OLTRE L’OMBRA

Un romanzo che distrugge gli stereotipi sulla violenza

Sabato 15 novembre, ore 14:00 – BookCity Milano
Presentazione con Carlo Oriani


“Se non posso averti io, non ti avrà nessun’altra.”

Quando queste parole vengono pronunciate da un uomo, l’opinione pubblica insorge. I media gridano allo scandalo, la società si mobilita, la giustizia interviene. Ma quando a pronunciarle è una donna?

Silenzio.

“Oltre l’Ombra” di Carlo Oriani è il romanzo che in pochi osano scrivere, la storia che nessuno vuole ascoltare: quella di un uomo vittima di stalking e violenza psicologica.

Luca Bernardi è un fotografo affermato, padre di due figli. La sua vita sembra perfetta dall’esterno. Ma dentro le mura domestiche si consuma una persecuzione silenziosa, invisibile, devastante.

Luca non è un uomo perfetto. Anche lui commette errori, prende decisioni sbagliate, tradisce la fiducia di chi gli sta accanto. Ma nessun errore, nessun tradimento, nessuna colpa può mai giustificare la violenza che subisce.

Quando un uomo chiede aiuto, la risposta è sempre la stessa: “Ma dai, cosa può farti una donna? Stai esagerando.”

Grazie ai media, l’opinione pubblica è stata educata a una narrazione univoca: l’uomo è sempre il lupo cattivo, la donna sempre la vittima innocente. E quando i ruoli si invertono? La società volta lo sguardo dall’altra parte. Basta accendere la tv o andare al cinema per capirlo: le scene di donne che picchiano mariti o compagni vengono trattate con ilarità, come momenti di leggerezza comica. Schiaffi, oggetti lanciati, umiliazioni pubbliche: se la vittima è un uomo, diventa intrattenimento. Se fosse il contrario, sarebbe scandalo nazionale. E così si giustifica la violenza femminile, trasformandola in qualcosa di accettabile, comprensibile, persino meritato. Un uomo non può davvero soffrire. Le sue denunce sono meno credibili. Il suo dolore vale meno.

“Chi starà mai dalla mia parte?” si chiede Luca mentre tutto crolla intorno a lui: la carriera, la reputazione, la serenità dei suoi figli, la sua stessa sicurezza.

Nel romanzo, assistiamo al paradosso terribile di un sistema che dovrebbe proteggere le vittime ma che, di fronte a uno stereotipo rotto, si paralizza. Le denunce vengono ignorate. Le controquerele diventano armi. La vittima diventa sospettata.

Come scrive Alice Kavalla nella potente prefazione: “Lo stalking è una realtà dolorosa e spesso invisibile, che troppo di frequente viene ignorata o ridotta a un’ombra silenziosa quando la vittima è un uomo.”

MA QUESTO ROMANZO GRIDA UNA VERITÀ SCOMODA:

LA VIOLENZA NON HA GENERE

Non ha colore di pelle. Non ha orientamento politico. Non ha giustificazioni.

La violenza è violenza. Punto.

In una società che ha trasformato la lotta contro la violenza in una battaglia di genere, “Oltre l’Ombra” compie un atto di coraggio radicale: racconta la verità senza filtri.

Racconta di un uomo che viene deriso quando denuncia. Di un padre che teme per i suoi figli. Di una vittima a cui nessuno crede perché “non è credibile” che un uomo possa avere paura.

Racconta dell’ipocrisia devastante di una società che predica uguaglianza ma pratica discriminazione al contrario.

Perché se davvero crediamo nell’uguaglianza, allora ogni vittima merita giustizia.

Sempre. Senza distinzione di genere. Non in modo selettivo, non per chi ha la voce più forte o il volto che corrisponde allo stereotipo mediatico, ma per chiunque soffra.

“Oltre l’Ombra” non è solo un thriller psicologico che vi terrà con il fiato sospeso. È un atto di denuncia contro la narrazione tossica che ha reso invisibili migliaia di vittime solo perché “del genere sbagliato”.

È un appello alla vera giustizia: quella che protegge tutti, non solo chi entra nello stereotipo della “vittima perfetta”.

Sabato 15 novembre alle ore 14:00 a BookCity Milano, Carlo Oriani presenterà questo romanzo coraggioso e necessario.

