Dialogo Artistico: Alice Kavalla e la Fotografia di Carlo Oriani

La collaborazione artistica con Alice Kavalla รจ iniziata nel 2023 con la mostra UNO SGUARDO SUL MEDIOEVO, quando le mie immagini fotografiche si sono intrecciate per la prima volta con le sue parole evocative. Prima nella splendida cornice della Sala Imperatore del Castello Mediceo di Melegnano a giugno, poi nelle sale di Villa Mezzabarba a Borgarello in occasione della rievocazione storica dal Medioevo al Rinascimento. Quel viaggio parallelo tra presente e passato, dove le mie fotografie incontravano i suoi racconti di personaggi eroici e trame avvincenti, ha segnato l’inizio di un dialogo artistico che continua a evolversi.

C’รจ qualcosa di magico nel momento in cui due forme d’arte si riconoscono e decidono di crescere insieme. Da quella prima collaborazione medievale, Alice ha continuato il suo percorso di scrittura fino ad arrivare al suo romanzo “SEI come me”, e anche questa volta i nostri linguaggi artistici si sono ritrovati a dialogare. Era una sera prima della trasmissione radiofonica LIGHTNESS che Alice conduce su RadioUSOM, dove ormai sono ospite fisso. Ero appena tornato dall’Inghilterra con un portfolio di fotografie che ritraevano colline verdi che si perdevano nell’orizzonte.

Alice si รจ fermata su una particolare immagine – una di quelle che, pur essendo a colori, manteneva quella delicatezza tonale che si avvicina alla mia poetica del bianco e nero. I colori erano presenti ma smorzati, come filtrati da una leggera nebbia, creando un’atmosfera sospesa tra sogno e realtร . Questa รจ perfetta per il mio libro, ha detto con quella sicurezza che caratterizza chi ha trovato esattamente quello che cercava. In quel momento ho capito che la nostra sintonia artistica, nata tra le mura medievali, aveva trovato una nuova espressione.

Come fotografo, sono abituato a catturare frammenti di realtร  in un istante. Alice, invece, ha costruito il suo romanzo come un mosaico emotivo, dove ogni protagonista – Agata, Sammy, Lorella, Luna, Ottavia e Silvia – rappresenta una sfaccettatura dell’universo femminile contemporaneo. La sua capacitร  di “sviluppare” i caratteri ricorda il processo di camera oscura: lentamente, nell’acido del racconto, emergono i dettagli, le sfumature, le profonditร  nascoste.

Quello che mi ha colpito di piรน, seguendo la nascita di questo libro sin dalle prime idee che mi mostrava dopo i nostri eventi medievali, รจ stato vedere come Alice abbia affinato la sua voce narrativa. Ogni scrittore ha il suo territorio narrativo, quel terreno dove si muove con naturalezza e autenticitร . Alice lo ha trovato nel racconto della solidarietร  femminile, in quelle storie di donne che si incontrano e si riconoscono negli occhi l’una dell’altra.

La scelta di utilizzare la mia fotografia per la copertina non รจ stata casuale, ma il naturale proseguimento del nostro dialogo artistico iniziato tra castelli e rievocazioni storiche. Quella immagine di colline che si perdevano nell’orizzonte cattura perfettamente l’essenza del libro: la vastitร  del paesaggio rappresenta le infinite possibilitร  che si aprono quando le donne si sostengono a vicenda, mentre il senso di intimitร  che pervade lo scatto riflette la dimensione personale e autentica dei racconti di Alice. รˆ affascinante come un’immagine statica possa dialogare con centinaia di pagine scritte. La fotografia ferma un momento, la letteratura lo espande nel tempo. Insieme, creano una narrazione completa che tocca l’anima del lettore.

Essere stato il primo a farmi scrivere la dedica รจ stato un piccolo privilegio dell’amicizia che custodisco con affetto. Ma il vero privilegio รจ stato assistere alla trasformazione di Alice da scrittrice emergente – quella che con le sue parole dava vita ai miei scatti medievali – a narratrice consapevole della propria voce. Averla vista crescere, affinare il suo stile, trovare il coraggio di raccontare veritร  scomode e bellissime, รจ stato come osservare attraverso l’obiettivo il momento perfetto in cui tutto si allinea per creare l’immagine definitiva.

Questo libro mi ha fatto riflettere sul rapporto tra arte e vita, tra creativitร  e relazioni umane. Come fotografo, sono abituato a lavorare in solitudine, a catturare momenti fugaci che spesso nessun altro nota. Alice, invece, ha costruito la sua opera sulla condivisione, sull’incontro, sul riconoscimento reciproco. “SEI come me” non รจ solo il titolo del romanzo, รจ una filosofia di vita. รˆ il riconoscimento che, nonostante le nostre differenze, condividiamo tutti la stessa umanitร , le stesse paure, le stesse speranze. รˆ quello che accade quando due persone – che siano amiche, sorelle, sconosciute – si guardano davvero negli occhi e si riconoscono.

Il libro รจ ora disponibile su Amazon in versione cartacea ed eBook, gratuito per chi ha Kindle Unlimited. Vi invito a leggerlo non solo per la qualitร  della scrittura di Alice, ma per l’esperienza emotiva che offre. Preparatevi a riconoscervi in Agata, Sammy, Lorella, Luna, Ottavia e Silvia. Preparatevi a scoprire che, effettivamente, non siamo mai soli.

