Sirmione: quando i castelli diventano specchi dell’anima

Quando la mia macchina fotografica mi ha fatto scoprire la location perfetta per raccontare l’ossessione

Chi mi conosce sa che amo fotografare castelli. Ma quando ho iniziato a scrivere “Oltre l’Ombra”, cercavo qualcosa di piรน di un semplice sfondo suggestivo. Cercavo un luogo che fosse esso stesso un personaggio, che riflettesse il tema del romanzo: l’ossessione, la bellezza che nasconde l’ombra, la fragilitร  sotto la pietra.

E l’ho trovato a Sirmione.

Il Castello Scaligero non รจ solo uno dei castelli meglio conservati d’Italia. รˆ una fortezza che emerge dall’acqua, circondata dal lago da tutti i lati. Una bellezza apparente che nasconde stanze buie, corridoi stretti, prigioni sotterranee. Esattamente come Luca: un fotografo di successo che nasconde dentro di sรฉ ferite profonde e sensi di colpa che lo divorano.

Quando ho visitato Sirmione per la prima volta con la mia Leica, ho capito immediatamente che era il posto giusto. I vicoli stretti del borgo medievale dove puoi sentirti osservato ad ogni angolo. Le luci soffuse che filtrano tra le case di pietra. Il lago che riflette tutto, ma distorce le immagini.

Nel romanzo, Sirmione non รจ solo dove Luca si rifugia dopo aver perso tutto. รˆ il luogo dove cerca di ricominciare, dove incontra Martina e Scarlett, dove pensa di poter finalmente trovare pace. Ma รจ anche dove Priscilla lo ritrova, trasformando questo borgo da cartolina in una trappola claustrofobica.

Da fotografo, amo il contrasto tra la bellezza turistica di Sirmione di giorno e l’atmosfera inquietante che assume la sera, quando i turisti se ne vanno e rimangono solo le ombre e i gatti randagi. รˆ in queste ore che ho ambientato le scene piรน intense del romanzo.

Il castello diventa nel libro il luogo della mostra fotografica di Luca, l’evento che dovrebbe segnare il suo ritorno alla vita. Ma diventa anche il teatro dello scontro finale con Priscilla, dove la bellezza si trasforma in incubo.

Ogni volta che fotografo un castello, cerco di catturarne l’anima oltre l’architettura. Con Sirmione, ho catturato qualcosa di piรน: ho trovato il setting perfetto per raccontare come anche i luoghi piรน belli possano nascondere ombre oscure.

Se volete scoprire come Sirmione diventa teatro di un incubo psicologico, “Oltre l’Ombra” รจ disponibile su Amazon sia in versione cartacea che in eBook. Nel prossimo articolo vi racconterรฒ di Luca, il fotografo che vive nell’ombra del proprio passato.

OLTRE L’OMBRA

Un romanzo che distrugge gli stereotipi sulla violenza

Sabato 15 novembre, ore 14:00 – BookCity Milano
Presentazione con Carlo Oriani


“Se non posso averti io, non ti avrร  nessun’altra.”

Quando queste parole vengono pronunciate da un uomo, l’opinione pubblica insorge. I media gridano allo scandalo, la societร  si mobilita, la giustizia interviene. Ma quando a pronunciarle รจ una donna?

Silenzio.

“Oltre l’Ombra” di Carlo Oriani รจ il romanzo che in pochi osano scrivere, la storia che nessuno vuole ascoltare: quella di un uomo vittima di stalking e violenza psicologica.

Luca Bernardi รจ un fotografo affermato, padre di due figli. La sua vita sembra perfetta dall’esterno. Ma dentro le mura domestiche si consuma una persecuzione silenziosa, invisibile, devastante.

Luca non รจ un uomo perfetto. Anche lui commette errori, prende decisioni sbagliate, tradisce la fiducia di chi gli sta accanto. Ma nessun errore, nessun tradimento, nessuna colpa puรฒ mai giustificare la violenza che subisce.

Quando un uomo chiede aiuto, la risposta รจ sempre la stessa: “Ma dai, cosa puรฒ farti una donna? Stai esagerando.”

Grazie ai media, l’opinione pubblica รจ stata educata a una narrazione univoca: l’uomo รจ sempre il lupo cattivo, la donna sempre la vittima innocente. E quando i ruoli si invertono? La societร  volta lo sguardo dall’altra parte. Basta accendere la tv o andare al cinema per capirlo: le scene di donne che picchiano mariti o compagni vengono trattate con ilaritร , come momenti di leggerezza comica. Schiaffi, oggetti lanciati, umiliazioni pubbliche: se la vittima รจ un uomo, diventa intrattenimento. Se fosse il contrario, sarebbe scandalo nazionale. E cosรฌ si giustifica la violenza femminile, trasformandola in qualcosa di accettabile, comprensibile, persino meritato. Un uomo non puรฒ davvero soffrire. Le sue denunce sono meno credibili. Il suo dolore vale meno.

“Chi starร  mai dalla mia parte?” si chiede Luca mentre tutto crolla intorno a lui: la carriera, la reputazione, la serenitร  dei suoi figli, la sua stessa sicurezza.

Nel romanzo, assistiamo al paradosso terribile di un sistema che dovrebbe proteggere le vittime ma che, di fronte a uno stereotipo rotto, si paralizza. Le denunce vengono ignorate. Le controquerele diventano armi. La vittima diventa sospettata.

Come scrive Alice Kavalla nella potente prefazione: “Lo stalking รจ una realtร  dolorosa e spesso invisibile, che troppo di frequente viene ignorata o ridotta a un’ombra silenziosa quando la vittima รจ un uomo.”

MA QUESTO ROMANZO GRIDA UNA VERITร€ SCOMODA:

LA VIOLENZA NON HA GENERE

Non ha colore di pelle. Non ha orientamento politico. Non ha giustificazioni.

La violenza รจ violenza. Punto.

In una societร  che ha trasformato la lotta contro la violenza in una battaglia di genere, “Oltre l’Ombra” compie un atto di coraggio radicale: racconta la veritร  senza filtri.

Racconta di un uomo che viene deriso quando denuncia. Di un padre che teme per i suoi figli. Di una vittima a cui nessuno crede perchรฉ “non รจ credibile” che un uomo possa avere paura.

Racconta dell’ipocrisia devastante di una societร  che predica uguaglianza ma pratica discriminazione al contrario.

Perchรฉ se davvero crediamo nell’uguaglianza, allora ogni vittima merita giustizia.

Sempre. Senza distinzione di genere. Non in modo selettivo, non per chi ha la voce piรน forte o il volto che corrisponde allo stereotipo mediatico, ma per chiunque soffra.

“Oltre l’Ombra” non รจ solo un thriller psicologico che vi terrร  con il fiato sospeso. รˆ un atto di denuncia contro la narrazione tossica che ha reso invisibili migliaia di vittime solo perchรฉ “del genere sbagliato”.

รˆ un appello alla vera giustizia: quella che protegge tutti, non solo chi entra nello stereotipo della “vittima perfetta”.

Sabato 15 novembre alle ore 14:00 a BookCity Milano, Carlo Oriani presenterร  questo romanzo coraggioso e necessario.

Un appuntamento per chiunque creda che la giustizia debba essere cieca, anche davanti al genere di chi soffre.

Perchรฉ la libertร  di ogni persona deve essere protetta, in ogni momento e in ogni forma.


OLTRE L’OMBRA – Carlo Oriani

Per vedere la luce, devi prima affrontare l’ombra.