Un appuntamento per chiunque creda che la giustizia debba essere cieca, anche davanti al genere di chi soffre.

Perché la libertà di ogni persona deve essere protetta, in ogni momento e in ogni forma.


OLTRE L’OMBRA – Carlo Oriani

Per vedere la luce, devi prima affrontare l’ombra.

BookCity Milano
Sabato 15 novembre 2024, ore 14:00
Palazzo Castiglioni (Veranda)
Corso Venezia, 47 – Milano


“Che la giustizia ci sia. Sempre. Per ogni uomo, come per ogni donna, che non ha potuto parlare, che ha avuto paura di farlo o che ha taciuto per paura di non essere creduto.”
— Alice Kavalla, dalla Prefazione

Il Forte di Bard: Un Incontro tra Passioni

30 agosto 2025

Ci sono momenti in cui senti che devi fermarti. Non per stanchezza, ma per necessità dell’anima. Prima di riprendere il lavoro dopo le ferie estive, ho deciso di concedermi qualche giorno per coltivare le mie due grandi passioni: la fotografia in bianco e nero e la scoperta di castelli ed edifici storici. E quale meta migliore del Forte di Bard, in Valle d’Aosta?

Partendo da Melegnano al mattino presto, ho sentito quella familiare eccitazione che provo sempre quando so che mi attende un luogo ricco di storia e di fascino fotografico. Il viaggio verso la Valle d’Aosta è sempre emozionante, ma quando arrivi a Bard e vedi quella massiccia fortezza che sbarra letteralmente la valle, capisci subito di essere di fronte a qualcosa di straordinario.

La Prima Impressione

Il Forte di Bard è uno di quei luoghi che ti toglie il fiato. Non per la bellezza romantica – quella la trovi altrove – ma per la sua imponenza, per quella presenza scenica che ha fatto la storia. Questa fortezza ottocentesca, ricostruita dai Savoia tra il 1830 e il 1838 sulle rovine di un castello precedente, è un capolavoro di architettura militare.

Mentre montavo la mia Leica, ho pensato a quanto questo luogo sia perfetto per il bianco e nero. Le linee geometriche degli edifici, i contrasti tra le ombre profonde e la pietra chiara, la verticalità drammatica della roccia… tutto qui parla il linguaggio che amo di più in fotografia.

La Storia che Rivive

Camminando per i tre corpi principali del forte – l’Opera Ferdinando in basso, l’Opera Vittorio al centro e l’Opera Carlo Alberto in cima – ho ripercorso mentalmente la storia di questo luogo straordinario. Già nel VI secolo d.C. qui c’era una guarnigione di sessanta uomini che proteggeva le “Clausuræ Augustanæ”, il sistema difensivo dell’Impero Romano.

Ma è la storia del maggio 1800 che mi ha colpito di più. Napoleone con la sua Armée de réserve di 40.000 uomini si trovò bloccato qui per ben sedici giorni da una guarnigione austriaca di appena 400 soldati. Il generale corso, abituato alle vittorie fulminee, dovette ingegnarsi per superare questo ostacolo, facendo trasportare nottetempo i cannoni lungo sentieri impervi, con le ruote avvolte nella paglia per attutire i rumori.

L’Occhio del Fotografo

Ogni angolo del forte offre uno scorcio interessante. La Piazza d’Armi nell’Opera Carlo Alberto, con il suo porticato che crea giochi di luci e ombre perfetti per il mio stile fotografico. Le antiche prigioni, con quelle celle anguste che raccontano storie di prigionia e resistenza. I camminamenti lungo le mura, da cui si domina tutta la bassa Valle d’Aosta.

Ho trascorso ore a studiare la luce, aspettando il momento giusto per ogni scatto. Il forte cambia completamente aspetto durante la giornata: austero e minaccioso al mattino, quasi teatrale nel pomeriggio, misterioso al tramonto quando le prime ombre si allungano sui bastioni.

Il Borgo Medievale

Non si può visitare il forte senza esplorare anche il piccolo borgo di Bard ai suoi piedi. Questo antico insediamento medievale, attraversato dalla Via Francigena, conserva ancora oggi il fascino di un tempo che fu. Le case in pietra, gli antichi portali, i vicoli stretti… tutto qui respira storia.