Come dice Alice, a volte basta un incontro per scoprire di non essere gli unici a provare certe emozioni, a vivere certi conflitti, a sognare certi sogni. E forse, in un mondo che spesso ci fa sentire isolati, questo รจ il regalo piรน prezioso che un libro possa farci: la consapevolezza che siamo tutti, in fondo, incredibilmente simili.


Mentre scrivo queste righe, ho davanti a me quella fotografia di colline inglesi che ora decora la copertina del libro di Alice. E sorrido, pensando a come il nostro dialogo artistico, nato tra le mura di un castello medievale, abbia trovato una nuova forma di espressione. L’arte ha sempre il potere di creare connessioni inaspettate, di costruire ponti tra anime diverse ma profondamente affini.

L’Allineamento Perfetto: Cuore, Mente e Occhio nella Fotografia in Bianco e Nero

L’Allineamento Perfetto: Cuore, Mente e Occhio nella Fotografia in Bianco e Nero

Riflessioni di un fotografo sull’essenza dell’arte fotografica

Quando Henri Cartier-Bresson pronunciรฒ quelle parole immortali – “Quello che un buon fotografo deve cercare di fare รจ mettere sulla stessa linea di mira il cuore, la mente e l’occhio” – non poteva immaginare quanto profondamente avrebbero risuonato nell’anima di chi, come me, ha fatto della fotografia in bianco e nero la propria ragione di vita.

Da un’intera vita catturato dall’incantesimo del bianco e nero, ho compreso che questa scelta non รจ mai stata una semplice preferenza estetica. รˆ piuttosto una filosofia, un modo di vedere il mondo spogliato dalle distrazioni del colore, dove ogni sfumatura di grigio racconta una storia, dove ogni ombra nasconde un segreto.

Il bianco e nero mi permette di cogliere l’essenza pura del soggetto, quella veritร  nascosta che spesso il colore maschera. Quando inquadro nel mirino, non vedo rossi o blu, ma vedo anime, emozioni, la luce che danza con l’oscuritร  in un’eterna dialettica di contrasti.

Nella mia ricerca fotografica, la bellezza femminile occupa un posto speciale. Non รจ quella patinata e artificiale delle riviste, ma quella autentica, quella che emerge dalla spontaneitร  di un gesto, dalla malinconia di uno sguardo, dalla grazia di una posa naturale.

Fotografare una donna in bianco e nero significa catturare la sua essenza piรน profonda. I toni di grigio accarezzano le curve del viso come pennellate d’argento, mentre le ombre modellano i lineamenti con la delicatezza di un’antica scultura. Ogni ritratto diventa un dialogo silenzioso tra il mio obiettivo e l’anima del soggetto.

Ricordo un pomeriggio di novembre; la luce dorata che filtrava attraverso le persiane creava geometrie perfette sul volto di Helena. In quel momento, cuore, mente e occhio si sono allineati perfettamente: il cuore ha sentito la malinconia del momento, la mente ha calcolato l’esposizione ideale, l’occhio ha catturato quell’istante irripetibile. Il risultato รจ stato una fotografia che ancora oggi, guardandola, mi fa battere il cuore.

La mia passione per l’epoca medievale si riflette inevitabilmente nel mio lavoro fotografico. Castelli che si ergono contro cieli drammatici, chiese romaniche che sussurrano antiche preghiere, borghi medievali dove il tempo sembra essersi fermato.

Il bianco e nero รจ il linguaggio naturale per raccontare questi luoghi intrisi di storia. Le pietre millenarie, scolpite dal tempo e dalle intemperie, trovano nel monocromo la loro voce piรน autentica. Ogni ombra racconta di cavalieri e dame, ogni fascio di luce che penetra attraverso le feritoie di un castello narra epopee dimenticate.

Quando fotografo un’architettura medievale, sento il peso della storia sulle mie spalle. Il mio obiettivo diventa un ponte tra passato e presente, un mezzo per far rivivere emozioni sepolte sotto secoli di polvere. La fotografia in bianco e nero amplifica questa sensazione, eliminando le distrazioni cromatiche e concentrando l’attenzione sull’essenza stessa del soggetto.

Tornando alle parole del maestro Cartier-Bresson, ho imparato sulla mia pelle cosa significhi davvero allineare cuore, mente e occhio. Non รจ un processo meccanico, ma una sorta di meditazione in movimento.

Il cuore รจ l’impulso primordiale, quello che mi spinge a sollevare la fotocamera quando intuisco che qualcosa di speciale sta per accadere. รˆ l’emozione pura, quella che fa tremare le mani nell’attesa dello scatto perfetto.

La mente รจ il calcolo, la tecnica, l’esperienza accumulata negli anni. รˆ quella che sussurra: “Diaframma f/2,8, tempo 1/60, ISO 400.” รˆ la razionalitร  che bilancia l’istinto del cuore.

L’occhio รจ la sintesi, il punto di incontro tra emozione e tecnica. รˆ quello che vede la composizione perfetta, che coglie l’attimo decisivo, che trasforma una semplice immagine in una fotografia.

Ogni volta che esco con la mia fedele Nikon, cerco quel momento magico in cui tutti gli elementi si allineano. Che si tratti di immortalare il sorriso fugace di una donna o le ombre che danzano sui muri di un castello, l’obiettivo รจ sempre lo stesso: catturare l’anima del soggetto.

Il bianco e nero mi aiuta in questa ricerca, eliminando le distrazioni e concentrando l’attenzione su ciรฒ che davvero conta: la luce, l’ombra, l’emozione, la storia. Ogni scatto รจ una piccola preghiera, un tentativo di fermare il tempo e regalare all’eternitร  un frammento di bellezza.