BookCity Milano
Sabato 15 novembre 2024, ore 14:00
Palazzo Castiglioni (Veranda)
Corso Venezia, 47 – Milano


“Che la giustizia ci sia. Sempre. Per ogni uomo, come per ogni donna, che non ha potuto parlare, che ha avuto paura di farlo o che ha taciuto per paura di non essere creduto.”
โ€” Alice Kavalla, dalla Prefazione

Cosa aspettarsi da “L’Isola dei Progenitori”

Il nuovo capitolo di una saga che ha appena iniziato a svelarsi

La domanda che ricevo piรน spesso dai lettori de “Il Codice delle Sette Luci” รจ sempre la stessa: “Ci sarร  un seguito?” La risposta รจ sรฌ, e il viaggio รจ destinato a diventare ancora piรน affascinante di quanto possiate immaginare.

Mentre scrivevo le ultime pagine del primo romanzo, mi sono reso conto che la storia di Sasha e Giulia aveva toccato solo la superficie di un mistero molto piรน profondo. Le sette pietre blu, i ricordi delle vite passate, la Societร  del Tempo Eterno: tutto questo era solo l’inizio di qualcosa di piรน grande, di una veritร  che si estende ben oltre i confini della storia che conosciamo.

“L’Isola dei Progenitori” riprenderร  da dove si รจ concluso il primo libro, ma in un mondo irrevocabilmente cambiato. Senza entrare nei dettagli per non rovinare l’esperienza di chi non ha ancora letto il primo romanzo, posso dire che gli eventi finali de “Il Codice delle Sette Luci” avranno conseguenze che nessuno dei protagonisti aveva previsto.

Il titolo stesso del sequel svela uno degli elementi centrali della nuova storia: un’isola che non compare in nessuna mappa moderna, un luogo che esiste in una dimensione parallela alla nostra realtร . รˆ lร  che Sasha e Giulia dovranno recarsi per trovare le risposte definitive, ma raggiungerla richiederร  un viaggio che metterร  alla prova tutto ciรฒ che credevano di sapere sul mondo.

Una delle sfide piรน affascinanti nella scrittura del sequel รจ stata l’evoluzione dei personaggi. Nel primo romanzo abbiamo seguito Sasha nel suo graduale risveglio ai ricordi del passato. Nel sequel, dovrร  confrontarsi con capacitร  e responsabilitร  che vanno ben oltre ciรฒ che aveva mai immaginato. La fotografia rimarrร  centrale nella sua storia, ma in modi che non posso anticipare senza spoilerare.

Giulia, che nel primo libro aveva un ruolo piรน sfumato, nel sequel diventerร  una protagonista a pieno titolo. Il suo rapporto con la musica si evolverร  in direzioni inaspettate, e scopriremo aspetti del suo carattere che erano solo accennati nel primo romanzo.

La professoressa Elena Rossi manterrร  il suo ruolo di custode di conoscenze antiche, ma anche lei si troverร  ad affrontare scoperte che andranno oltre tutto quello che la Societร  del Tempo Eterno aveva immaginato. I segreti che ha protetto per una vita si riveleranno essere solo la punta di un iceberg molto piรน grande e misterioso.

Il sequel esplorerร  domande che erano solo accennate nel primo libro: chi erano veramente i Progenitori che danno il titolo al romanzo? Qual รจ l’origine autentica delle pietre blu? E soprattutto: qual รจ il vero posto dell’umanitร  nell’universo? Sono domande enormi, e le risposte cambieranno per sempre la percezione che i protagonisti hanno di sรฉ stessi e del mondo.

Milano, con i suoi luoghi carichi di storia come la Pinacoteca di Brera e la Biblioteca Braidense, non scomparirร  dalla narrazione. Ma il sequel porterร  i protagonisti anche in luoghi che non ho mai descritto prima, seguendo tracce che li condurranno molto lontano da casa, verso quella misteriosa isola che custodisce segreti antichi quanto il tempo stesso.

La dimensione della reincarnazione, che era il cuore del primo libro, nel sequel si evolverร  in qualcosa di piรน complesso. Non si tratterร  piรน solo di ricordare vite passate, ma di comprendere come queste vite si inseriscano in un disegno che attraversa non solo i secoli, ma forse i millenni.

Il rapporto tra Sasha e Giulia, che nel primo libro era principalmente incentrato sulla scoperta del loro legame attraverso le epoche, nel sequel verrร  messo alla prova in modi che non posso anticipare. Quello che posso dire รจ che il loro legame sarร  testato da forze che andranno ben oltre i nemici umani che hanno affrontato nel primo romanzo.

Una delle cose che mi entusiasma di piรน del sequel รจ la possibilitร  di esplorare le conseguenze a lungo termine degli eventi del primo libro. Ogni azione ha delle ripercussioni, ogni scoperta apre nuove domande, e ogni risposta rivela misteri ancora piรน profondi.

Il mio obiettivo รจ sempre stato quello di mantenere l’equilibrio tra rivelazione e mistero. I lettori che hanno amato il primo libro si aspettano delle risposte, ma dare troppe risposte troppo presto rovinerebbe la tensione narrativa. “L’Isola dei Progenitori” svelerร  abbastanza da soddisfare la curiositร , ma manterrร  sufficiente mistero da tenere i lettori con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.

La fotografia continuerร  a essere un elemento centrale della narrazione, ma in modi che esploreranno il confine tra arte e realtร , tra ciรฒ che vediamo e ciรฒ che esiste veramente. Il potere delle immagini di catturare non solo momenti, ma veritร  piรน profonde, sarร  uno dei temi portanti del nuovo romanzo.

“L’Isola dei Progenitori” non รจ solo un sequel: รจ la seconda parte di una storia che ho sempre immaginato come un dittico. Il primo libro ha posto le domande fondamentali; il secondo fornirร  le risposte che cambieranno tutto.

Per chi ha letto “Il Codice delle Sette Luci” e ha sentito che la storia non poteva finire con quelle pagine, il sequel sarร  il completamento naturale del viaggio. Per chi non ha ancora iniziato questa avventura, vi consiglio di cominciare dall’inizio: ogni mistero svelato nel sequel avrร  un impatto molto maggiore se avrete vissuto insieme ai protagonisti tutto il percorso che li ha portati fino a quella misteriosa isola.


“L’Isola dei Progenitori” sarร  disponibile prossimamente. Se non avete ancora scoperto il mondo delle sette pietre blu, “Il Codice delle Sette Luci” vi aspetta su Amazon. Il viaggio attraverso il tempo e la memoria sta per entrare nella sua fase piรน affascinante.

Il Dottor Ferri: Un Professionista o un Controllore?

Quando la competenza professionale nasconde domande piรน profonde sulla natura della veritร 

Tra tutti i personaggi de “Il Codice delle Sette Luci”, il dottor Alessandro Ferri rappresenta una delle figure piรน enigmatiche e affascinanti. Non perchรฉ sia misterioso nel senso classico del termine, ma perchรฉ incarna perfettamente quella categoria di persone che incontriamo nella vita reale: professionisti competenti, rassicuranti, che sembrano avere sempre le risposte giuste al momento giusto. Ma รจ proprio questa perfezione che dovrebbe farci riflettere.

Quando ho creato il dottor Ferri, volevo esplorare una domanda che mi ha sempre affascinato: chi decide cosa l’umanitร  รจ pronta a sapere? รˆ una questione che va ben oltre la fiction, perchรฉ nella storia abbiamo sempre avuto figure che si sono arrogate il diritto di filtrare la conoscenza “per il nostro bene”. Ma quando questa protezione diventa controllo? E soprattutto: chi protegge davvero i protettori?