È incredibile pensare che questo piccolo passaggio tra la Dora Baltea e le pareti rocciose sia stato per secoli la porta d’ingresso della Valle d’Aosta. Mercanti, pellegrini, eserciti, tutti sono passati di qui, lasciando tracce che ancora oggi possiamo leggere nelle pietre.

Un Polo Culturale Moderno

Quello che più mi ha colpito è la trasformazione del forte in un moderno polo culturale. Dopo decenni di abbandono e utilizzo come deposito militare, la Regione Valle d’Aosta ha saputo restituire vita a questo luogo attraverso un restauro esemplare. Oggi il forte ospita il Museo delle Alpi, mostre temporanee di alto livello e numerosi eventi culturali.

Il contrasto tra l’antica funzione militare e la nuova vocazione culturale è affascinante e offre spunti fotografici unici. Le sale moderne che ospitano installazioni multimediali all’interno di mura ottocentesche creano un dialogo tra passato e presente che ho cercato di catturare nei miei scatti.

Non posso non menzionare che il forte ha anche conquistato il cinema internazionale: proprio qui sono state girate molte scene di “Avengers: Age of Ultron” del 2014. Camminando per i cortili e i bastioni, immaginavo le riprese hollywoodiane che hanno trasformato questa antica fortezza in una base segreta degli Hydra. Il fascino cinematografico si aggiunge così a quello storico, rendendo il forte un luogo che parla contemporaneamente al passato e al futuro.

Riflessioni di Fine Giornata

Mentre scendevo dal forte al tramonto, con la macchina fotografica piena di immagini e la mente piena di suggestioni, ho deciso di non tornare subito a Melegnano. Ho trovato sistemazione in un piccolo albergo immerso in un borgo medievale lì vicino, uno di quei luoghi dove il tempo sembra essersi fermato.

La serata l’ho trascorsa nella quiete del borgo, continuando a lavorare al mio nuovo libro, un thriller psicologico a cui sto dedicando le mie energie creative tra un progetto fotografico e l’altro. C’è qualcosa di magico nello scrivere in un ambiente così carico di storia: le pietre antiche, il silenzio rotto solo dal rumore dei passi sui selciati, l’atmosfera medievale che ancora si respira in ogni angolo.

Il Forte di Bard non è solo un monumento da visitare, è un’esperienza da vivere. È storia che si fa presente, è architettura che diventa poesia, è un luogo dove il tempo sembra sospeso tra le nebbie della valle e le rocce millenarie.

Questi giorni dedicati alle mie passioni sono stati un dono che ho fatto a me stesso. In un mondo che corre sempre più veloce, fermarsi per contemplare la bellezza e la storia di luoghi come il Forte di Bard è un atto necessario. È un modo per ricaricare le batterie dell’anima e ritrovare quell’equilibrio che solo l’arte e la storia sanno dare.

Le fotografie che porterò con me non sono solo immagini, sono frammenti di un’esperienza che mi ha arricchito profondamente. Sono la testimonianza di un incontro tra le mie passioni e un luogo che le sa accogliere e valorizzare. Il bianco e nero restituirà alla perfezione l’atmosfera di questo luogo senza tempo, l’essenza di una fortezza che ha attraversato i secoli mantenendo intatto il suo fascino.

Il Forte di Bard rimarrà per sempre nei miei ricordi e, presto, anche nelle mie stampe in camera oscura. Perché alcuni luoghi, una volta incontrati, non ti lasciano più. Ti entrano dentro, diventano parte di te, della tua visione del mondo e della tua arte.


Carlo Oriani, fotografo – Melegnano, agosto 2025

Perché ho scelto Milano come ambientazione per un thriller esoterico

Quando una città diventa personaggio: Milano tra uffici moderni e misteri nascosti

“Milano è troppo moderna per un romanzo sui misteri antichi.” È stato questo il primo commento che ho ricevuto quando ho raccontato che ambientavo “Il Codice delle Sette Luci” nella capitale lombarda. La persona che me l’ha detto immaginava probabilmente castelli scozzesi, villaggi medievali toscani o antiche rovine romane come scenari più adatti a una storia di reincarnazione e segreti esoterici.