Nella mia carriera di fotografo, ho imparato che la vera maestria non sta nella perfezione tecnica, ma nella capacitร  di trasmettere emozioni. Le parole di Cartier-Bresson continuano a guidarmi ogni giorno, ricordandomi che dietro ogni grande fotografia c’รจ sempre un perfetto allineamento tra cuore, mente e occhio.

Il bianco e nero rimane il mio linguaggio d’elezione, quello che meglio sa tradurre in immagini i miei sogni di bellezza femminile e di epoche lontane. Perchรฉ alla fine, ogni fotografia รจ un piccolo miracolo: la capacitร  di trasformare la luce in memoria, l’attimo in eternitร , l’emozione in arte.

E io, con la mia fotocamera in mano, continuo a cercare quell’allineamento perfetto, quel momento magico in cui il mondo si ferma per lasciarsi immortalare.

Writer & Photographer: ยฉ Carlo Oriani

Recensione di “Confini Sfumati”

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Recensione di “Confini Sfumati”

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Quando la mia cara amica Joan mi ha consegnato la bozza di “Confini Sfumati” con quella dedica che ancora oggi mi emoziona, non immaginavo di trovarmi tra le mani un romanzo erotico cosรฌ coinvolgente e raffinato. Leggere le parole di qualcuno che conosci intimamente, vedere i suoi pensieri prendere forma in una storia cosรฌ appassionante, รจ un’esperienza che va oltre la semplice lettura: posso assicurare che questo libro farร  battere il cuore a molte lettrici.

Joan ha creato in Bianca Moretti una protagonista in cui ogni donna moderna puรฒ riconoscersi: brillante diplomatica che lotta tra carriera e desideri, forte ma vulnerabile, determinata eppure capace di abbandonarsi completamente quando incontra l’uomo giusto. E che uomo! Carlo Rinaldi รจ il perfetto Alpha male contemporaneo: fotografo nomade dal fascino magnetico, esperto delle arti dell’amore quanto degli obiettivi della sua macchina fotografica. Il loro primo incontro al Coastal Cafรฉ di Dar es Salaam crea una tensione erotica che si puรฒ tagliare con un coltello.

L’ambientazione tanzaniana non รจ solo scenografia, ma diventa complice della passione: la tempesta al Kibali Lodge che li spinge l’uno nelle braccia dell’altro, la ricerca disperata nel Serengeti che rivela quanto profondo sia il loro legame. Joan sa costruire atmosfere che rendono ogni bacio, ogni carezza, ogni momento di intimitร  assolutamente credibile e travolgente.

Ma รจ proprio nell’erotismo che Joan dimostra il suo talento piรน sorprendente. Le scene d’amore sono scritte con una sensualitร  che fa venire i brividi: intense, appassionate, mai volgari ma abbastanza esplicite da far accelerare il battito cardiaco. Il modo in cui descrive il desiderio, l’attesa, l’abbandono totale tra Carlo e Bianca รจ qualcosa che ogni donna dovrebbe leggere almeno una volta. Quando lui le sussurra “sei mia” durante la tempesta, o quando lei finalmente si arrende alla passione nell’epilogo all’aeroporto… beh, preparatevi a dover aprire qualche finestra!

Joan riesce nell’impresa piรน difficile: scrivere di sesso parlando d’amore, creare scene bollenti che sono anche profondamente romantiche. Ogni momento di intimitร  fisica serve a far crescere la connessione emotiva tra i protagonisti, ogni bacio racconta una storia di anime che si riconoscono.

Certo, come amico sincero devo dire che alcune transizioni avrebbero potuto essere piรน fluide, ma quando ti ritrovi col fiato sospeso durante i loro incontri clandestini, questi dettagli diventano irrilevanti.

“Confini Sfumati” รจ il libro perfetto per chi cerca un romanzo erotico intelligente, con personaggi complessi e una storia che sa emozionare quanto eccitare. Se amate gli Alpha male che sanno essere teneri, le eroine forti che non hanno paura di perdere il controllo, e scene d’amore che vi faranno sognare per settimane, questo libro deve assolutamente finire sul vostro comodino.

Preparatevi a notti insonni: non solo per la voglia di sapere come va a finire, ma anche per quello che queste pagine sapranno risvegliare in voi.

ยฉ Carlo Oriani


“Confini Sfumati” di Joan K. Thompson รจ disponibile su AMAZON in versione cartacea.

MotoBrumed 2025: Grande successo per il primo motoraduno di Mombretto

Un evento che ha fatto rombare i motori e vibrare il cuore della comunitร 

Ieri si รจ svolto con grande successo il primo MotoBrumed 2025, il motoraduno organizzato dal Comune di Mediglia con la collaborazione operativa di Radio Usom, l’unica radio di Melegnano. L’evento ha rappresentato il primo appuntamento del Mediglia Summer Festival, portando energia, passione e il rombo dei motori nella suggestiva cornice di Mombretto.

Un’organizzazione impeccabile nonostante il meteo

Nonostante le previsioni meteorologiche non proprio favorevoli, i centauri si sono presentati numerosi in piazza Terracini a Mombretto, pronti a far rombarre i motori delle loro motociclette. L’evento ha dimostrato come la passione per le due ruote possa superare qualsiasi ostacolo, anche quello del maltempo.

