Sirmione: quando i castelli diventano specchi dell’anima

Quando la mia macchina fotografica mi ha fatto scoprire la location perfetta per raccontare l’ossessione

Chi mi conosce sa che amo fotografare castelli. Ma quando ho iniziato a scrivere “Oltre l’Ombra”, cercavo qualcosa di più di un semplice sfondo suggestivo. Cercavo un luogo che fosse esso stesso un personaggio, che riflettesse il tema del romanzo: l’ossessione, la bellezza che nasconde l’ombra, la fragilità sotto la pietra.

E l’ho trovato a Sirmione.

Il Castello Scaligero non è solo uno dei castelli meglio conservati d’Italia. È una fortezza che emerge dall’acqua, circondata dal lago da tutti i lati. Una bellezza apparente che nasconde stanze buie, corridoi stretti, prigioni sotterranee. Esattamente come Luca: un fotografo di successo che nasconde dentro di sé ferite profonde e sensi di colpa che lo divorano.

Quando ho visitato Sirmione per la prima volta con la mia Leica, ho capito immediatamente che era il posto giusto. I vicoli stretti del borgo medievale dove puoi sentirti osservato ad ogni angolo. Le luci soffuse che filtrano tra le case di pietra. Il lago che riflette tutto, ma distorce le immagini.

Nel romanzo, Sirmione non è solo dove Luca si rifugia dopo aver perso tutto. È il luogo dove cerca di ricominciare, dove incontra Martina e Scarlett, dove pensa di poter finalmente trovare pace. Ma è anche dove Priscilla lo ritrova, trasformando questo borgo da cartolina in una trappola claustrofobica.

Da fotografo, amo il contrasto tra la bellezza turistica di Sirmione di giorno e l’atmosfera inquietante che assume la sera, quando i turisti se ne vanno e rimangono solo le ombre e i gatti randagi. È in queste ore che ho ambientato le scene più intense del romanzo.

Il castello diventa nel libro il luogo della mostra fotografica di Luca, l’evento che dovrebbe segnare il suo ritorno alla vita. Ma diventa anche il teatro dello scontro finale con Priscilla, dove la bellezza si trasforma in incubo.

Ogni volta che fotografo un castello, cerco di catturarne l’anima oltre l’architettura. Con Sirmione, ho catturato qualcosa di più: ho trovato il setting perfetto per raccontare come anche i luoghi più belli possano nascondere ombre oscure.

Se volete scoprire come Sirmione diventa teatro di un incubo psicologico, “Oltre l’Ombra” è disponibile su Amazon sia in versione cartacea che in eBook. Nel prossimo articolo vi racconterò di Luca, il fotografo che vive nell’ombra del proprio passato.

OLTRE L’OMBRA

Un romanzo che distrugge gli stereotipi sulla violenza

Sabato 15 novembre, ore 14:00 – BookCity Milano
Presentazione con Carlo Oriani


“Se non posso averti io, non ti avrà nessun’altra.”

Quando queste parole vengono pronunciate da un uomo, l’opinione pubblica insorge. I media gridano allo scandalo, la società si mobilita, la giustizia interviene. Ma quando a pronunciarle è una donna?

Silenzio.

“Oltre l’Ombra” di Carlo Oriani è il romanzo che in pochi osano scrivere, la storia che nessuno vuole ascoltare: quella di un uomo vittima di stalking e violenza psicologica.

Luca Bernardi è un fotografo affermato, padre di due figli. La sua vita sembra perfetta dall’esterno. Ma dentro le mura domestiche si consuma una persecuzione silenziosa, invisibile, devastante.

Luca non è un uomo perfetto. Anche lui commette errori, prende decisioni sbagliate, tradisce la fiducia di chi gli sta accanto. Ma nessun errore, nessun tradimento, nessuna colpa può mai giustificare la violenza che subisce.

Quando un uomo chiede aiuto, la risposta è sempre la stessa: “Ma dai, cosa può farti una donna? Stai esagerando.”

Grazie ai media, l’opinione pubblica è stata educata a una narrazione univoca: l’uomo è sempre il lupo cattivo, la donna sempre la vittima innocente. E quando i ruoli si invertono? La società volta lo sguardo dall’altra parte. Basta accendere la tv o andare al cinema per capirlo: le scene di donne che picchiano mariti o compagni vengono trattate con ilarità, come momenti di leggerezza comica. Schiaffi, oggetti lanciati, umiliazioni pubbliche: se la vittima è un uomo, diventa intrattenimento. Se fosse il contrario, sarebbe scandalo nazionale. E così si giustifica la violenza femminile, trasformandola in qualcosa di accettabile, comprensibile, persino meritato. Un uomo non può davvero soffrire. Le sue denunce sono meno credibili. Il suo dolore vale meno.

“Chi starà mai dalla mia parte?” si chiede Luca mentre tutto crolla intorno a lui: la carriera, la reputazione, la serenità dei suoi figli, la sua stessa sicurezza.

Nel romanzo, assistiamo al paradosso terribile di un sistema che dovrebbe proteggere le vittime ma che, di fronte a uno stereotipo rotto, si paralizza. Le denunce vengono ignorate. Le controquerele diventano armi. La vittima diventa sospettata.

Come scrive Alice Kavalla nella potente prefazione: “Lo stalking è una realtà dolorosa e spesso invisibile, che troppo di frequente viene ignorata o ridotta a un’ombra silenziosa quando la vittima è un uomo.”

MA QUESTO ROMANZO GRIDA UNA VERITÀ SCOMODA:

LA VIOLENZA NON HA GENERE

Non ha colore di pelle. Non ha orientamento politico. Non ha giustificazioni.

La violenza è violenza. Punto.

In una società che ha trasformato la lotta contro la violenza in una battaglia di genere, “Oltre l’Ombra” compie un atto di coraggio radicale: racconta la verità senza filtri.

Racconta di un uomo che viene deriso quando denuncia. Di un padre che teme per i suoi figli. Di una vittima a cui nessuno crede perché “non è credibile” che un uomo possa avere paura.

Racconta dell’ipocrisia devastante di una società che predica uguaglianza ma pratica discriminazione al contrario.

Perché se davvero crediamo nell’uguaglianza, allora ogni vittima merita giustizia.

Sempre. Senza distinzione di genere. Non in modo selettivo, non per chi ha la voce più forte o il volto che corrisponde allo stereotipo mediatico, ma per chiunque soffra.

“Oltre l’Ombra” non è solo un thriller psicologico che vi terrà con il fiato sospeso. È un atto di denuncia contro la narrazione tossica che ha reso invisibili migliaia di vittime solo perché “del genere sbagliato”.

È un appello alla vera giustizia: quella che protegge tutti, non solo chi entra nello stereotipo della “vittima perfetta”.

Sabato 15 novembre alle ore 14:00 a BookCity Milano, Carlo Oriani presenterà questo romanzo coraggioso e necessario.

Un appuntamento per chiunque creda che la giustizia debba essere cieca, anche davanti al genere di chi soffre.

Perché la libertà di ogni persona deve essere protetta, in ogni momento e in ogni forma.


OLTRE L’OMBRA – Carlo Oriani

Per vedere la luce, devi prima affrontare l’ombra.

BookCity Milano
Sabato 15 novembre 2024, ore 14:00
Palazzo Castiglioni (Veranda)
Corso Venezia, 47 – Milano


“Che la giustizia ci sia. Sempre. Per ogni uomo, come per ogni donna, che non ha potuto parlare, che ha avuto paura di farlo o che ha taciuto per paura di non essere creduto.”
— Alice Kavalla, dalla Prefazione