Il dottor Ferri appare nel romanzo come l’incarnazione dell’eccellenza professionale. รˆ “un uomo sulla sessantina, con capelli brizzolati e occhiali dalla montatura sottile che incorniciavano occhi intelligenti e attenti.” Tutto in lui trasmette competenza e affidabilitร : dall’elegante “completo grigio che sembrava fatto su misura, con una cravatta bordeaux” al suo studio “con le pareti rivestite di librerie, i volumi rilegati in pelle” che creano un’atmosfera di sapere consolidato.

Ma รจ il suo approccio con Sasha che rivela la vera maestria del personaggio. Quando Sasha gli confessa le sue inquietanti visioni, il dottore non lo giudica nรฉ lo fa sentire pazzo. ยซNo, non sta impazzendo. Anzi, il fatto che sia qui, che cerchi di comprendere queste esperienze invece di negarle, dimostra una notevole luciditร .ยป รˆ esattamente quello che un paziente confuso ha bisogno di sentire. Ma questa perfezione dovrebbe farci riflettere: รจ davvero solo competenza professionale, o c’รจ qualcos’altro?

La proposta dell’ipnosi regressiva arriva con spiegazioni cosรฌ logiche da sembrare ovvie: ยซL’ipnosi regressiva รจ uno strumento che ci permette di accedere a parti della nostra coscienza normalmente nascoste.ยป Le sue parole sono scientifiche, rassicuranti, professionali. Eppure, c’รจ una precisione nelle sue tecniche che va oltre la normale competenza. Come se non stesse scoprendo insieme a Sasha, ma seguendo una mappa giร  tracciata.

Il dottor Ferri rappresenta un archetipo che tutti riconosciamo: il professionista che sa sempre cosa dire, che ha sempre la risposta pronta, che sembra conoscere i nostri problemi meglio di noi stessi. รˆ il tipo di persona di cui ci fidiamo istintivamente, proprio perchรฉ la societร  ci ha insegnato a rispettare l’autoritร  della competenza. Ma questa fiducia รจ sempre giustificata?

Durante le sedute di ipnosi, il dottore guida Sasha attraverso i ricordi delle sue vite passate con una competenza che sembra quasi soprannaturale. Le sue domande sono sempre pertinenti, le sue osservazioni sempre illuminanti. Sa esattamente quando spingere e quando fermarsi, quando approfondire e quando cambiare argomento. รˆ il tipo di terapeuta che tutti vorrebbero avere: competente, paziente, comprensivo.

Ma questa perfezione solleva domande inquietanti. Come fa a essere cosรฌ preciso? Da dove viene questa conoscenza apparentemente enciclopedica delle vite passate? E soprattutto: sta davvero aiutando Sasha a scoprire la veritร , o sta seguendo un’agenda nascosta?

Il dottor Ferri rappresenta anche un dilemma etico fondamentale: il rapporto tra conoscenza e responsabilitร . Se qualcuno possedesse informazioni che potrebbero sconvolgere l’umanitร , avrebbe il diritto – o addirittura il dovere – di nasconderle? รˆ una domanda che attraversa tutta la storia umana: dalle biblioteche di Alessandria ai segreti militari moderni, c’รจ sempre stato qualcuno che ha deciso cosa il resto dell’umanitร  poteva sapere.

Ma chi dร  a questi “guardiani” il diritto di decidere? E come possiamo distinguere tra protezione autentica e controllo mascherato? Il dottor Ferri, con la sua competenza irreprensibile e le sue intenzioni apparentemente pure, incarna perfettamente questo dilemma. รˆ il tipo di persona che potrebbe convincerci che nascondere la veritร  sia un atto d’amore.

La professione stessa di psicoterapeuta non รจ casuale. Ho scelto di farne un guaritore della mente perchรฉ รจ la figura che dovrebbe rappresentare la massima protezione psicologica. รˆ qualcuno a cui affidiamo i nostri pensieri piรน intimi, le nostre paure piรน profonde, i nostri segreti piรน oscuri. La relazione terapeutica si basa su una fiducia quasi sacra. Ma cosa succede quando questa fiducia viene tradita?

Il dottor Ferri solleva anche questioni piรน ampie sulla natura della cura e del controllo. Quando un terapeuta “aiuta” un paziente, lo sta davvero liberando o lo sta guidando verso una veritร  predeterminata? รˆ una domanda che va al cuore di ogni relazione di potere: tra medico e paziente, tra insegnante e studente, tra governo e cittadino.

Nel romanzo, il dottore rappresenta quel tipo di autoritร  che รจ difficile da mettere in discussione perchรฉ si presenta sempre con le migliori intenzioni. Non รจ il tiranno che opprime apertamente, ma il protettore che salva dalla “pericolosa” veritร . รˆ il tipo di controllo piรน sottile e quindi piรน efficace: quello che ci convince di aver bisogno di essere protetti.

La sua competenza nell’ipnosi regressiva solleva anche domande sulla natura della memoria e dell’identitร . Se qualcuno puรฒ guidarci attraverso i nostri ricordi piรน profondi, che tipo di potere ha su di noi? Puรฒ influenzare non solo quello che ricordiamo, ma anche come lo interpretiamo? รˆ un potere enorme, e il dottor Ferri lo maneggia con una disinvoltura che dovrebbe farci riflettere.

Il personaggio del dottor Ferri funziona anche come specchio delle nostre insicurezze. Tutti noi, in momenti di confusione, cerchiamo qualcuno che abbia le risposte. Qualcuno che ci dica cosa pensare, cosa fare, come interpretare le nostre esperienze. Ma questa ricerca di guidance puรฒ renderci vulnerabili a chi ha agende nascoste.

Il dottor Ferri rappresenta la domanda fondamentale: preferiresti una veritร  che ti distrugge o una menzogna che ti protegge? รˆ un dilemma che non ha risposte facili, e il dottore sembra incarnare entrambe le possibilitร . รˆ il protettore che ci salva da veritร  pericolose, o il controllore che ci nega il diritto di scegliere?

Quello che rende il dottor Ferri cosรฌ affascinante รจ che non รจ mai completamente chiaro da che parte stia. รˆ competente? Indubbiamente. Ha buone intenzioni? Apparentemente sรฌ. Ma le buone intenzioni sono sufficienti a giustificare il controllo dell’informazione? E soprattutto: chi decide cosa costituisce una “buona intenzione”?

Il dottor Alessandro Ferri ci ricorda che i guardiani piรน pericolosi sono spesso quelli che si presentano come nostri protettori. Ci pone di fronte alla domanda scomoda: siamo disposti a rinunciare alla veritร  in cambio della sicurezza? E se sรฌ, chi deciderร  per noi cosa รจ sicuro sapere e cosa no?


Se siete curiosi di scoprire quale ruolo gioca davvero il dottor Ferri nella ricerca della veritร  di Sasha e se la sua competenza nasconde qualcosa di piรน profondo, “Il Codice delle Sette Luci” รจ disponibile su Amazon in versione cartacea e digitale. Sta a voi decidere se fidarvi delle sue buone intenzioni o se la competenza perfetta nasconde sempre qualcosa.

Elena Rossi: Il Mistero di una Professoressa di Milano

Quando una vita di ricerca accademica nasconde veritร  che attraversano i secoli

Tra tutti i personaggi de “Il Codice delle Sette Luci”, la professoressa Elena Rossi รจ quello che piรน incarna il fascino del mistero intellettuale. Non รจ solo una studiosa che ha dedicato la vita alla ricerca: รจ una donna che sembra conoscere segreti che vanno ben oltre quello che dovrebbe sapere una normale accademica. Quando appare nella storia di Sasha, porta con sรฉ un’aura di conoscenza antica che trasforma completamente la percezione del lettore su cosa sia realmente possibile.