Al loro arrivo, i motociclisti hanno avuto il piacere di fare un giro per le frazioni del comune di Mediglia, scoprendo le bellezze del territorio in sella alle loro fedeli compagne.

Radio Usom al centro dell’evento

Radio Usom ha svolto un ruolo fondamentale come partner ufficiale dell’iniziativa. Gli speaker della radio, tra cui L’Alis, conduttrice del programma radiofonico Lightness che parla appunto di viaggi in moto, l’impeccabile regia di Maxtriplax, il fotografo ufficiale Carlo Oriani, Rosanna, Roberto Florindi e lo Chansommelier Fel, erano tutti presenti per raccontare emozioni e storie direttamente dal cuore dell’evento. Era presente anche Davide Anastasio, il presidente dell’Usom Calcio, e Monica della radio che si รจ occupata della parte social dell’evento.

La radio ha offerto interviste dal vivo ai protagonisti del motoraduno, con “caschi allacciati e microfoni aperti per dare voce a chi vive sulle due ruote: per passione, per libertร , per divertimento… o perchรฉ ha fatto della moto una vera filosofia di vita”.

Un evento che ha superato le difficoltร 

Nonostante il forte vento e la pioggia che hanno fatto desistere gran parte del pubblico inizialmente intervenuto, l’evento รจ proseguito con successo grazie alla costanza e alla determinazione dei volontari di ProLoco Mediglia e di DJ Psycho. La serata รจ continuata all’insegna della musica live.

Un successo da ripetere

L’entusiasmo per questo primo MotoBrumed lascia ben sperare per le future edizioni dell’evento, che verrร  riproposto il prossimo anno.

Il successo del MotoBrumed 2025 dimostra come eventi di questo tipo possano valorizzare il territorio e creare momenti di aggregazione autentica, dove la passione per le due ruote diventa un ponte tra persone diverse unite dall’amore per la libertร  su strada.


Writer & Photographer: ยฉ Carlo Oriani

#RadioUsom #WeLikeToMakeToGo #MotoBrumed #Mombretto

Due serate, due luoghi: riflessioni sul Codice delle Sette Luci

Cari lettori, รจ passata una settimana dalle due serate di presentazione de “Il Codice delle Sette Luci” – la prima nella sala Consiliare del Comune di Vizzolo Predabissi e la seconda al Museo Broggi di Melegnano – e sto ancora riflettendo su quello che รจ emerso da questi incontri. Le sale non erano stracolme, era prevedibile con questa calura estiva, ma proprio per questo l’atmosfera รจ stata piรน intima e raccolta. Quello che mi ha colpito di piรน non sono stati gli applausi, ma la qualitร  delle domande che sono arrivate dopo, quelle che dimostrano quando un libro riesce davvero a toccare le corde giuste.

La cosa che mi ha fatto piรน piacere รจ stato vedere come i lettori presenti abbiano colto immediatamente la doppia anima del romanzo, nonostante fossi io stesso curioso di capire come sarebbe stata accolta questa storia. Da una parte c’รจ Sasha De Angelis, il mio fotografo protagonista che vive e respira Milano attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica. Dall’altra c’รจ questo mistero delle sette pietre blu che lo trascina in un viaggio attraverso le sue vite passate. E devo dire che il pubblico ha dimostrato di capire perfettamente che non si tratta di due storie separate.

Quando l’obiettivo diventa una finestra sull’anima

Una ragazza al Museo Broggi mi ha fatto una domanda che ha colto nel segno la connessione tra le mie due passioni: “Conosco le tue fotografie in bianco e nero e so perfettamente che quando scatti lo fai in modo istintivo, come hai fatto ad adattarti a un ritmo piรน lento e riflessivo dato dalla scrittura?” La sua domanda mi ha fatto riflettere su qualcosa che non avevo mai verbalizzato prima. รˆ vero che scatto in modo istintivo perchรฉ in quel preciso momento vedo qualcosa che altri non vedono, ma รจ anche vero che la scrittura non รจ altro che dipingere con la penna, mentre nella fotografia si dipinge con luce e ombre. In realtร , devo ammettere che spesso scrivo anch’io d’istinto, e poi faccio una fatica tremenda a cambiare anche quando mi viene chiesto di farlo. Forse fotografia e scrittura non sono cosรฌ diverse: entrambe catturano l’essenza di un momento, di un’emozione, di una veritร  che altrimenti andrebbe perduta.

Sasha non รจ un fotografo qualunque. รˆ uno che vede oltre quello che inquadra. E quando inizia a ricordare le sue vite precedenti, si rende conto che il suo occhio fotografico รจ sempre stato lรฌ, a catturare dettagli che gli altri non vedono. รˆ come se la sua anima avesse sempre saputo di dover documentare qualcosa di importante, vita dopo vita.

Il fascino eterno delle vite passate

Ma parliamo dell’aspetto che forse mi incuriosiva di piรน: come sarebbe stata accolta la reincarnazione. Lo so, puรฒ sembrare un tema “difficile” per un thriller. Invece, osservando le reazioni del pubblico durante entrambe le presentazioni, ho avuto la conferma che รจ esattamente il contrario. Le vite passate non sono un espediente narrativo esotico, sono il modo piรน diretto per esplorare chi siamo davvero quando togliamo tutte le maschere.

