Il nuovo capitolo di una saga che ha appena iniziato a svelarsi

La domanda che ricevo più spesso dai lettori de “Il Codice delle Sette Luci” è sempre la stessa: “Ci sarà un seguito?” La risposta è sì, e il viaggio è destinato a diventare ancora più affascinante di quanto possiate immaginare.
Mentre scrivevo le ultime pagine del primo romanzo, mi sono reso conto che la storia di Sasha e Giulia aveva toccato solo la superficie di un mistero molto più profondo. Le sette pietre blu, i ricordi delle vite passate, la Società del Tempo Eterno: tutto questo era solo l’inizio di qualcosa di più grande, di una verità che si estende ben oltre i confini della storia che conosciamo.
“L’Isola dei Progenitori” riprenderà da dove si è concluso il primo libro, ma in un mondo irrevocabilmente cambiato. Senza entrare nei dettagli per non rovinare l’esperienza di chi non ha ancora letto il primo romanzo, posso dire che gli eventi finali de “Il Codice delle Sette Luci” avranno conseguenze che nessuno dei protagonisti aveva previsto.
Il titolo stesso del sequel svela uno degli elementi centrali della nuova storia: un’isola che non compare in nessuna mappa moderna, un luogo che esiste in una dimensione parallela alla nostra realtà. È là che Sasha e Giulia dovranno recarsi per trovare le risposte definitive, ma raggiungerla richiederà un viaggio che metterà alla prova tutto ciò che credevano di sapere sul mondo.
Una delle sfide più affascinanti nella scrittura del sequel è stata l’evoluzione dei personaggi. Nel primo romanzo abbiamo seguito Sasha nel suo graduale risveglio ai ricordi del passato. Nel sequel, dovrà confrontarsi con capacità e responsabilità che vanno ben oltre ciò che aveva mai immaginato. La fotografia rimarrà centrale nella sua storia, ma in modi che non posso anticipare senza spoilerare.
Giulia, che nel primo libro aveva un ruolo più sfumato, nel sequel diventerà una protagonista a pieno titolo. Il suo rapporto con la musica si evolverà in direzioni inaspettate, e scopriremo aspetti del suo carattere che erano solo accennati nel primo romanzo.
La professoressa Elena Rossi manterrà il suo ruolo di custode di conoscenze antiche, ma anche lei si troverà ad affrontare scoperte che andranno oltre tutto quello che la Società del Tempo Eterno aveva immaginato. I segreti che ha protetto per una vita si riveleranno essere solo la punta di un iceberg molto più grande e misterioso.
Il sequel esplorerà domande che erano solo accennate nel primo libro: chi erano veramente i Progenitori che danno il titolo al romanzo? Qual è l’origine autentica delle pietre blu? E soprattutto: qual è il vero posto dell’umanità nell’universo? Sono domande enormi, e le risposte cambieranno per sempre la percezione che i protagonisti hanno di sé stessi e del mondo.
Milano, con i suoi luoghi carichi di storia come la Pinacoteca di Brera e la Biblioteca Braidense, non scomparirà dalla narrazione. Ma il sequel porterà i protagonisti anche in luoghi che non ho mai descritto prima, seguendo tracce che li condurranno molto lontano da casa, verso quella misteriosa isola che custodisce segreti antichi quanto il tempo stesso.
La dimensione della reincarnazione, che era il cuore del primo libro, nel sequel si evolverà in qualcosa di più complesso. Non si tratterà più solo di ricordare vite passate, ma di comprendere come queste vite si inseriscano in un disegno che attraversa non solo i secoli, ma forse i millenni.
Il rapporto tra Sasha e Giulia, che nel primo libro era principalmente incentrato sulla scoperta del loro legame attraverso le epoche, nel sequel verrà messo alla prova in modi che non posso anticipare. Quello che posso dire è che il loro legame sarà testato da forze che andranno ben oltre i nemici umani che hanno affrontato nel primo romanzo.
Una delle cose che mi entusiasma di più del sequel è la possibilità di esplorare le conseguenze a lungo termine degli eventi del primo libro. Ogni azione ha delle ripercussioni, ogni scoperta apre nuove domande, e ogni risposta rivela misteri ancora più profondi.
Il mio obiettivo è sempre stato quello di mantenere l’equilibrio tra rivelazione e mistero. I lettori che hanno amato il primo libro si aspettano delle risposte, ma dare troppe risposte troppo presto rovinerebbe la tensione narrativa. “L’Isola dei Progenitori” svelerà abbastanza da soddisfare la curiosità, ma manterrà sufficiente mistero da tenere i lettori con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.
La fotografia continuerà a essere un elemento centrale della narrazione, ma in modi che esploreranno il confine tra arte e realtà, tra ciò che vediamo e ciò che esiste veramente. Il potere delle immagini di catturare non solo momenti, ma verità più profonde, sarà uno dei temi portanti del nuovo romanzo.
“L’Isola dei Progenitori” non è solo un sequel: è la seconda parte di una storia che ho sempre immaginato come un dittico. Il primo libro ha posto le domande fondamentali; il secondo fornirà le risposte che cambieranno tutto.
Per chi ha letto “Il Codice delle Sette Luci” e ha sentito che la storia non poteva finire con quelle pagine, il sequel sarà il completamento naturale del viaggio. Per chi non ha ancora iniziato questa avventura, vi consiglio di cominciare dall’inizio: ogni mistero svelato nel sequel avrà un impatto molto maggiore se avrete vissuto insieme ai protagonisti tutto il percorso che li ha portati fino a quella misteriosa isola.
“L’Isola dei Progenitori” sarà disponibile prossimamente. Se non avete ancora scoperto il mondo delle sette pietre blu, “Il Codice delle Sette Luci” vi aspetta su Amazon. Il viaggio attraverso il tempo e la memoria sta per entrare nella sua fase più affascinante.

