Quando ho immaginato Elena Rossi per la prima volta, volevo creare un personaggio che rappresentasse quel tipo di intellettuale che tutti abbiamo incontrato almeno una volta: la professoressa che sa sempre qualcosa in piรน di quello che dice, che risponde alle domande con altre domande, che sembra muoversi in un mondo parallelo fatto di connessioni invisibili agli altri. Ma Elena si รจ rivelata essere molto di piรน di una semplice figura accademica enigmatica.

Elena Rossi ha il suo ufficio alla Biblioteca Braidense, collegata alla Pinacoteca di Brera, in uno di quegli ambienti milanesi che trasudano cultura e storia da ogni pietra. “Le antiche scaffalature in legno di quercia si ergevano dal pavimento al soffitto”, cariche di volumi che sembrano custodire molto piรน di semplice conoscenza accademica. รˆ in questo ambiente che Elena si muove con la naturalezza di chi ha trascorso una vita intera tra libri e manoscritti, ma c’รจ qualcosa nel suo modo di guardare il mondo che suggerisce una familiaritร  che va oltre la semplice erudizione.

La prima cosa che colpisce di Elena รจ la sua capacitร  di apparire sempre al momento giusto, nel posto giusto. Non รจ mai un caso quando incrocia il cammino di Sasha. C’รจ una precisione quasi soprannaturale nei suoi movimenti, come se seguisse una mappa invisibile che solo lei puรฒ leggere. Porta sempre al collo un piccolo ciondolo con una pietra blu, un dettaglio apparentemente insignificante che perรฒ sembra pulsare di vita propria quando la luce lo colpisce nel modo giusto.

Milano, vista attraverso gli occhi di Elena, diventa una cittร  completamente diversa. Non รจ piรน solo la metropoli moderna che conosciamo, ma un palinsesto di storie stratificate, dove ogni palazzo, ogni strada, ogni angolo nascosto racconta segreti che la storia ufficiale ha dimenticato. Elena si muove per la cittร  con una familiaritร  che va oltre quella di chi ci ha semplicemente vissuto e lavorato per anni. รˆ come se conoscesse Milano in modi che sfuggono alla comprensione normale, come se potesse leggere significati nascosti in luoghi che per tutti gli altri sono semplicemente quotidiani.

La sua conoscenza della storia milanese รจ impressionante, ma non nel modo accademico tradizionale. Elena non cita date e nomi come farebbe un normale storico. Le sue osservazioni hanno sempre una sfumatura diversa, come se stesse parlando di eventi che ha vissuto personalmente piuttosto che studiato sui libri. Quando descrive luoghi e periodi storici, c’รจ una qualitร  emotiva nelle sue parole che suggerisce un coinvolgimento piรน profondo di quello che dovrebbe avere una semplice studiosa.

Il rapporto di Elena con i libri e i manoscritti antichi รจ particolare. Non li maneggia come oggetti di studio, ma con una riverenza quasi religiosa, come se fossero reliquie sacre. Il suo ufficio alla Braidense รจ organizzato secondo criteri che sembrano sfuggire alla logica normale: certi volumi sono disposti in modi specifici, certi spazi sembrano avere significati nascosti. C’รจ sempre la sensazione che dietro la facciata rispettabile dell’ufficio di una professoressa si celi qualcosa di molto piรน misterioso.

Elena ha una rete di contatti che si estende attraverso tutta Milano in modi che vanno oltre quelli di una normale accademica. Bibliotecari, archivisti, custodi di musei: tutti sembrano conoscerla e rispettarla in modi che suggeriscono legami piรน profondi di quelli professionali. รˆ come se facesse parte di una comunitร  invisibile che opera sotto la superficie della Milano ufficiale, una rete di persone accomunate da conoscenze e scopi che rimangono nascosti agli occhi dei piรน.

Quello che rende Elena un personaggio cosรฌ affascinante รจ il modo in cui bilancia perfettamente l’apparenza di normalitร  accademica con suggerimenti di misteri piรน profondi. Non รจ mai esplicitamente soprannaturale, ma c’รจ sempre qualcosa nelle sue parole, nei suoi gesti, nelle sue conoscenze che va oltre l’ordinario. รˆ il tipo di persona che fa domande che dimostrano di sapere giร  le risposte, che fornisce indizi senza mai rivelare completamente quello che sa.

Il peso della conoscenza che Elena porta con sรฉ รจ palpabile. C’รจ una malinconia nei suoi occhi che parla di responsabilitร  enormi, di segreti che non puรฒ condividere, di una solitudine che deriva dal sapere cose che altri non possono comprendere. Ma non รจ mai vittimistica: Elena ha scelto consapevolmente il suo ruolo e lo porta avanti con una determinazione che rivela una forza d’animo straordinaria.

La sua relazione con Sasha si sviluppa gradualmente, passando dall’osservazione a distanza a un coinvolgimento sempre piรน diretto. Elena sembra conoscere aspetti della personalitร  e del destino di Sasha che lui stesso non ha ancora scoperto. Lo guida senza forzare, suggerisce senza imporre, creando le condizioni perchรฉ Sasha possa fare le proprie scoperte al momento giusto. รˆ il tipo di mentore che non insegna risposte, ma aiuta a fare le domande giuste.

Milano diventa, attraverso Elena, un personaggio del romanzo. Lei conosce la cittร  in tutti i suoi strati temporali, dalle vestigia romane ai palazzi medievali, dalle chiese rinascimentali agli edifici moderni. Ma soprattutto conosce i luoghi nascosti, gli spazi dimenticati, le storie sepolte che continuano a influenzare il presente. รˆ attraverso Elena che Sasha e il lettore scoprono che Milano nasconde molto piรน di quello che mostra in superficie.

Il mistero di Elena non รจ mai completamente risolto, ed รจ proprio questo che la rende cosรฌ affascinante. รˆ un personaggio che mantiene sempre una parte di sรฉ nascosta, che rivela abbastanza per incuriosire ma mai abbastanza per soddisfare completamente la curiositร . Anche quando il romanzo svela alcuni dei suoi segreti, Elena conserva sempre un’aura di mistero che suggerisce profonditร  ancora inesplorate.

La sua presenza nel romanzo trasforma tutto quello che la circonda. I luoghi diventano piรน significativi, gli eventi assumono risonanze piรน profonde, le coincidenze rivelano pattern nascosti. Elena รจ il catalizzatore che permette a Sasha di vedere oltre la superficie delle cose, di accettare che il mondo possa essere molto piรน strano e meraviglioso di quello che aveva sempre creduto.

Elena Rossi rappresenta quel tipo di persona che tutti speriamo di incontrare almeno una volta nella vita: qualcuno che sa cose che noi non sappiamo, che puรฒ aprirci porte su realtร  che non avevamo mai immaginato, che puรฒ trasformare la nostra comprensione del mondo e di noi stessi. รˆ il tipo di mentore che non ti dice cosa pensare, ma ti insegna come guardare con occhi diversi.

La professoressa Elena Rossi dimostra che la vera conoscenza non รจ mai solo accademica: รจ vissuta, sofferta, conquistata attraverso esperienze che vanno ben oltre quello che si puรฒ imparare sui libri. รˆ la custode di un patrimonio che attraversa il tempo, e incontrare lei significa scoprire che la realtร  ha molti piรน livelli di quelli che avevamo mai sospettato.


Se siete curiosi di scoprire quali segreti custodisce davvero la professoressa Elena Rossi e come la sua conoscenza trasforma la vita di Sasha, “Il Codice delle Sette Luci” รจ disponibile su Amazon in versione cartacea e digitale. Nel prossimo articolo vi parlerรฒ del dottor Ferri, il personaggio che nasconde le sorprese piรน inaspettate della storia.