Sasha scopre di essere stato, in vite precedenti, persone completamente diverse. Un giovane ladro parigino di nome Sรฉbastien, un guardiamarina inglese chiamato James, un orologiaio rivoluzionario di nome Antoine, persino una guaritrice accusata di stregoneria, Giuliana… Ma quello che lo affascina (e che ha affascinato i lettori) non sono tanto i dettagli storici, quanto il filo rosso che collega tutte queste esistenze. Le sette pietre blu sono il mistero che attraversa i secoli, ma la vera scoperta รจ che alcuni legami sono davvero eterni.

Durante la serata al Museo Broggi, ho coinvolto direttamente il pubblico con una domanda che ha scatenato reazioni sorprendenti: “Avete mai provato dei dรฉjร  vu? Credete di aver vissuto altre vite?” Le mani si sono alzate una dopo l’altra, e le testimonianze hanno riempito la sala. Chi immaginava di essere stata una strega in vite passate, chi sentiva una connessione profonda con gli anni ’30, chi raccontava di aver provato disagio inspiegabile in certi luoghi, avvertendo presenze invisibili ma tangibili. Una lettrice ha confessato: “Mentre leggevo, mi sono chiesta se anche i miei incontri piรน importanti fossero in realtร  dei ‘ritrovamenti’.” Ecco, questo รจ esattamente quello che speravo di trasmettere. Non importa se credete o no nella reincarnazione. Quello che conta รจ la sensazione che alcuni incontri, alcuni luoghi, alcune situazioni ci sembrino familiari per motivi che vanno oltre la logica.

Quando i lettori diventano complici

Devo ammettere che i commenti sui dialoghi mi hanno fatto particolarmente piacere, anche se non me li aspettavo. Scrivere dialoghi credibili รจ una delle sfide piรน grandi per chi racconta storie, soprattutto quando si tratta di un thriller esoterico ambientato a Milano. Come fai a far parlare un fotografo contemporaneo che scopre di ricordare vite passate senza che suoni pretenzioso o inverosimile?

La risposta l’ho trovata ascoltando davvero le persone. Sasha parla come parlerebbe chiunque di noi di fronte a qualcosa di incredibile: con dubbi, meraviglia, paura e quella curiositร  che ti spinge comunque ad andare avanti. I suoi dialoghi con gli altri personaggi sono quelli che avreste voi, quelli che avrei io, quelli che abbiamo tutti quando la realtร  supera la fantasia.

Un invito sincero

Concludo con una confessione: ascoltare le reazioni dei lettori in quelle due serate mi ha ricordato perchรฉ ho iniziato a scrivere. Non per spiegare misteri o dare risposte definitive, ma per condividere domande che ci tengono svegli la notte e che ci fanno sentire meno soli nell’universo.

“Il Codice delle Sette Luci” รจ lรฌ che vi aspetta su Amazon, pronto a portarvi in questo viaggio tra Milano, la fotografia, le vite passate e i segreti che il tempo non riesce a cancellare. Se siete tra quelli che amano le storie che non si accontentano della superficie, che mescolano thriller e mistero con domande profonde sull’anima, allora Sasha De Angelis vi sta aspettando.

Andate su Amazon, cercate “Il Codice delle Sette Luci” e lasciatevi trascinare in questa avventura. E poi, se volete, scrivetemi. Mi piacerebbe sapere se anche voi, come i lettori di Melegnano, vi siete chiesti se certi incontri nella vostra vita fossero davvero dei “ritrovamenti”.

Buona lettura!

Carlo Oriani

I Leoni da tastiera: La Violenza Verbale sui social

Quando i Social Diventano Ring: Storia di un Post che ha Scatenato lโ€™Inferno

Ieri stavo scorrendo il feed di Facebook quando mi sono imbattuto in un post che mi ha fatto riflettere parecchio. Una lettrice aveva scritto un commento davvero offensivo verso un famoso scrittore, usando parole molto pesanti per demolire completamente la sua opera e addirittura la sua persona. Non era una semplice critica letteraria, ma un attacco feroce e gratuito. Un post cosi cattivo che ti aspetteresti venisse ignorato. E invece no.

In poche ore quel post รจ diventato un campo di battaglia virtuale. Un vero e proprio inferno, con decine e decine di commenti al vetriolo. Tutti contro tutti. Chi difendeva lo scrittore attaccando chi lo criticava, chi rincarava la dose contro lโ€™autore, chi se la prendeva con la lettrice che aveva osato esprimere la sua opinione. Una guerra senza quartiere fatta di insulti, sarcasmo velenoso e cattiveria gratuita.

Guardando quella scia di commenti sempre piรน aggressivi, mi sono chiesto: come siamo arrivati a questo punto? Quando abbiamo smesso di comportarci da esseri umani civili per trasformarci in gladiatori digitali pronti a scannarci per qualsiasi cosa?

Lo Schermo che Trasforma: Quando Diventiamo Altre Persone

La cosa che piรน mi ha colpito, leggendo quei commenti, รจ stata la cattiveria gratuita. Persone che probabilmente nella vita reale sono educate, magari genitori di famiglia, lavoratori rispettabili, che dietro lo schermo si trasformano in bestie feroci. Come se la tastiera fosse una bacchetta magica che fa sparire lโ€™educazione e il rispetto per gli altri.

รˆ un fenomeno che conosciamo tutti ma che facciamo finta di non vedere: sui social siamo diversi. Piรน aggressivi, piรน giudicanti, piรน crudeli. Lo schermo del computer o del telefono diventa una specie di maschera che ci fa sentire invisibili e invincibili allo stesso tempo. Possiamo dire tutto quello che vogliamo senza guardare negli occhi la persona che stiamo ferendo, senza vedere le sue reazioni, senza renderci conto che dallโ€™altra parte cโ€™รจ un essere umano con sentimenti proprio come noi.

