio storico mascherato – ogni informazione doveva servire la storia, non mostrarsi.

Il passaggio dalla ricerca storica alla scrittura creativa รจ stato come sviluppare una fotografia: hai tutti gli elementi raccolti, ma devi sapere come farli emergere per creare l’immagine finale. L’arte sta nel selezionare i dettagli giusti, quelli che rendono credibile il mondo senza appesantire la narrazione.

Una delle sfide piรน interessanti รจ stata mantenere la coerenza tra le diverse epoche. Ogni volta che Sasha ricorda una vita passata, i dettagli storici devono essere accurati, ma allo stesso tempo deve emergere il filo conduttore che lega tutte queste esistenze: la ricerca delle pietre blu e il destino che unisce lui e Giulia attraverso i secoli.

Forse la cosa piรน affascinante di tutto questo processo di ricerca รจ stata scoprire che la realtร  storica รจ spesso piรน incredibile della fantasia. I processi per stregoneria, le societร  segrete, i rituali esoterici: tutto questo รจ realmente esistito, e spesso in forme piรน estreme di quelle che ho immaginato per il romanzo.

La veritร  รจ che dietro ogni pagina de “Il Codice delle Sette Luci” ci sono mesi di ricerca, centinaia di documenti consultati e la passione di un fotografo che ha imparato a catturare non solo immagini, ma anche l’anima di epoche lontane.


Se siete curiosi di scoprire come questi anni di ricerca si sono trasformati in un’avventura che attraversa i secoli, “Il Codice delle Sette Luci” รจ disponibile su Amazon sia in versione cartacea che in eBook. Nel prossimo articolo vi parlerรฒ dei punti di contatto tra fotografia e letteratura, e di come il mio lavoro dietro l’obiettivo ha influenzato il modo di costruire le scene del romanzo.

Battito Accelerato e Gratitudine: La Mia Prima come Scrittore

Ieri sera sono salito sul palco con il cuore che batteva a mille ๐Ÿ’“ perchรฉ era la mia ๐๐‘๐ˆ๐Œ๐€ ๐ฏ๐จ๐ฅ๐ญ๐š ๐œ๐จ๐ฆ๐ž ๐ฌ๐œ๐ซ๐ข๐ญ๐ญ๐จ๐ซ๐ž. La Sala Consiliare del Comune di Vizzolo Predabissi (MI) non era completamente piena, e ci sta, l’avevo messo in conto, ma quello che ho trovato รจ stato ancora piรน prezioso: un gruppo di persone davvero interessate e coinvolte.

Vedere i vostri volti attenti, le vostre domande, il dibattito che si รจ acceso… mi ha fatto capire che ne รจ valsa davvero la pena! A volte la qualitร  dell’ascolto vale piรน della quantitร  dei presenti.

Grazie a tutti quelli che hanno partecipato alla presentazione de “๐ˆ๐‹ ๐‚๐Ž๐ƒ๐ˆ๐‚๐„ ๐ƒ๐„๐‹๐‹๐„ ๐’๐„๐“๐“๐„ ๐‹๐”๐‚๐ˆ”. L’interesse che avete mostrato per i temi del libro – dalle vite passate alla Societร  del Tempo Eterno, dai misteri delle pietre blu alle veritร  nascoste che attraversano la storia – mi ha emozionato piรน di quanto potessi immaginare.

Ogni scrittore si fa sempre la stessa domanda: “Ma interesserร  davvero a qualcuno quello che ho scritto?” Ieri sera ho avuto la mia risposta โœจ

Un ringraziamento speciale va ad Alice Kavalla, la mia socia dโ€™arte, che ha moderato la serata con la sua solita eleganza e sensibilitร , e a Ilaria Castelli per aver arricchito il dibattito con la sua competenza in astrologia ed energia karmica – perfetta sintonia con i temi del libro!

Per chi si fosse perso la presentazione di ieri sera, ci sarร  una nuova occasione: ๐ฌ๐š๐›๐š๐ญ๐จ ๐Ÿ๐Ÿ’ ๐ ๐ข๐ฎ๐ ๐ง๐จ ๐š๐ฅ๐ฅ๐ž ๐Ÿ๐Ÿ.๐ŸŽ๐ŸŽ ๐ฉ๐ซ๐ž๐ฌ๐ฌ๐จ ๐ข๐ฅ ๐Œ๐ฎ๐ฌ๐ž๐จ ๐๐ซ๐จ๐ ๐ ๐ข ๐๐ข ๐Œ๐ž๐ฅ๐ž๐ ๐ง๐š๐ง๐จ. Vi aspetto numerosi!

Grazie di cuore! ๐Ÿ“šโค๏ธ