Il Codice delle Sette Luci: La Scrittura come Arte Visiva

Come il mio background fotografico ha trasformato il modo di scrivere “Il Codice delle Sette Luci”

Quando ho iniziato a scrivere “Il Codice delle Sette Luci”, non sapevo che il mio background fotografico sarebbe diventato il vero motore della narrazione. Dopo anni passati a catturare l’anima di luoghi medievali come Soncino e i castelli del Ducato di Parma e Piacenza, mi sono ritrovato a “fotografare” con le parole, applicando inconsciamente le stesse tecniche che uso dietro l’obiettivo. La mia filosofia fotografica – “Non importa che fotocamera usi. Dipende solo Dove la punti e Come la punti” – si รจ trasformata naturalmente in: Non importa quali parole usi. Dipende solo su cosa le focalizzi e come le componi.

Ogni scena del romanzo nasce come una fotografia nella mia mente. Prendo ad esempio il momento cruciale in cui Sasha entra nel negozio di tende a Milano: “Il suo sguardo era catturato da qualcos’altro: una serie di tende di velluto blu scuro, identiche a quelle che aveva visto… dove? Quando?” Qui ho applicato quello che in fotografia chiamiamo “focus selettivo”. Proprio come quando uso un diaframma aperto per isolare il soggetto, ho “sfocato” tutto il contesto del negozio per mettere a fuoco solo quelle tende blu. Il lettore vede esattamente quello che vedo io attraverso l’obiettivo: un dettaglio che emerge dallo sfondo e cattura tutta l’attenzione.

La mia passione per il bianco e nero mi ha insegnato che la vera drammaticitร  nasce dal contrasto. Nelle mie fotografie dei castelli del Ducato di Parma e Piacenza cerco sempre quel gioco di luci e ombre che crea “un senso di intimitร , mistero e atemporalitร ” – le stesse sensazioni che volevo trasferire nel romanzo. Quando descrivo Milano attraverso gli occhi di Sasha, uso la stessa tecnica: “Milano si stava risvegliando sotto un cielo sorprendentemente limpido, una raritร  in una cittร  solitamente avvolta dallo smog.” รˆ una composizione fotografica: primo piano (Milano che si risveglia), sfondo (il cielo limpido), e il contrasto (la raritร  contro la normalitร  dello smog). Creo profonditร  narrativa esattamente come creo profonditร  di campo.

In fotografia, il tempo di posa determina se congeli un momento o catturi il movimento. Nella scrittura ho scoperto di fare la stessa cosa con il ritmo delle frasi. Per i flashback delle vite passate di Sasha uso “tempi di posa lunghi” – periodi ampi, descrizioni che fluiscono: “Il vento portava con sรฉ l’odore di spezie dai bazar vicini, mescolato all’aroma di mare e storia…” Per i momenti di azione uso “tempi rapidi” – frasi secche, staccate: “Un rumore di passi. Si voltรฒ di scatto. Nessuna risposta.”

Quando fotografo architetture dei castelli del Ducato di Parma e Piacenza, applico sempre la regola dei terzi per creare equilibrio visivo. Nel romanzo faccio lo stesso con la struttura delle scene: nel primo terzo stabilisco il setting (Milano, il negozio, l’ufficio), nel secondo introduco il conflitto o la tensione (le visioni, i dรฉjร  vu), nel terzo finale risolvo o amplifico il mistero (la scoperta, la fuga). รˆ una composizione che ho imparato inquadrando i miei soggetti, dove l’elemento principale non sta mai al centro ma crea dinamismo negli spazi.

La fotografia macro mi ha insegnato che spesso la storia piรน potente si nasconde nei dettagli piรน piccoli. Nel romanzo, sono i particolari a portare il peso emotivo: “La pietra sembrava calda, quasi viva, contro la sua pelle anche attraverso il tessuto della camicia.” Non descrivo genericamente “una pietra magica”, ma mi concentro su quella sensazione tattile specifica – il calore attraverso il tessuto. รˆ come quando ingrandisco la texture di una pietra medievale: il dettaglio diventa protagonista.

Descrivere Milano nel romanzo รจ stato naturale perchรฉ da fotografo sono abituato a vedere la cittร  in layers temporali. Quando fotografo Melegnano e i suoi dintorni, vedo sempre il presente sovrapporsi al passato medievale. Per Sasha ho fatto lo stesso: la Milano contemporanea del grafico pubblicitario si sovrappone alla Milano delle sue vite passate. Come in una doppia esposizione fotografica, due immagini coesistono nello stesso frame narrativo.

La mia predilezione per il bianco e nero non รจ solo estetica – รจ filosofica. Eliminare il colore significa concentrarsi sull’essenza, sull’emozione pura. Nel romanzo ho applicato lo stesso principio: invece di descrivere tutto minuziosamente, seleziono solo gli elementi che servono al racconto. Quando Sasha vive le sue regressioni, non perdo tempo in descrizioni colorate del periodo storico. Mi concentro su sensazioni pure: la paura, il freddo, il battito del cuore. รˆ il bianco e nero narrativo.

Scrivere “Il Codice delle Sette Luci” mi ha fatto capire che non ho mai smesso di essere un fotografo. Ho solo cambiato strumento: al posto della Leica uso la tastiera, al posto della carta fotografica uso la pagina bianca. Ma l’approccio rimane lo stesso: osservare, attendere il momento giusto, catturare l’essenza, raccontare una storia attraverso immagini – che siano fatte di luce o di parole. Forse รจ per questo che ho scelto Sasha come protagonista: anche lui รจ un fotografo che scopre che la sua arte puรฒ aprire porte su realtร  invisibili. In fondo, non รจ questo quello che facciamo noi fotografi ogni volta che premiamo il pulsante di scatto?


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Sasha De Angelis: Il fotografo tra realtร  e visione

Nel creare il protagonista de “Il Codice delle Sette Luci”, ho voluto esplorare una figura che mi รจ sempre stata familiare: il fotografo milanese, con la sua sensibilitร  particolare e il suo modo unico di vedere il mondo. Ma Sasha De Angelis non รจ un fotografo qualunque. รˆ un uomo che, cercando di comprendere le proprie inquietanti visioni, viene trascinato in un vortice di misteri che lo porterร  ben oltre i confini della realtร  che conosce.

Sasha รจ un milanese sulla trentina, “volto dai lineamenti marcati ma gentili, incorniciato da capelli castani perennemente in disordine”, con “occhi verdi che sembravano scrutare oltre la superficie”. Come molti della sua generazione, vive di compromessi: lavora come grafico pubblicitario per pagarsi le bollette, ma la sua vera passione รจ la fotografia d’arte, praticata nei ritagli di tempo con la sua fedele Leica M9.

La scelta di fargli usare una Leica M9 racconta tutto del mio approccio al personaggio. Non รจ una macchina per fotografi casuali – รจ uno strumento per puristi, per chi riflette prima di scattare.

Volevo creare un protagonista che sceglie deliberatamente la strada piรน difficile. La Leica รจ l’opposto dello smartphone: richiede competenza, pazienza, intenzione. Ogni foto deve essere pensata, misurata, voluta. รˆ la filosofia dell’anti-automatismo.

La Leica M รจ il sistema preferito dai maestri della fotografia da decenni – da Cartier-Bresson ai grandi reporter di guerra. Sasha sceglie la versione moderna di questo leggendario strumento, collegandosi cosรฌ alla tradizione dei grandi dell’arte fotografica.