รˆ come se il mondo digitale avesse fatto uscire fuori la nostra versione peggiore, quella che normalmente teniamo nascosta perchรฉ ci vergogniamo. Online invece la sfoggiamo con orgoglio, come se essere stronzi fosse diventato un vanto.

Tutti Critici Letterari, Tutti Esperti

Una cosa che mi ha fatto sorridere amaramente in quella discussione รจ stata la quantitร  di improvvisati critici letterari che sono spuntati fuori. Persone che probabilmente non leggono un libro da anni che si ergevano a giudici supremi del buono e cattivo gusto letterario. Ognuno con la sua veritร  assoluta, ognuno convinto di aver ragione al 100%.

Ma quando abbiamo deciso che basta avere un profilo Facebook per diventare esperti di tutto? Quando lโ€™opinione personale รจ diventata veritร  scientifica? รˆ come se i social avessero cancellato la differenza tra โ€œmi piaceโ€ e โ€œรจ oggettivamente buonoโ€, tra gusto personale e competenza professionale.

Non fraintendetemi: ognuno ha il diritto di dire se un libro gli รจ piaciuto o no. Ma cโ€™รจ una bella differenza tra dire โ€œa me non piace questo autoreโ€ e โ€œquesto autore รจ una merda e chi lo legge รจ un idiotaโ€. La prima รจ unโ€™opinione rispettabile, la seconda รจ violenza verbale pura.

Il problema รจ che sui social questa distinzione รจ saltata completamente. Tutto diventa assoluto, categorico, definitivo. Non esistono piรน le sfumature, i โ€œforseโ€, i โ€œsecondo meโ€. Esistono solo i โ€œรจ cosรฌ e bastaโ€ accompagnati da valanghe di insulti per chi non la pensa allo stesso modo.

Lโ€™Illusione del Coraggio Virtuale

La cosa piรน assurda di tutta quella discussione รจ che sono sicuro che il 90% di quelle persone cosรฌ aggressive online non avrebbe mai il coraggio di dire le stesse cose guardando in faccia lโ€™interlocutore. รˆ facile essere coraggiosi quando sei seduto comodo sul tuo divano con la tastiera tra le mani. รˆ facilissimo fare il duro quando non devi affrontare le conseguenze delle tue parole.

Ma questo cosa ci dice di noi come societร ? Che siamo diventati codardi che si sentono forti solo quando sono nascosti? Che abbiamo bisogno dello schermo per tirare fuori quello che pensiamo davvero? รˆ una riflessione che fa male, ma che dovremmo fare tutti.

I social ci hanno dato il potere di raggiungere milioni di persone con un click, ma non ci hanno dato la saggezza per usare questo potere responsabilmente. รˆ come dare una pistola a un bambino: puรฒ fare danni enormi senza neanche rendersene conto.

Lโ€™Economia della Rabbia

E poi cโ€™รจ un altro aspetto che spesso non consideriamo: i social network ci fanno soldi sulla nostra rabbia. Gli algoritmi di Facebook, Instagram, TikTok sono programmati per mostrarci contenuti che ci fanno reagire emotivamente, perchรฉ una persona arrabbiata รจ una persona che interagisce, che commenta, che condivide, che resta collegata piรน a lungo.

In pratica, la nostra indignazione รจ diventata una merce che viene venduta agli inserzionisti. Piรน siamo incazzati, piรน tempo passiamo sui social, piรน pubblicitร  vediamo, piรน soldi guadagnano le piattaforme. รˆ un sistema perverso che ci trasforma in prodotti senza che ce ne accorgiamo.

Quella discussione che ho visto non era solo un gruppo di persone che litigavano per uno scrittore: era un gruppo di persone che stavano inconsapevolmente lavorando gratis per i colossi della tecnologia, generando contenuti che aumentano lโ€™engagement e quindi i profitti delle piattaforme.

Il Prezzo Umano della Violenza Digitale

Ma mentre i social network ci guadagnano, noi ci rimettiamo tutti. Ci rimettiamo in umanitร , in rispetto reciproco, in capacitร  di dialogo. Ci rimettiamo la possibilitร  di confrontarci civilmente, di imparare gli uni dagli altri, di crescere attraverso il dibattito costruttivo.

Dietro ogni profilo che viene attaccato cโ€™รจ una persona reale che puรฒ rimanere ferita, scoraggiata, traumatizzata. Magari รจ una persona che aveva solo voglia di condividere la sua opinione su un libro e si รจ ritrovata al centro di un linciaggio virtuale. Magari รจ una persona sensibile che quelle parole se le porta dietro per giorni, per settimane.

E tutto questo per cosa? Per difendere uno scrittore che probabilmente neanche sa che esistiamo? Per dimostrare di avere ragione su qualcosa che, in fondo, รจ solo questione di gusti? Ne vale davvero la pena?

Quando lโ€™Ego Digitale Prende il Sopravvento

Il punto รจ che sui social non stiamo piรน comunicando: stiamo facendo spettacolo. Ogni commento รจ una performance davanti a un pubblico invisibile, ogni risposta รจ un tentativo di sembrare piรน intelligenti, piรน spiritosi, piรน fighi degli altri. Lโ€™obiettivo non รจ piรน il dialogo, ma lโ€™applauso virtuale sotto forma di like e condivisioni.