Ma è proprio per questo che Milano era la scelta perfetta.

Quando ho iniziato a scrivere la storia di Sasha, volevo esplorare come il soprannaturale possa irrompere nella vita quotidiana. E quale vita è più quotidiana di quella di un grafico pubblicitario che ogni mattina va in ufficio, prende l’ascensore, si siede davanti al computer e sopporta i pettegolezzi dei colleghi?

Sasha lavora al quinto piano di “una fortezza di vetro e acciaio: dodici piani di modernità impersonale che si riflettevano nel cielo grigio di Milano.” È un ambiente che molti lettori riconoscono: l’open space con il rumore di tastiere e telefoni, le pause caffè, le frustrazioni quotidiane. Ma proprio in questo contesto ipermoderno iniziano a manifestarsi le sue visioni di vite passate.

Il contrasto è potente: mentre discute con Marco dei soliti pettegolezzi aziendali, Sasha vede riflesso nel monitor del computer “il volto di un uomo giovane, con occhi scuri e determinati, che lo fissava dall’altro lato dello schermo.” La modernità diventa il palcoscenico perfetto per l’irruzione dell’antico.

Milano ha una caratteristica particolare: sa essere discreta. Non è una città che mette in mostra i suoi misteri come un museo all’aperto. Li nasconde dietro facciate moderne, in negozi apparentemente normali, in quartieri residenziali tranquilli.

Nel romanzo, è proprio in “una zona residenziale tranquilla, con palazzi d’epoca dai mattoni rossi consumati dal tempo e balconi in ferro battuto ricoperti di glicini” che Sasha ha una delle sue esperienze più intense. Un semplice negozio di tende diventa il luogo dove il passato e il presente si scontrano violentemente.

Quando entra nel negozio con Giulia, tutto sembra normale: “Le pareti erano coperte da scaffali che raggiungevano il soffitto, carichi di rotoli di stoffa di ogni colore e texture.” Ma è proprio in questo ambiente quotidiano che Sasha viene sopraffatto dai ricordi di vite passate, vedendosi come “qualcuno che si muoveva sui tetti con la stessa grazia felina, scivolando tra le ombre della notte.”

Una delle cose che più mi ha affascinato scrivendo il romanzo è stata la scoperta che Milano non ha bisogno di luoghi “magici” per diventare misteriosa. È nel mercato rionale, tra “bancarelle colorate che si estendevano a perdita d’occhio, creando un labirinto di profumi, colori e voci”, che Sasha scopre la collana con le pietre blu. È tra i banchi della verdura e i venditori che gridano i prezzi che il mistero si manifesta.

Il mercato che ho descritto è quello di ogni giorno, fatto di “una donna anziana che selezionava con cura i pomodori, un bambino che mordeva una mela rubata dal cesto, un venditore che gridava i prezzi della sua merce.” Ma è proprio in questa normalità che emergono gli indizi del soprannaturale.

Da fotografo, ho sempre amato Milano per la sua capacità di trasformarsi a seconda della luce e del momento. Nel romanzo, Sasha condivide questa stessa passione: cattura “piccoli momenti di vita quotidiana cristallizzati in bianco e nero”, fotografa musicisti di strada e scene di vita urbana.

Ma quello che rende Milano perfetta per la storia è che la città stessa diventa una sorta di fotografia a doppia esposizione: quella moderna che vediamo normalmente si sovrappone a strati più antichi e misteriosi. Quando Sasha guarda “attraverso il parabrezza, la città sembrava diversa, più ostile”, sta vedendo Milano con occhi che appartengono anche al passato.

Milano rappresenta perfettamente il peso della vita moderna che schiaccia l’anima. Sasha odia “quella gabbia di vetro e acciaio”, sopporta “il traffico di Milano che si snodava simile a un serpente malato, fatto di clacson nervosi e gas di scarico.” È una vita che molti riconoscono: “ogni semaforo rosso era una piccola tortura, un promemoria del tempo che scivolava via.”