In sostanza, la M9 definisce istantaneamente Sasha come un outsider sofisticato: ha i mezzi economici per permettersela, la competenza per usarla, e la filosofia artistica per sceglierla contro opzioni piรน “facili”.

La Leica diventa quasi un personaggio del romanzo: Sasha “amava il suono discreto dell’otturatore, l’ergonomia perfetta del corpo macchina, la purezza del file che usciva dal sensore”. Ogni scatto รจ “una piccola preghiera silenziosa, un modo per mantenere vivo il ricordo di suo padre” – la macchina fotografica era infatti l’ultimo regalo di suo padre prima di morire in un incidente d’auto dieci anni prima.

Quello che rende Sasha un protagonista affascinante รจ che non sceglie consapevolmente di diventare un investigatore del mistero. รˆ la realtร  che lo sceglie, attraverso una serie di inquietanti dรฉjร  vu che iniziano a manifestarsi quando meno se lo aspetta. Lui vuole solo capire cosa gli sta succedendo, perchรฉ ha visioni di vite che non dovrebbero appartenergli.

Durante una normale gita al mercato con Giulia, la sua coinquilina da tre anni, il suo occhio fotografico viene catturato da “una bancarella di gioielli vintage. Tra i vari oggetti, una collana con pietre blu lucenti attirรฒ la sua attenzione. Per un momento, il mondo sembrรฒ fermarsi. Quelle pietreโ€ฆ le aveva giร  viste da qualche parte?”

รˆ questo il momento in cui Sasha passa da semplice osservatore a cercatore involontario di risposte. Non puรฒ fare a meno di seguire questi indizi visivi che la sua formazione di fotografo gli rende impossibili da ignorare.

La grande forza di Sasha nella sua ricerca della veritร  รจ proprio la sua natura di fotografo. Ha sviluppato negli anni quella che tutti i fotografi conoscono: la capacitร  di notare dettagli che sfuggono agli altri, di vedere pattern e connessioni visive, di catturare “piccoli momenti di vita quotidiana cristallizzati in bianco e nero”.

Nel romanzo, questa abilitร  si manifesta in modi cruciali per svelare il mistero. La fotografia diventa il suo strumento per comprendere ciรฒ che gli sta accadendo. Come spiega a Giulia all’inizio della loro avventura: “un fotografo non cattura solo immagini, cattura veritร . Ogni foto รจ una finestra su qualcosa di piรน profondo”.

L’esempio piรน significativo di questa abilitร  si manifesta durante l’incidente stradale che osserva dalla finestra di una festa. Mentre tutti gli altri vedono solo una tragedia casuale – un ciclista che investe un pedone – l’occhio allenato di Sasha cattura qualcosa di diverso. Attraverso la finestra, vede “tutto con una chiarezza cristallina: il terrore negli occhi del ciclista quando si rese conto che non avrebbe potuto frenare in tempo, l’espressione dell’uomo che si voltรฒ troppo tardi, il momento esatto in cui i loro corpi collisero.” Ma รจ quello che succede dopo che dimostra il suo dono unico: l’incidente diventa un trigger che gli permette di vedere oltre il presente, sovrapponendo alla scena una visione di “un giovane ragazzo che correva sui tetti di notte” – la sua vita passata come Sรฉbastien. Dove altri vedrebbero solo un trauma, Sasha riconosce un pattern, una connessione tra passato e presente che solo il suo occhio di fotografo, abituato a cogliere i dettagli significativi, puรฒ decifrare.

Ma essere un fotografo nel mondo del mio romanzo comporta un prezzo. Sasha inizia a sperimentare strani dรฉjร  vu che si trasformano in vere e proprie visioni di vite passate – da Sรฉbastien il ladro parigino dell’Ottocento, a James il marinaio, a vite ancora piรน antiche. Durante una sessione fotografica, “per un istante, mentre guardava attraverso l’obiettivo, ebbe una strana sensazione. La melodia gli sembrava familiare, quasi fosse una canzone sentita in un sogno dimenticato”.

Queste visioni non sono solo fastidiose distrazioni: sono pezzi di un puzzle molto piรน grande che Sasha deve imparare a decifrare per capire chi รจ veramente. Ogni immagine che cattura diventa potenzialmente una porta verso ricordi che non dovrebbero appartenergli, ma che sono parte della sua identitร  di Custode delle pietre blu attraverso le vite.

La Milano di Sasha non รจ la cittร  turistica delle cartoline. รˆ una metropoli stratificata dove “ogni pietra racconta una storia”, vista attraverso l’obiettivo di chi sa guardare oltre la superficie. I suoi spostamenti per la cittร  – dalla Biblioteca Braidense agli archivi segreti, dal Palazzo Visconti ai mercati rionali – seguono la logica del fotografo che sa che ogni luogo puรฒ nascondere indizi per comprendere le sue visioni.

La sua Leica lo accompagna ovunque, pronta a catturare non solo la bellezza dei momenti quotidiani ma anche le tracce di misteri nascosti. รˆ questo doppio sguardo – artistico e investigativo – che lo rende il protagonista perfetto per svelare i segreti delle sette pietre blu.

Quello che mi ha affascinato nel sviluppare Sasha รจ la sua evoluzione da fotografo inconsapevole a Custode risvegliato. All’inizio รจ quasi riluttante a seguire gli indizi che si presentano: “distogliendo lo sguardo dalla collana” quando la situazione diventa troppo strana. Vuole solo una spiegazione razionale per quello che gli sta succedendo.

Ma via via che la storia procede, viene trascinato sempre piรน in profonditร  nel mistero, fino a scoprire che insieme a Giulia sono anime gemelle che si ritrovano in ogni vita. La macchina fotografica che era “piรน di un semplice strumento” diventa un vero e proprio ponte tra dimensioni, capace di catturare non solo immagini ma veritร  che attraversano i secoli e le dimensioni.

In fondo, Sasha rappresenta un tipo umano che molti di noi riconoscono: l’artista costretto a compromessi con il mondo commerciale, che trova la sua vera identitร  nei momenti rubati alla creativitร  personale. La sua Leica รจ il simbolo di questa dualitร : uno strumento professionale usato per passione pura.

Ma nel mondo del mio romanzo, questa passione lo porta molto piรน lontano di quanto avesse mai immaginato. Quello che inizia come un tentativo di comprendere le proprie inquietanti visioni diventa un viaggio attraverso vite, morti e rinascite, fino alla scoperta che l’arte stessa puรฒ diventare una porta tra mondi e dimensioni.

Perchรฉ a volte, quando si sa davvero guardare, si scopre che “le veritร  piรน straordinarie si nascondono proprio oltre l’inquadratura” – e che il prezzo di queste veritร  puรฒ essere molto piรน alto di quanto si possa immaginare.


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Perchรฉ ho scelto Milano come ambientazione per un thriller esoterico

Quando una cittร  diventa personaggio: Milano tra uffici moderni e misteri nascosti

“Milano รจ troppo moderna per un romanzo sui misteri antichi.” รˆ stato questo il primo commento che ho ricevuto quando ho raccontato che ambientavo “Il Codice delle Sette Luci” nella capitale lombarda. La persona che me l’ha detto immaginava probabilmente castelli scozzesi, villaggi medievali toscani o antiche rovine romane come scenari piรน adatti a una storia di reincarnazione e segreti esoterici.

Ma รจ proprio per questo che Milano era la scelta perfetta.

Quando ho iniziato a scrivere la storia di Sasha, volevo esplorare come il soprannaturale possa irrompere nella vita quotidiana. E quale vita รจ piรน quotidiana di quella di un grafico pubblicitario che ogni mattina va in ufficio, prende l’ascensore, si siede davanti al computer e sopporta i pettegolezzi dei colleghi?