รˆ come se fossimo tutti diventati piccoli influencer in cerca di visibilitร , disposti a tutto pur di ottenere un poโ€™ di attenzione. E siccome lโ€™attenzione online si ottiene con contenuti che fanno scalpore, ecco che diventiamo sempre piรน estremi, sempre piรน aggressivi, sempre piรน cattivi.

Il nostro ego digitale ha preso il sopravvento sulla nostra umanitร . Preferiamo sembrare vincenti online piuttosto che essere brave persone nella vita reale. รˆ un trade-off che stiamo facendo senza neanche rendercene conto, e che sta cambiando chi siamo nel profondo.

La Perdita dellโ€™Arte del Dialogo

Quello che mi manca di piรน, guardando discussioni come quella, รจ lโ€™arte del dialogo. Una volta si chiamava โ€œconversazioneโ€: persone diverse che si confrontavano su idee diverse, ognuna pronta ad ascoltare lโ€™altra, magari anche a cambiare idea se gli argomenti dellโ€™interlocutore erano convincenti.

Oggi sui social non esistono piรน conversazioni, esistono solo monologhi paralleli. Ognuno parla, nessuno ascolta. Ognuno vuole convincere, nessuno vuole essere convinto. Ognuno urla la sua veritร , nessuno ha dubbi o incertezze.

รˆ come se avessimo dimenticato che confrontarsi con chi la pensa diversamente da noi รจ unโ€™opportunitร , non una minaccia. Che essere messi in discussione ci aiuta a crescere, non ci diminuisce. Che ammettere di non sapere tutto non รจ una vergogna, ma un segno di intelligenza.

Il Virus della Polarizzazione

I social hanno trasformato ogni argomento in una battaglia tra tifoserie. Non importa di cosa si parli – libri, film, politica, calcio – subito si formano due squadre che si fronteggiano come se fosse una questione di vita o di morte. E chi cerca di mantenere una posizione equilibrata, chi prova a vedere le ragioni di entrambe le parti, viene attaccato da tutti.

รˆ come se il mondo fosse diventato binario: o sei con noi o sei contro di noi. Non esistono piรน le zone grigie, i compromessi, le posizioni sfumate. Tutto รจ bianco o nero, giusto o sbagliato, amico o nemico.

Questa polarizzazione artificiale sta distruggendo la nostra capacitร  di pensiero critico. Ci sta trasformando in soldatini di eserciti ideologici che non abbiamo scelto consciamente, ma in cui siamo finiti per caso, magari solo perchรฉ abbiamo messo un like al posto sbagliato.

La Responsabilitร  delle Nostre Parole

Eppure, in mezzo a tutto questo caos, cโ€™รจ una cosa che possiamo controllare: le nostre parole. Ogni volta che scriviamo un commento, ogni volta che rispondiamo a un post, ogni volta che condividiamo qualcosa, stiamo facendo una scelta. Possiamo scegliere di alimentare lโ€™odio o di seminare rispetto. Possiamo scegliere di attaccare o di costruire ponti.

Non รจ facile, lo so. รˆ molto piรน facile lasciarsi trascinare dalla rabbia, rispondere a tono, restituire colpo su colpo. Ma se vogliamo che i social tornino ad essere spazi di confronto invece che arene di gladiatori, dobbiamo iniziare da noi stessi.

Dobbiamo ricordarci che dietro ogni profilo cโ€™รจ una persona. Che le parole fanno male davvero, anche se sono solo pixel su uno schermo. Che la libertร  di espressione viene sempre accompagnata dalla responsabilitร  delle conseguenze.

Una Possibile Soluzione: Lโ€™Identitร  Digitale Certificata?

Negli ultimi mesi si sta parlando sempre piรน spesso di una possibile soluzione per limitare la violenza verbale online: lโ€™obbligo di verifica dellโ€™identitร  reale per accedere ai social network. Lโ€™idea sarebbe quella di collegare ogni profilo social a un documento dโ€™identitร  verificato, un poโ€™ come giร  succede con i sistemi di identitร  digitale come SPID o la Carta dโ€™Identitร  Elettronica che usiamo per accedere ai servizi pubblici.

In Francia, alcuni parlamentari stanno considerando di rendere obbligatoria la verifica dellโ€™identitร  degli utenti prima che possano accedere ai social network. Lโ€™idea รจ semplice: se le persone non possono piรน nascondersi dietro nickname anonimi, forse si comporteranno meglio.

Ma questa soluzione solleva interrogativi importanti. Da una parte, potrebbe davvero ridurre la violenza verbale online: รจ difficile essere crudeli quando sai che le tue parole sono collegate al tuo nome e cognome veri. Dallโ€™altra parte, perรฒ, cโ€™รจ il rischio di violare la privacy e la libertร  di espressione che da sempre caratterizzano internet.

Privacy vs. Sicurezza: Un Equilibrio Difficile

Secondo alcuni esperti legali, forzare gli utenti a certificare la propria identitร  sarebbe incompatibile con la legge europea, che non prevede una sorveglianza permanente e generalizzata dei social network. Il rischio รจ quello di passare da un sistema di totale libertร  a un regime di controllo che potrebbe soffocare il dibattito pubblico.

E poi cโ€™รจ un altro problema pratico: chi ci garantisce che questi sistemi di verifica siano davvero sicuri? Giร  oggi emergono dubbi sulla sicurezza dei sistemi che gestiscono il rilascio delle identitร  digitali come SPID e CIE. Se questi dati finissero nelle mani sbagliate, potremmo trovarci con problemi molto piรน gravi della violenza verbale online.

