Il Forte di Bard: Un Incontro tra Passioni

30 agosto 2025

Ci sono momenti in cui senti che devi fermarti. Non per stanchezza, ma per necessità dell’anima. Prima di riprendere il lavoro dopo le ferie estive, ho deciso di concedermi qualche giorno per coltivare le mie due grandi passioni: la fotografia in bianco e nero e la scoperta di castelli ed edifici storici. E quale meta migliore del Forte di Bard, in Valle d’Aosta?

Partendo da Melegnano al mattino presto, ho sentito quella familiare eccitazione che provo sempre quando so che mi attende un luogo ricco di storia e di fascino fotografico. Il viaggio verso la Valle d’Aosta è sempre emozionante, ma quando arrivi a Bard e vedi quella massiccia fortezza che sbarra letteralmente la valle, capisci subito di essere di fronte a qualcosa di straordinario.

La Prima Impressione

Il Forte di Bard è uno di quei luoghi che ti toglie il fiato. Non per la bellezza romantica – quella la trovi altrove – ma per la sua imponenza, per quella presenza scenica che ha fatto la storia. Questa fortezza ottocentesca, ricostruita dai Savoia tra il 1830 e il 1838 sulle rovine di un castello precedente, è un capolavoro di architettura militare.

Mentre montavo la mia Leica, ho pensato a quanto questo luogo sia perfetto per il bianco e nero. Le linee geometriche degli edifici, i contrasti tra le ombre profonde e la pietra chiara, la verticalità drammatica della roccia… tutto qui parla il linguaggio che amo di più in fotografia.

La Storia che Rivive

Camminando per i tre corpi principali del forte – l’Opera Ferdinando in basso, l’Opera Vittorio al centro e l’Opera Carlo Alberto in cima – ho ripercorso mentalmente la storia di questo luogo straordinario. Già nel VI secolo d.C. qui c’era una guarnigione di sessanta uomini che proteggeva le “Clausuræ Augustanæ”, il sistema difensivo dell’Impero Romano.

Ma è la storia del maggio 1800 che mi ha colpito di più. Napoleone con la sua Armée de réserve di 40.000 uomini si trovò bloccato qui per ben sedici giorni da una guarnigione austriaca di appena 400 soldati. Il generale corso, abituato alle vittorie fulminee, dovette ingegnarsi per superare questo ostacolo, facendo trasportare nottetempo i cannoni lungo sentieri impervi, con le ruote avvolte nella paglia per attutire i rumori.

L’Occhio del Fotografo

Ogni angolo del forte offre uno scorcio interessante. La Piazza d’Armi nell’Opera Carlo Alberto, con il suo porticato che crea giochi di luci e ombre perfetti per il mio stile fotografico. Le antiche prigioni, con quelle celle anguste che raccontano storie di prigionia e resistenza. I camminamenti lungo le mura, da cui si domina tutta la bassa Valle d’Aosta.

Ho trascorso ore a studiare la luce, aspettando il momento giusto per ogni scatto. Il forte cambia completamente aspetto durante la giornata: austero e minaccioso al mattino, quasi teatrale nel pomeriggio, misterioso al tramonto quando le prime ombre si allungano sui bastioni.

Il Borgo Medievale

Non si può visitare il forte senza esplorare anche il piccolo borgo di Bard ai suoi piedi. Questo antico insediamento medievale, attraversato dalla Via Francigena, conserva ancora oggi il fascino di un tempo che fu. Le case in pietra, gli antichi portali, i vicoli stretti… tutto qui respira storia.

È incredibile pensare che questo piccolo passaggio tra la Dora Baltea e le pareti rocciose sia stato per secoli la porta d’ingresso della Valle d’Aosta. Mercanti, pellegrini, eserciti, tutti sono passati di qui, lasciando tracce che ancora oggi possiamo leggere nelle pietre.

Un Polo Culturale Moderno

Quello che più mi ha colpito è la trasformazione del forte in un moderno polo culturale. Dopo decenni di abbandono e utilizzo come deposito militare, la Regione Valle d’Aosta ha saputo restituire vita a questo luogo attraverso un restauro esemplare. Oggi il forte ospita il Museo delle Alpi, mostre temporanee di alto livello e numerosi eventi culturali.

Il contrasto tra l’antica funzione militare e la nuova vocazione culturale è affascinante e offre spunti fotografici unici. Le sale moderne che ospitano installazioni multimediali all’interno di mura ottocentesche creano un dialogo tra passato e presente che ho cercato di catturare nei miei scatti.

Non posso non menzionare che il forte ha anche conquistato il cinema internazionale: proprio qui sono state girate molte scene di “Avengers: Age of Ultron” del 2014. Camminando per i cortili e i bastioni, immaginavo le riprese hollywoodiane che hanno trasformato questa antica fortezza in una base segreta degli Hydra. Il fascino cinematografico si aggiunge così a quello storico, rendendo il forte un luogo che parla contemporaneamente al passato e al futuro.

Riflessioni di Fine Giornata

Mentre scendevo dal forte al tramonto, con la macchina fotografica piena di immagini e la mente piena di suggestioni, ho deciso di non tornare subito a Melegnano. Ho trovato sistemazione in un piccolo albergo immerso in un borgo medievale lì vicino, uno di quei luoghi dove il tempo sembra essersi fermato.

La serata l’ho trascorsa nella quiete del borgo, continuando a lavorare al mio nuovo libro, un thriller psicologico a cui sto dedicando le mie energie creative tra un progetto fotografico e l’altro. C’è qualcosa di magico nello scrivere in un ambiente così carico di storia: le pietre antiche, il silenzio rotto solo dal rumore dei passi sui selciati, l’atmosfera medievale che ancora si respira in ogni angolo.

Il Forte di Bard non è solo un monumento da visitare, è un’esperienza da vivere. È storia che si fa presente, è architettura che diventa poesia, è un luogo dove il tempo sembra sospeso tra le nebbie della valle e le rocce millenarie.

Questi giorni dedicati alle mie passioni sono stati un dono che ho fatto a me stesso. In un mondo che corre sempre più veloce, fermarsi per contemplare la bellezza e la storia di luoghi come il Forte di Bard è un atto necessario. È un modo per ricaricare le batterie dell’anima e ritrovare quell’equilibrio che solo l’arte e la storia sanno dare.

Le fotografie che porterò con me non sono solo immagini, sono frammenti di un’esperienza che mi ha arricchito profondamente. Sono la testimonianza di un incontro tra le mie passioni e un luogo che le sa accogliere e valorizzare. Il bianco e nero restituirà alla perfezione l’atmosfera di questo luogo senza tempo, l’essenza di una fortezza che ha attraversato i secoli mantenendo intatto il suo fascino.

Il Forte di Bard rimarrà per sempre nei miei ricordi e, presto, anche nelle mie stampe in camera oscura. Perché alcuni luoghi, una volta incontrati, non ti lasciano più. Ti entrano dentro, diventano parte di te, della tua visione del mondo e della tua arte.


Carlo Oriani, fotografo – Melegnano, agosto 2025

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