Sasha lavora al quinto piano di “una fortezza di vetro e acciaio: dodici piani di modernitร  impersonale che si riflettevano nel cielo grigio di Milano.” รˆ un ambiente che molti lettori riconoscono: l’open space con il rumore di tastiere e telefoni, le pause caffรจ, le frustrazioni quotidiane. Ma proprio in questo contesto ipermoderno iniziano a manifestarsi le sue visioni di vite passate.

Il contrasto รจ potente: mentre discute con Marco dei soliti pettegolezzi aziendali, Sasha vede riflesso nel monitor del computer “il volto di un uomo giovane, con occhi scuri e determinati, che lo fissava dall’altro lato dello schermo.” La modernitร  diventa il palcoscenico perfetto per l’irruzione dell’antico.

Milano ha una caratteristica particolare: sa essere discreta. Non รจ una cittร  che mette in mostra i suoi misteri come un museo all’aperto. Li nasconde dietro facciate moderne, in negozi apparentemente normali, in quartieri residenziali tranquilli.

Nel romanzo, รจ proprio in “una zona residenziale tranquilla, con palazzi d’epoca dai mattoni rossi consumati dal tempo e balconi in ferro battuto ricoperti di glicini” che Sasha ha una delle sue esperienze piรน intense. Un semplice negozio di tende diventa il luogo dove il passato e il presente si scontrano violentemente.

Quando entra nel negozio con Giulia, tutto sembra normale: “Le pareti erano coperte da scaffali che raggiungevano il soffitto, carichi di rotoli di stoffa di ogni colore e texture.” Ma รจ proprio in questo ambiente quotidiano che Sasha viene sopraffatto dai ricordi di vite passate, vedendosi come “qualcuno che si muoveva sui tetti con la stessa grazia felina, scivolando tra le ombre della notte.”

Una delle cose che piรน mi ha affascinato scrivendo il romanzo รจ stata la scoperta che Milano non ha bisogno di luoghi “magici” per diventare misteriosa. รˆ nel mercato rionale, tra “bancarelle colorate che si estendevano a perdita d’occhio, creando un labirinto di profumi, colori e voci”, che Sasha scopre la collana con le pietre blu. รˆ tra i banchi della verdura e i venditori che gridano i prezzi che il mistero si manifesta.

Il mercato che ho descritto รจ quello di ogni giorno, fatto di “una donna anziana che selezionava con cura i pomodori, un bambino che mordeva una mela rubata dal cesto, un venditore che gridava i prezzi della sua merce.” Ma รจ proprio in questa normalitร  che emergono gli indizi del soprannaturale.

Da fotografo, ho sempre amato Milano per la sua capacitร  di trasformarsi a seconda della luce e del momento. Nel romanzo, Sasha condivide questa stessa passione: cattura “piccoli momenti di vita quotidiana cristallizzati in bianco e nero”, fotografa musicisti di strada e scene di vita urbana.

Ma quello che rende Milano perfetta per la storia รจ che la cittร  stessa diventa una sorta di fotografia a doppia esposizione: quella moderna che vediamo normalmente si sovrappone a strati piรน antichi e misteriosi. Quando Sasha guarda “attraverso il parabrezza, la cittร  sembrava diversa, piรน ostile”, sta vedendo Milano con occhi che appartengono anche al passato.

Milano rappresenta perfettamente il peso della vita moderna che schiaccia l’anima. Sasha odia “quella gabbia di vetro e acciaio”, sopporta “il traffico di Milano che si snodava simile a un serpente malato, fatto di clacson nervosi e gas di scarico.” รˆ una vita che molti riconoscono: “ogni semaforo rosso era una piccola tortura, un promemoria del tempo che scivolava via.”

Ma รจ proprio contro questo sfondo di routine oppressiva che le visioni di vite passate assumono un significato liberatorio. Le memorie di Sรฉbastien che corre sui tetti di Parigi rappresentano una libertร  che il Sasha moderno ha perso. Il contrasto tra la “camicia bianca stirata con precisione militare, cravatta blu scuro, pantaloni eleganti” e la grazia felina del ladro parigino crea una tensione emotiva fortissima.

Milano nel romanzo non รจ solo un’ambientazione: รจ uno specchio dell’anima di Sasha. Quando รจ depresso dall’ufficio, “la cittร  sembrava diversa, piรน ostile, pareva disapprovasse il suo ritorno alla routine.” Quando รจ eccitato dalle sue scoperte, Milano diventa un labirinto di possibilitร  e misteri.

La cittร  cambia a seconda di chi la guarda e di cosa sta vivendo. รˆ questa capacitร  di trasformarsi che la rende perfetta per una storia sulla reincarnazione: come Sasha scopre di aver vissuto molte vite, cosรฌ Milano rivela di avere molte facce nascoste.

Quello che piรน mi interessava era raccontare una storia soprannaturale che fosse perรฒ radicata nell’esperienza urbana autentica. Sasha e Giulia non sono turisti che visitano luoghi esotici: sono persone normali che “prendono un caffรจ fumante quando finalmente scende”, vanno al mercato per comprare “verdure fresche”, vivono in appartamenti veri con problemi veri.

Il mistero si inserisce in questa vita quotidiana, e questo lo rende piรน credibile e piรน inquietante. Non c’รจ bisogno di andare in un castello gotico per vivere il soprannaturale: puรฒ capitare mentre fai la spesa o vai in ufficio.

Milano, alla fine, era la scelta perfetta perchรฉ รจ una cittร  che sa nascondere l’incredibile dietro l’ordinario. E forse รจ proprio questo il vero mistero: che dietro ogni routine, ogni ufficio, ogni strada familiare, si nascondano storie che aspettano solo di essere scoperte.


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Milano esoterica: i luoghi reali del Codice delle Sette Luci

Quando la mia macchina fotografica mi ha portato oltre i misteri nascosti della cittร 

Chi conosce Milano sa che รจ una cittร  stratificata. Sotto il cemento e il vetro delle torri moderne pulsa ancora il cuore di una metropoli che ha visto passare romani, longobardi, signori rinascimentali e rivoluzionari. Ma quello che ho scoperto scrivendo “Il Codice delle Sette Luci” รจ che Milano nasconde anche un’altra faccia: quella esoterica, fatta di simboli, energie e segreti che si nascondono in piena vista.

Da fotografo milanese, ho sempre amato immortalare gli angoli meno conosciuti della cittร . Ma quando ho iniziato a immaginare i luoghi dove Sasha avrebbe vissuto le sue avventure, ho scoperto che alcuni posti che credevo di conoscere bene nascondevano storie molto piรน profonde di quanto immaginassi.

La Biblioteca Braidense: custode di segreti antichi

Il primo luogo che ho scelto per il romanzo รจ stata la Biblioteca Braidense, collegata alla Pinacoteca di Brera. รˆ qui che la professoressa Elena Rossi ha il suo ufficio, qui che custodisce il Codice delle Sette Luci, qui che si nascondono i veri segreti della Societร  del Tempo Eterno.

La Braidense รจ uno di quei luoghi milanesi che trasudano cultura da ogni pietra. I suoi corridoi silenziosi, le sale di lettura dove il tempo sembra sospeso, gli archivi dove si conservano manoscritti di secoli fa. รˆ il posto perfetto per nascondere segreti antichi in mezzo a libri moderni.

Nel romanzo, nell’ufficio della professoressa si cela un archivio segreto accessibile attraverso una libreria mobile, dove la Societร  del Tempo Eterno conserva documenti che raccontano la vera storia dell’umanitร . E non รจ solo fantasia: le grandi biblioteche hanno sempre custodito molto piรน di quello che mostrano al pubblico. Manoscritti riservati, collezioni private, documenti che aspettano di essere studiati.