Inoltre, lโ€™anonimato su internet non รจ sempre una cosa negativa. Protegge chi denuncia abusi, chi vive in regimi oppressivi, chi ha bisogno di esprimere la propria opinione senza timore di ritorsioni. Eliminarlo completamente potrebbe creare piรน problemi di quanti ne risolva.

Non sto dicendo che dobbiamo essere tutti dโ€™accordo su tutto. Sarebbe noioso e anche impossibile. Sto dicendo che possiamo essere in disaccordo rimanendo civili. Possiamo criticare le idee senza distruggere le persone. Possiamo discutere senza dichiarare guerra.

Forse รจ un sogno utopico, ma mi piace pensare che si possa ancora salvare qualcosa di buono dai social network. Che si possa trasformare la rabbia in curiositร , lโ€™aggressivitร  in passione, lโ€™odio in desiderio di capire.

Perchรฉ in fondo, quello che ci unisce รจ molto di piรน di quello che ci divide. Tutti amiamo le storie, anche se preferiamo autori diversi. Tutti cerchiamo bellezza, anche se la troviamo in posti diversi. Tutti vogliamo essere ascoltati e capiti, anche se parliamo lingue diverse.

Verso un Social piรน Umano

Mentre scrivo queste righe, quel post che ha scatenato tutto รจ ancora lรฌ, con i suoi commenti velenosi che continuano ad arrivare. Una piccola guerra digitale che probabilmente nessuno ricorderร  tra una settimana, ma che ha contribuito a rendere il mondo online un posto un poโ€™ piรน cattivo.

Mentre scrivo queste righe, quel post che ha scatenato tutto รจ ancora lรฌ, con i suoi commenti velenosi che continuano ad arrivare. Una piccola guerra digitale che probabilmente nessuno ricorderร  tra una settimana, ma che ha contribuito a rendere il mondo online un posto un poโ€™ piรน cattivo.

La prossima volta che vi troverete davanti a un post che vi fa venire voglia di rispondere male, fermatevi un secondo. Chiedetevi: questa risposta aggiunge qualcosa di costruttivo alla discussione? Fa bene a me e agli altri? รˆ il tipo di commento che vorrei ricevere se fossi dallโ€™altra parte?

Se la risposta รจ no, forse รจ meglio chiudere lโ€™app e andare a farsi una passeggiata. Il mondo digitale puรฒ aspettare. La nostra umanitร , no.

ยฉ Carlo Oriani

Battito Accelerato e Gratitudine: La Mia Prima come Scrittore

Ieri sera sono salito sul palco con il cuore che batteva a mille ๐Ÿ’“ perchรฉ era la mia ๐๐‘๐ˆ๐Œ๐€ ๐ฏ๐จ๐ฅ๐ญ๐š ๐œ๐จ๐ฆ๐ž ๐ฌ๐œ๐ซ๐ข๐ญ๐ญ๐จ๐ซ๐ž. La Sala Consiliare del Comune di Vizzolo Predabissi (MI) non era completamente piena, e ci sta, l’avevo messo in conto, ma quello che ho trovato รจ stato ancora piรน prezioso: un gruppo di persone davvero interessate e coinvolte.

Vedere i vostri volti attenti, le vostre domande, il dibattito che si รจ acceso… mi ha fatto capire che ne รจ valsa davvero la pena! A volte la qualitร  dell’ascolto vale piรน della quantitร  dei presenti.

Grazie a tutti quelli che hanno partecipato alla presentazione de “๐ˆ๐‹ ๐‚๐Ž๐ƒ๐ˆ๐‚๐„ ๐ƒ๐„๐‹๐‹๐„ ๐’๐„๐“๐“๐„ ๐‹๐”๐‚๐ˆ”. L’interesse che avete mostrato per i temi del libro – dalle vite passate alla Societร  del Tempo Eterno, dai misteri delle pietre blu alle veritร  nascoste che attraversano la storia – mi ha emozionato piรน di quanto potessi immaginare.

Ogni scrittore si fa sempre la stessa domanda: “Ma interesserร  davvero a qualcuno quello che ho scritto?” Ieri sera ho avuto la mia risposta โœจ

Un ringraziamento speciale va ad Alice Kavalla, la mia socia dโ€™arte, che ha moderato la serata con la sua solita eleganza e sensibilitร , e a Ilaria Castelli per aver arricchito il dibattito con la sua competenza in astrologia ed energia karmica – perfetta sintonia con i temi del libro!

Per chi si fosse perso la presentazione di ieri sera, ci sarร  una nuova occasione: ๐ฌ๐š๐›๐š๐ญ๐จ ๐Ÿ๐Ÿ’ ๐ ๐ข๐ฎ๐ ๐ง๐จ ๐š๐ฅ๐ฅ๐ž ๐Ÿ๐Ÿ.๐ŸŽ๐ŸŽ ๐ฉ๐ซ๐ž๐ฌ๐ฌ๐จ ๐ข๐ฅ ๐Œ๐ฎ๐ฌ๐ž๐จ ๐๐ซ๐จ๐ ๐ ๐ข ๐๐ข ๐Œ๐ž๐ฅ๐ž๐ ๐ง๐š๐ง๐จ. Vi aspetto numerosi!

Grazie di cuore! ๐Ÿ“šโค๏ธ