Ma è proprio contro questo sfondo di routine oppressiva che le visioni di vite passate assumono un significato liberatorio. Le memorie di Sébastien che corre sui tetti di Parigi rappresentano una libertà che il Sasha moderno ha perso. Il contrasto tra la “camicia bianca stirata con precisione militare, cravatta blu scuro, pantaloni eleganti” e la grazia felina del ladro parigino crea una tensione emotiva fortissima.

Milano nel romanzo non è solo un’ambientazione: è uno specchio dell’anima di Sasha. Quando è depresso dall’ufficio, “la città sembrava diversa, più ostile, pareva disapprovasse il suo ritorno alla routine.” Quando è eccitato dalle sue scoperte, Milano diventa un labirinto di possibilità e misteri.

La città cambia a seconda di chi la guarda e di cosa sta vivendo. È questa capacità di trasformarsi che la rende perfetta per una storia sulla reincarnazione: come Sasha scopre di aver vissuto molte vite, così Milano rivela di avere molte facce nascoste.

Quello che più mi interessava era raccontare una storia soprannaturale che fosse però radicata nell’esperienza urbana autentica. Sasha e Giulia non sono turisti che visitano luoghi esotici: sono persone normali che “prendono un caffè fumante quando finalmente scende”, vanno al mercato per comprare “verdure fresche”, vivono in appartamenti veri con problemi veri.

Il mistero si inserisce in questa vita quotidiana, e questo lo rende più credibile e più inquietante. Non c’è bisogno di andare in un castello gotico per vivere il soprannaturale: può capitare mentre fai la spesa o vai in ufficio.

Milano, alla fine, era la scelta perfetta perché è una città che sa nascondere l’incredibile dietro l’ordinario. E forse è proprio questo il vero mistero: che dietro ogni routine, ogni ufficio, ogni strada familiare, si nascondano storie che aspettano solo di essere scoperte.


Se siete curiosi di scoprire quali altri misteri si celano nelle strade milanesi, “Il Codice delle Sette Luci” è disponibile su Amazon in versione cartacea e digitale. Nel prossimo articolo vi parlerò del significato simbolico delle sette pietre blu e di come sono arrivato a scegliere proprio questo numero per il mistero centrale della storia.

Battito Accelerato e Gratitudine: La Mia Prima come Scrittore

Ieri sera sono salito sul palco con il cuore che batteva a mille 💓 perché era la mia 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞. La Sala Consiliare del Comune di Vizzolo Predabissi (MI) non era completamente piena, e ci sta, l’avevo messo in conto, ma quello che ho trovato è stato ancora più prezioso: un gruppo di persone davvero interessate e coinvolte.

Vedere i vostri volti attenti, le vostre domande, il dibattito che si è acceso… mi ha fatto capire che ne è valsa davvero la pena! A volte la qualità dell’ascolto vale più della quantità dei presenti.

Grazie a tutti quelli che hanno partecipato alla presentazione de “𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐃𝐈𝐂𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐄 𝐒𝐄𝐓𝐓𝐄 𝐋𝐔𝐂𝐈”. L’interesse che avete mostrato per i temi del libro – dalle vite passate alla Società del Tempo Eterno, dai misteri delle pietre blu alle verità nascoste che attraversano la storia – mi ha emozionato più di quanto potessi immaginare.

Ogni scrittore si fa sempre la stessa domanda: “Ma interesserà davvero a qualcuno quello che ho scritto?” Ieri sera ho avuto la mia risposta ✨

Un ringraziamento speciale va ad Alice Kavalla, la mia socia d’arte, che ha moderato la serata con la sua solita eleganza e sensibilità, e a Ilaria Castelli per aver arricchito il dibattito con la sua competenza in astrologia ed energia karmica – perfetta sintonia con i temi del libro!

Per chi si fosse perso la presentazione di ieri sera, ci sarà una nuova occasione: 𝐬𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟏𝟒 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝟐𝟏.𝟎𝟎 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐢𝐥 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐁𝐫𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐝𝐢 𝐌𝐞𝐥𝐞𝐠𝐧𝐚𝐧𝐨. Vi aspetto numerosi!

Grazie di cuore! 📚❤️

capitolo 1 – L’ALBA

#L‘ALBA
Nel cuore della pittoresca città di Sirmione, la notte si dissolse lentamente, lasciando spazio alle sfumature rosate dell’alba. Le prime luci del giorno danzavano sulle strade acciottolate, e una brezza leggera accarezzava le foglie degli alberi secolari.