La Pinacoteca di Brera: dove l’arte nasconde veritร 

Collegata alla Braidense, la Pinacoteca diventa nel romanzo molto piรน di un museo. รˆ il luogo dove agenti della Societร  si muovono travestiti da bibliotecari, dove si custodiscono documenti antichi che raccontano storie che la storia ufficiale ha dimenticato. Quei saloni eleganti, con i loro capolavori esposti, sono il teatro perfetto per incontri clandestini e scoperte decisive.

C’รจ qualcosa di magnetico in quel cortile settecentesco circondato da colonnati. Quando ci entri, specialmente nelle ore meno affollate, senti che quelle pietre hanno assorbito secoli di conoscenza. E la cosa interessante รจ che, facendo ricerche per il libro, ho scoperto che la Pinacoteca ha davvero una storia esoterica. Nel Settecento e Ottocento, i palazzi di Brera hanno ospitato circoli intellettuali, societร  segrete e personaggi che cercavano forme di conoscenza alternative.

Le catacombe di San Lorenzo: il mondo sotterraneo

Milano ha un mondo sotterraneo che molti non conoscono. Sotto San Lorenzo, per esempio, ci sono davvero delle catacombe paleocristiane. Nel romanzo, รจ qui che nel 1983 la giovane Elena Rossi fa la sua prima grande scoperta, qui che incontra il professor Alberti e qui che comprende di essere una Custode risvegliata.

Questi luoghi sotterranei hanno un fascino particolare. Sono spazi dove il tempo si รจ fermato, dove puoi ancora sentire l’eco di vite vissute secoli fa. Per un fotografo, sono sfide incredibili: la luce รจ particolare, le ombre creano forme misteriose, ogni angolo racconta una storia diversa.

La Biblioteca Ambrosiana: dove inizia la ricerca

รˆ alla Biblioteca Ambrosiana che Sasha inizia la sua vera ricerca sulle pietre blu. Tra quei tavoli di legno lucido, circondato da libri polverosi sulla storia dei gioielli, scopre la fotografia della Contessa Visconti che cambierร  tutto. Qui incontra Clara, apparentemente una semplice bibliotecaria ma in realtร  un’agente della Societร  del Tempo Eterno.

L’Ambrosiana, con le sue antiche mura cariche di secoli di conoscenza, รจ il luogo perfetto per far iniziare il mistero. Tra quei corridoi dove l’odore dei libri vecchi si mescola al suono dei passi sul pavimento di marmo, Sasha sente per la prima volta quella familiaritร  inspiegabile che caratterizzerร  tutto il suo viaggio.

I luoghi della vita quotidiana

Ma quello che piรน mi ha colpito scrivendo il romanzo รจ stato rendermi conto che la Milano esoterica non รจ solo nei luoghi famosi. รˆ nel negozio di tende dove Sasha trova le prime tracce del mistero e ha le sue visioni piรน intense. รˆ nel mercato rionale dove compare la collana con le pietre blu che cattura la sua attenzione in modo inspiegabile. รˆ negli uffici moderni del quinto piano dove la vita quotidiana si scontra con visioni di vite passate.

Il palazzo Visconti in via Brera, elegante e austero, con la sua facciata neoclassica e le finestre che sembrano occhi vigili. Convertito in un piccolo museo privato, nasconde nei suoi saloni i segreti della Contessa e le tracce delle pietre blu che attraversano i secoli.

Milano รจ una cittร  che sa nascondere i suoi segreti in piena vista. Basta saperli cercare con gli occhi giusti. E forse, proprio come Sasha nel romanzo, tutti noi abbiamo la possibilitร  di vedere oltre la superficie se solo impariamo a guardare davvero.

La fotografia mi ha insegnato che ogni luogo ha piรน livelli di lettura. Nel mirino della mia macchina fotografica, Milano รจ sempre stata una cittร  che cambia a seconda di come la guardi, di che luce scegli, di quale momento catturi. Scrivendo “Il Codice delle Sette Luci” ho scoperto che รจ anche una cittร  che cambia a seconda di quale storia sei pronto a sentire.

Alla fine, forse il vero segreto di Milano non รจ nascosto nei suoi palazzi o nelle sue biblioteche. รˆ nel modo in cui la cittร  ti invita a guardare oltre l’apparenza, a cercare connessioni tra passato e presente, a credere che anche nei luoghi piรน familiari si possano nascondere storie straordinarie.


Se anche voi volete scoprire quale mistero si cela dietro questi luoghi milanesi, “Il Codice delle Sette Luci” รจ disponibile su Amazon sia in versione cartacea che in eBook. Nel prossimo articolo vi racconterรฒ perchรฉ ho scelto proprio Milano come ambientazione per questa storia di reincarnazione e misteri.

Battito Accelerato e Gratitudine: La Mia Prima come Scrittore

Ieri sera sono salito sul palco con il cuore che batteva a mille ๐Ÿ’“ perchรฉ era la mia ๐๐‘๐ˆ๐Œ๐€ ๐ฏ๐จ๐ฅ๐ญ๐š ๐œ๐จ๐ฆ๐ž ๐ฌ๐œ๐ซ๐ข๐ญ๐ญ๐จ๐ซ๐ž. La Sala Consiliare del Comune di Vizzolo Predabissi (MI) non era completamente piena, e ci sta, l’avevo messo in conto, ma quello che ho trovato รจ stato ancora piรน prezioso: un gruppo di persone davvero interessate e coinvolte.

Vedere i vostri volti attenti, le vostre domande, il dibattito che si รจ acceso… mi ha fatto capire che ne รจ valsa davvero la pena! A volte la qualitร  dell’ascolto vale piรน della quantitร  dei presenti.

Grazie a tutti quelli che hanno partecipato alla presentazione de “๐ˆ๐‹ ๐‚๐Ž๐ƒ๐ˆ๐‚๐„ ๐ƒ๐„๐‹๐‹๐„ ๐’๐„๐“๐“๐„ ๐‹๐”๐‚๐ˆ”. L’interesse che avete mostrato per i temi del libro – dalle vite passate alla Societร  del Tempo Eterno, dai misteri delle pietre blu alle veritร  nascoste che attraversano la storia – mi ha emozionato piรน di quanto potessi immaginare.

Ogni scrittore si fa sempre la stessa domanda: “Ma interesserร  davvero a qualcuno quello che ho scritto?” Ieri sera ho avuto la mia risposta โœจ

Un ringraziamento speciale va ad Alice Kavalla, la mia socia dโ€™arte, che ha moderato la serata con la sua solita eleganza e sensibilitร , e a Ilaria Castelli per aver arricchito il dibattito con la sua competenza in astrologia ed energia karmica – perfetta sintonia con i temi del libro!

Per chi si fosse perso la presentazione di ieri sera, ci sarร  una nuova occasione: ๐ฌ๐š๐›๐š๐ญ๐จ ๐Ÿ๐Ÿ’ ๐ ๐ข๐ฎ๐ ๐ง๐จ ๐š๐ฅ๐ฅ๐ž ๐Ÿ๐Ÿ.๐ŸŽ๐ŸŽ ๐ฉ๐ซ๐ž๐ฌ๐ฌ๐จ ๐ข๐ฅ ๐Œ๐ฎ๐ฌ๐ž๐จ ๐๐ซ๐จ๐ ๐ ๐ข ๐๐ข ๐Œ๐ž๐ฅ๐ž๐ ๐ง๐š๐ง๐จ. Vi aspetto numerosi!

Grazie di cuore! ๐Ÿ“šโค๏ธ