Carlo, stava ancora dormendo profondamente quando da una finestra socchiusa della sua camera da letto entrò un filo di luce dorata che lo colpì sul viso e lo risvegliò. La testa era un po’ ovattata a causa di una sonora sbronza che si era preso la sera prima. Carlo si stiracchiò energicamente prima di alzarsi dal letto e nel farlo urtò la schiena della ragazza che dormiva al suo fianco.

La ragazza aveva una pelle completamente abbronzata, un’evidente testimonianza dei suoi bagni di sole, che lasciavano intravedere il suo amore per il calore del sole e la sua predilezione per la libertà di sentirsi completamente nuda sotto i raggi solari. I suoi capelli, lunghi e mossi, si tingevano di un affascinante colore rosso castano, un mix di sfumature che li rendeva unici e affascinanti.

Carlo, pur osservando con attenzione la sua figura distesa, non riusciva a scorgere il suo volto poiché la ragazza gli voltava le spalle, addormentata e rilassata nell’abbraccio di un soffice cuscino. Tuttavia, l’aura di mistero che la circondava l’aveva resa ancora più intrigante per lui, e si chiese quali segreti si nascondessero dietro quei capelli rossi danzanti e la pelle baciata dal sole.

La curiosità era tanta, eppure rispettò il sonno della ragazza, non volendo disturbare la sua quiete. Decise di lasciare intatta quella scena, conservando l’immagine di lei nel suo stato naturale e selvaggio. Carlo sentiva che c’era una connessione speciale con quella ragazza, anche se i dettagli della serata precedente sembravano sfuggire alla sua mente annebbiata dalla sbornia.

Carlo, infatti, non ricordava molto della sera precedente. Si ricordava solo che era uscito con degli amici a bere una birra e nel locale avevano fatto amicizia con delle ragazze. Si ricordava anche che la ragazza con cui aveva chiacchierato di fotografia per tutta la sera era bionda e aveva i capelli a caschetto. Quindi non si capacitava di chi fosse la rossa nel suo letto. Comunque avrebbe rimandato la soluzione dell’enigma a più tardi. Ora voleva approfittare del fatto di essersi svegliato così presto. Era l’alba e quale momento migliore per fotografare il castello della sua amata città.

Affacciandosi alla finestra con uno sguardo languido, lasciò che la luce dorata dell’alba accarezzasse il suo viso stanco. Mentre cercava di raccogliere più indizi possibili riguardo alla ragazza misteriosa, pensava a quanto tutto fosse surreale: la bellezza del paesaggio che lo circondava, il mistero della ragazza nel suo letto e l’emozione di trovarsi in una città così affascinante.

Si sentì grato per essere stato svegliato da quel raggio di sole, poiché gli diede l’opportunità di assaporare la magia dell’alba e catturare la bellezza del castello con la sua macchina fotografica. Eppure, non poteva fare a meno di domandarsi come sarebbe continuata quella giornata e come si sarebbe svolta la scoperta dell’identità della ragazza dai capelli rossi.

Con la mente piena di interrogativi e la voglia di scoprire l’enigma che gli si era presentato, decise di affrontare la giornata con curiosità e intraprendenza, consapevole che avrebbe presto svelato
i segreti di quella notte misteriosa e magica a Sirmione.

(Carlo Oriani)

AI – Intelligenza Artificiale

Perché utilizzare l’intelligenza artificiale per modificare una foto o crearne una dal nulla?

Ci sono diversi motivi per cui poter considerare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per modificare o creare immagini. Ecco alcuni vantaggi:

• Efficienza: L’intelligenza artificiale può automatizzare il processo di modifica delle immagini, rendendolo più veloce ed efficiente. Gli algoritmi possono eseguire azioni come il ritaglio, il miglioramento dei colori o la rimozione di elementi indesiderati in modo rapido e preciso.

• Creatività: L’intelligenza artificiale può essere utilizzata per generare nuove immagini o combinazioni creative. Ad esempio, è possibile utilizzare reti neurali generative per creare opere d’arte uniche o per trasformare foto in stili artistici specifici.

• Correzione e miglioramento: Se hai una foto che potrebbe beneficiare di miglioramenti, l’intelligenza artificiale può aiutarti a correggere problemi come l’esposizione errata, il rumore o l’instabilità dell’immagine. Gli algoritmi possono ottimizzare le immagini per ottenere risultati visivamente più attraenti.

• Restauro: Se hai vecchie foto danneggiate o sbiadite, l’intelligenza artificiale può aiutarti a ripristinarle. Gli algoritmi di restauro possono rimuovere graffi, riparare lacune o migliorare la nitidezza dell’immagine, restituendo loro l’aspetto originale o persino migliorandolo.

• Esplorazione creativa: L’utilizzo dell’intelligenza artificiale per generare immagini dal nulla può essere un’opportunità per esplorare nuove idee e concetti visivi. Puoi sperimentare con l’interazione tra input e output, ottenendo risultati sorprendenti e inaspettati.

Tuttavia, esistono anche degli aspetti negativi:

• Privacy: L’utilizzo diffuso dell’intelligenza applicata alle immagini solleva preoccupazioni sulla privacy. La raccolta e l’analisi di immagini possono consentire la sorveglianza invasiva delle persone, soprattutto se non viene gestita in modo etico o senza il consenso delle persone coinvolte.

• Errori di interpretazione: Gli algoritmi di visione artificiale possono commettere errori nell’interpretazione delle immagini, specialmente in situazioni complesse o poco chiare. Ciò può portare a decisioni errate o a conclusioni sbagliate se basate esclusivamente sull’analisi delle immagini.

• Bias e discriminazione: Se non viene prestata attenzione all’adeguata rappresentazione dei dati di addestramento, gli algoritmi di visione artificiale possono riflettere e amplificare i pregiudizi presenti nella società. Ciò potrebbe portare a discriminazione razziale o di genere nelle decisioni basate sull’interpretazione delle immagini.

In conclusione, l’intelligenza applicata alle immagini offre una serie di vantaggi significativi, tra cui l’automazione dei processi, l’efficienza migliorata e un aumento della sicurezza. Tuttavia, è importante affrontare con attenzione le questioni di privacy, errori di interpretazione e potenziale bias per garantire un utilizzo responsabile e etico di questa tecnologia in continuo sviluppo.

Uno Sguardo sul Medioevo

“Uno sguardo sul Medioevo”, un viaggio parallelo tra presente e passato attraverso le straordinarie immagini del fotografo Carlo Oriani e le parole evocative della scrittrice Alice Kavalla. Un’occasione unica per ammirare dettagli intricati, magnifiche architetture e scenari suggestivi di quell’epoca affascinante quanto misteriosa. Le parole di Alice vi guideranno attraverso le trame avvincenti e i personaggi eroici che si nascondono dietro a ogni scatto. Non mancate a questo straordinario evento che unisce arte visiva e narrativa, in un’atmosfera davvero unica. Vi aspettiamo numerosi nella splendida cornice della Sala Imperatore del Castello Mediceo di Melegnano il 24 e 25 giugno, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 20:00.

HANG UP THE GLOVES

Ph: © Carlo Oriani

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Hang Up The Gloves

Do I hang up my gloves or do I not hang up my gloves? That is a question.

ALBERTO RADIUS – FORMULA 3

ALBERTO RADIUS – ROBY CANTAFIO

Live a Vizzolo Predabissi 06/11/2022

h 21:00 Il rocker Roby Cantafio e la sua band, composta di musicisti di grandissimo calibro; Luca Ballabio, Mao Granata, Steve Ferrovecchio, ha aperto questa splendida serata con un repertorio di brani originali magicamente suonati e interpretati. La formazione ha il rock nelle vene e nelle mani e crea l’atmosfera perfetta per introdurre lo show del Maestro Radius.

h 22:00 Alberto Radius sale sul palco, comincia a suonare e sembra che gli anni che ha siano improvvisamente diventati trenta di meno. Con i suoi musicisti regala al pubblico una carrellata di evergreen dal repertorio Formula 3, la band che accompagnava Lucio Battisti nel suo repertorio più rock; “questo folle sentimento”, “il tempo di morire”, “con il nastro rosa”, “un’avventura”.

Una serata indimenticabile.

Ph: © Carlo Oriani